Qui sembra ancora ferragosto. Ombrelloni ovunque e gente in mare e stesa al sole. Qui, in fondo alla Puglia, l’estate finisce un mese dopo rispetto al turismo di Riccione o di Viareggio. Certo la giornata non è così lunga come a luglio ma quando il sole picchia qui tra Torre Mozza e Torre Pali, a Pescoluse dove sembra Maldive. beh c’è da abbronzarsi anche se non vuoi. E’ la lunga Italia bellezza che va da Lappago, Alto Adige, dove hanno già i termosifoni accesi e mangiano polenta e funghi bollente e qui lidi vicini a Santa Maria di Leuca dove le case basse e bianche, i cespugli, il sole ti fanno sembrare in Tunisia. I bagnini della Baia Verde sono già all’opera per lavare i lettini e stipare ombrelloni e attrezzi, mentre gli ultimi bagnanti si prendono l’ultimo sole, ma anche in riva a Torre San Giovanni, la Forte dei Marmi della zona, per negozi e luci, si prepara agli ultimi fuochi di stagione. E’ andata di moda quest’anno la Puglia, villaggi pieni da giugno al 17 settembre e qui non pioveva dai primi di giugno. Famiglie e viaggi, settimane resort e poi la scoperta dei mille borghi che, accidenti, sembrano davvero usciti da un incanto. Ecco appena lasci la litoranea, appena lasci le direttrici più conosciute da Torre Lapillo a Gallipoli, da Otranto a San Cataldo, da Porto Cesareo a punta Suina, beh entri dieci chilometri e trovi un mondo tutto diverso, una civiltà e un costume di vita che ti rilassano solo a guardarli. Primo, non ti conoscono e puoi essere in cravatta o in costume e ti dicono “ciao”.Mica male. Poi ti accolgono con la voglia di condividere sensazioni, visioni e sapori. Mica male. E poi sono contenti. Lo fanno per lavoro, il turismo, ma anche perché gli piace. Ditelo a quelli di Camaiore. E già. Càpiti a Taviano, dieci chilometri da Marina dei Mancasale, alzi la mano chi conosceva già Taviano!, e scopri un centro storico da bocca aperta, la facciata della chiesa di san Martino illuminata come una basilica pontificale e ovunque segni di devozione e festa. La piazza è sobria e domina la pietra leccese, un albergo, un bar , la chiesa, la statua di San Martino e dieci uomini e ragazzi del posto che discutono di sport e tasse al bar. In fondo silenzio. Tutto intorno bianco. Tre cartelli stradali: una farmacia, un locale (Ciccio Panza) e un ristorante. Il Vico degli Scettici è una sorpresa. Ti servono cozze e polpette salentine e i frittini al vin cotto. Questa della Puglia al vin cotto che accomuna le masserie pugliesi alle cascine toscane o alle fattorie mantovane o lombarde. C’è una colonna vertebrale della civiltà contadina che unisce valle padana, colline toscane, e murge pugliesi, ed qui dove ti fanno assaggiare, col panorama sui tetti che ti sembra di stare a Gerusalemme o Beirut, le cozze e i fritti salentini con un bicchierino di vino cotto, e ti sembra essere sempre stato lì, di casa. Qui l’estate non è solo merito del sole e del mare ma anche della civiltà popolare.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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