Bologna è per il 2020 la prima città e provincia d’Italia per qualità della vita, secondo la storica annuale classifica del quotidiano il Sole 24 Ore. Io che a Bologna vivo da molti anni posso aggiungere che Bologna offre pure il meglio nelle stagioni difficili, come questa della pandemia. Firenze al 27° posto, Mantova al 47°. Per citare città che anche nel recente passato sono state nella parte alta della classifica. Unite, sia pure nella differenza di dimensioni, dalla cultura e dal turismo.
Bologna è quel sistema fattori e fenomeni che riesce a conciliare gli opposti, emergenza e resilienza, resistenza e imprudenza, diffidenza e confidenza. Bologna è così. Religiosa e consumista, San Luca e tortellini, portici dei “servi” ed affari milionari, circoli stretti e a volte quasi chiusi e grande partecipazione collettiva. Ricordo una battuta di un amministratore pubblico di qualche anno fa quando in una riunione con tanti addetti ci stupivamo per la presenza di tanta gente al tavolo, quasi una folla, e lui soavemente ammise: eh noi siamo la città e la terra dell’inclusione.
Prima per ricchezza e consumi, seconda per qualità dell’ambiente e dei servizi, terza per cultura e tempo libero, quarta per affari e lavoro, sessantesima per demografia e società, ahimè anche Bologna invecchia e anche a Bologna ci sono i fragili e i super fragili cioè quelle persone soprattutto anziane che non riescono a fare vita sociale anche solo per il fatto che abitano al terzo o al quarto piano di un palazzo senza ascensore.
Sembra una cosa marginale ed invece è un fatto molto importante che andrebbe affrontato. Creare ascensori sociali ma anche mettere ascensori fisici per quelle migliaia e decine di migliaia di persone che rinunciano ad andare in strada perché non possono fare tre rampe di scale. E’ un problema. Bologna è tuttavia al posto 105 per giustizia e sicurezza, quasi in fondo. Il Tribunale ha precisato che non sono stati studiati numeri omogenei. Bologna città poliedrica. Firenze dicevamo è al 27° posto, nel 1990 era al 13°. In questo 2020 la provincia del capoluogo toscano è 6°, bella posizione, per ambiente e servizi e c’è da immaginare che parcheggi tramvia e nuovo sistema di circolazione interno siano tra i fattori di qualità della vita perché una parte importante della vita è negli spostamenti; Firenze è al prestigioso decimo posto per affari e lavoro e per cultura e tempo libero, una bella soddisfazione per due indirizzi strategici per lo sviluppo e la qualità della vita. Arriva al 75° posto invece per demografia e società e addirittura al 107° per giustizia e sicurezza. Invece Firenze e provincia si classificano al 14° posto per ricchezza e consumi.
Tanti anni fa, primi anni Ottanta (quelli “mitici” cantati anche nella musica pop) erano Mantova ed Aosta in cima alla classifica per ricchezza e qualità della vita. Per molti anni si sono rimbalzate altre città alpine come Bolzano e Trento. La nostra Mantova stavolta, cioè anno difficile e problematico 2020, si è piazzata al 47° posto, nel 1990 era al 16° posto.
La provincia mantovana risulta molto bassa per affari e lavoro; il posto il numero 80. Evidente che la zona rossa della classifica sconta anni di depressione economica e la rarefazione delle intraprese industriali e produttive. 79° per demografia e società ma 34° per ambiente e servizi ciò vuol dire che nonostante lo scarso rinnovo demografico la città virgiliana investe in uno dei target più importanti per la sostenibilità e l’innovazione cioè l’ambente di vita e la qualità dei servizi.
Mantova è messa meglio, per esempio, di Bologna e Firenze in fatto di giustizia e sicurezza piazzandosi al 54° posto, associando un 46° posto in fatto di ricchezza e consumi. Dove Mantova propone e registra il meglio è ovviamente nel comparto della cultura e del tempo libero dove si colloca al 25° posto, quindi una posizione di tutto valore sulle 107 aree provinciali italiane prese in considerazione dal giornale economico specializzato in statistiche e valutazioni economiche e sociali.
Ma cos’è la qualità della vita? Ci potremmo chiedere se tutti questi parametri esaminati per fare la classifica, dalla ricchezza ai servizi, dalla cultura alla sicurezza, compongano realmente il paniere della qualità della vita. Forse anzi sicuramente non esauriscono tutte le domande-indice della qualità della vita tuttavia contemplano numerosi e svariati settori che sono segnali e parametri di qualità del vivere e del condividere.
Poi naturalmente un residente di Corvara in Ata Badia può sentirsi ad un livello di qualità della vita superiore all’abitante di San Lazzaro di Savena o di Lastra a Signa ma questo è pure normale ed umano. Ci sono fattori e fenomeni misurabili dalle statistiche e fattori e fenomeni spiritualmente avvertiti ma difficilmente quantificabili per classifiche e numerazioni.
Poi c’è il bello della sensazione personale che si intreccia col sentimento: vi assicuro che vi può capitare di stare in piazza Sordello a Mantova o in piazza della Signoria a Firenze o ancora in piazza Maggiore a Bologna e di sentirvi nel posto più bello del mondo e chiudere gli occhi e avvertire quella leggera ma profonda brezza di paradiso. E’ il bello del cuore che batte per un posto, che senti tuo, anche oltre le statistiche.
Fabrizio Binacchi

Articolo interessante, centrato i chiari e scuri di Bologna