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La rappresentanza in Campania. Sanità al collasso o situazione sotto controllo?

di Daniela Piesco | 2 Novembre 2020
Vincenzo De Luca si incontra a giugno 2020 con il comandante delle U.S. Naval Forces Europe-Africa James G. Foggo III, durante l’emergenza Covid-19 | Commander, U.S. Naval Forces Europe-Africa/U.S. 6th Fleet, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Già nel 1924 Guido D’orso nel suo saggio ‘La rivoluzione meridionale ‘si interrogava sulla rappresentanza meridionale chiedendosi se fosse una reale portatrice di onestà e correttezza.

Egli scriveva:”Esiste una nuova classe politica nel Mezzogiorno? Esistono cento uomini d’acciaio, col cervello lucido e l’abnegazione indispensabile per lottare per una grande idea? Oppure la nostra dolce terra perderà un’occasione unica più che rara, e continuerà il suo duro martirio al seguito della tradizionale miserabile classe politica meridionale, dopo che questa si sarà salvata da un naufragio per l’assoluta impotenza della nostra terra ad esprimere nuove energie politiche?

 Questo è l’interrogativo amletico che caratterizza il momento presente, e ad esso potrà rispondere soltanto la gioventù meridionale. Se tra quei giovani, che hanno affrontato intrepidi il pericolo ed anelano a vivere una vita politica di marca più elevata, vi saranno anche pochi che si raggrupperanno per difendere la nostra terra, questa favorevole ora, che si approssima sul quadrante della storia, non passerà invano, ed anche il dolce, il sobrio, il paziente, il pio Mezzogiorno d’Italia sarà iniettato nel circolo della vita moderna, e potrà mirare il suo ferreo destino con occhi più tranquilli”. 

A guardare la situazione attuale non pare che si possa ancora essere tranquilli con riguardo soprattutto alla cruciale situazione della sanità in una delle regioni forse più significative, dal punto di vista storiografico,del sud:la Campania. 

Ad ammetterlo è lo stesso Presidente della Regione, Vincenzo De Luca che lo scorso 9 marzo cosi commentava la situazione sanitaria campana e la nomina di Guido Bertolaso come consulente della regione Lombardia:”L’unico commissario con il curriculum adeguato per la Campania sarebbe Padre Pio” 

Battute a parte oggi non ci sono ancora i numeri per dire che la sanità campana è prossima al collasso, ma cerchiamo di capire se tutto quel che sta accadendo in queste settimane nella regione è frutto di una sanità che non ha coordinamento o  di una cabina di regia inadeguata anche per gestire situazioni ordinarie.

La situazione attuale ci conferma che sono 3.103 i nuovi casi registrati in Campania nelle ultime 24 ore su 17.735 tamponi. I guariti odierni sono 265, venti le persone decedute tra il 24 e il 28 ottobre.

In queste ore infiamma il confronto pubblico una polemica tra il Governatore De Luca e il Premier Conte, al quale l’amministrazione di Palazzo Santa Lucia rimprovera i ritardi nel trasferimento di medici e infermierii attraverso la Protezione civile .

IL GOVERNATORE DE LUCA  ,infatti, SCRIVE AL PREMIER CONTE per evidenziare 

 GLI IMPEGNI disattesi DEL GOVERNO PER LA CAMPANIA SU MEDICI E SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE. 

Nella lettera inviata dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si esprime preoccupazione per quei «balbettiii» dell’Esecutivo nazionale.  «Riteniamo grave il ritardo del Governo nella definizione di un piano socio economico nazionale di sostegno non per un mese, ma per tutta la fase di presenza dell’epidemia». In particolare si lamenta il problema della carenza di medici. «Avevamo chiesto 600 medici e 800 infermieri, sono arrivati solo 22 medici e 81 infermieri. Ora subito un tavolo di confronto». (La lettera).

A ciò si aggiunge il comunicato fatto dall’Ansa di Antonio Postiglione, capo dell’equipe medica dell’Unità di Crisi per il covid19 della Regione Campania: La Protezione civile ci ha dato un elenco di 50 medici e 100 infermieri che può inviarci. Stanno arrivando ma sono pochi. Stiamo continuando noi il reclutamento con contratti straordinari,  co.co.co., pensionati, medici laureati abilitati. Scontiamo una grande carenza di personale a monte per gli anni del commissariamento e abbiamo autorizzato le aziende a ricorrere ad ogni strumento straordinario”. 

 Sul piano epidemiologico, preoccupa soprattutto l’incidenza della mortalità. Si contano 214 decessi dal primo ottobre. In questo difficile contesto, sembrano non bastare le ordinanze regionali e il nuovo Dpcm in vigore, che impongono nuove restrizioni e il coprifuoco sanitario.

Inoltre  è il caso di rilevare la situazione a Benevento. Infatti nel capoluogo sannita ci sono stati in reparti casi tra malati, infermieri e medici.

“Nel quadro dell’ordinaria attività di sorveglianza epidemiologica in atto nell’Aorn San Pio è emersa nel Reparto di Cardiologia la positività di nove pazienti sui sedici ricoverati, di un dirigente medico e di quattro infermieri. Nessuna positività è stata, invece, rilevata a carico dei degenti nell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC)”. Lo rende noto l’Azienda ospedaliera San Pio di Benevento. “In via prudenziale – si legge in una nota – sono state sospese tutte le attività del suindicato reparto. I dipendenti positivi sono stati mandati in isolamento domiciliare, i pazienti tempestivamente trasferiti nell’Area Covid, mentre i locali del Reparto interessato sono stati adeguatamente sanificati, onde consentire la ripresa dell’ordinaria attività ed il rientro a pieno titolo nel circuito regionale della Rete I.M.A (Infarto Miocardico Acuto) .

E’ d’uopo a questo punto operare delle considerazioni necessarie.

Dopo la disamina sulle statistiche dei casi si evidenzia che :durante la fase acuta della pandemia, il Governatore ha avuto molto da ridire sulla gestione altrui e sulle misure messe in campo per contenere i contagi, elogiando invece la sanità campana come modello di efficienza e trasparenza. Tuttavia, tale trasparenza è stata di recente messa in discussione con l’apertura di un’inchiesta da parte della procura di Napoli riguardante gli appalti per l’emergenza COVID in Campania. Due in particolare le problematiche emerse: la decisione di affidare le analisi dei tamponi a laboratori privati e la costruzione degli ospedali modulari di Salerno e Caserta.

Dunque ciò che resta  è l’ennesimo sperpero di risorse pubbliche, in una regione già martoriata abbastanza dalla povertà e dalla disoccupazione e che oggi deve fare i conti con promesse e parole vuote da propaganda elettorale.

In conclusione ?

 Sono  convinta  che le  città campane  non siano solo delinquenza e caos ed è proprio per questo che aspiro  ad una rappresentanza che sia reale portatrice di onestà e correttezza e che non le estragga dal cilindro solo all’occorrenza, quando sono più gradite al proprio pubblico.

A ben vedere la scommessa per rilanciare l’impegno per il Sud è proprio quella di élites politiche che segnino una profonda discontinuità con un passato fatto di patronage elettorali e clientele, e  che faccia del rigore e della competenza le stelle polari per una seria battaglia per l’autonomia politica in primo luogo del Meridione, propedeutica all’auto-governo, che, come scrisse Guido Dorso ne “La rivoluzione meridionale” del 1924: “deve nascere nello spirito dei cittadini, è funzione critica di distacco da ogni forma di autorità che non sia l’autorità della libertà, è contrapposizione a tutte le forme di violenza, è insomma armonia di libere coscienze che tutelano i loro interessi legittimamente conquistati”.

Daniela Piesco

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, azienda, battaglia, classe politica, comandante, considerazioni, conti, crisi, De Luca, emergenza, giovani, governo, italia, lombardia, medici, mezzogiorno, misure, napoli, pensionati, persone, presidente del consiglio, punto di vista, regione lombardia, sanità, sostegno

Info Daniela Piesco

Avvocato, giornalista pubblicista, direttore responsabile del quotidiano online “L’Eco del Sannio” di Benevento, condirettore del giornale internazionale on line “Radici”. Appassionata di cultura, politica e attualità scrive su “L’Eco di Milano e Provincia”, sul “Corriere Nazionale”, sul “Corriere di Puglia e Lucania” e su “Stampa Parlamento”.
“Sono fermamente convinta, prendendo a prestito le parole di Moravia, che quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

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