Sembra proprio impossibile mettere insieme nello stesso partito , come succede in Inghilterra, tutta la famiglia Milliband, il fratello blariano, quello leader del Labour e la simpatica mamma di ultrasinistra…

Nel resto d’Europa, sarà che le leggi elettorali non cambiano in continuazione, sarà che nei convegni è previsto un tempo massimo anche per gli interventi anche dei leaderini, le cose funzionano diversamente, con un solo partito o al massimo due, di cui il secondo, quello più a sinistra, di proporzioni ridotte. Il che non vuol dire che siano rose e fiori: noi vorremmo tanto riferirci al Pse (meno una frangia di ultra sinistra che non si sa bene a chi voglia riferirsi, oltre a sè stessi), che però, dopo aver esordito molto bene reagendo all’inizio della crisi economica col documento di Atene, si è quasi ammutolito perchè i tedeschi pensano alle loro elezioni.
Sembra proprio impossibile mettere insieme nello stesso partito , come succede in Inghilterra, tutta la famiglia Milliband, il fratello blariano, quello leader del Labour e la simpatica mamma di ultrasinistra…
Proviamo a parlarne in via sperimentale, e qui vengono fuori i due comuni toscani, che da sempre votano a maggioranza assoluta il PCI e le sue successive sigle.
Piombino ha una forte occupazione operaia, in settori in declino, siderurgia e cantieristica: i lavoratori del posto sono anziani, con un po’ di precari immigrati variabili di numero: i figli di questi lavoratori o si sistemano nel turismo, come precari, come fissi , come piccoli impenditori o emigrano altrove.La domanda politica e sindacale è più di sicurezza, fin che dura, che di continuità.
Pontedera ha la Vespa che tira in tutto il mondo, e ancora di più tira l’indotto, che esporta direttamente ai produttori in concorrenza. E di lì continuano a nascere piccole aziende innovative nei rami più vari. Non si parla di cassa integrazione per i vecchi, i giovani non emigrano, il valore delle aree aumenta, e fa da garanzia per le casse rurali che prestano alle aziende che decollano. Il sindacato è poco presente in questa realtà in movimento continuo.
A me non sembra impossibile disegnare una politica che soddisfi entrambe le cittadine: certo che l”agenda” di questa politica non può essere dettata dal sindacato così come è ora, fermo a una realtà che non c’è più, e, per quel che residua, è minoritaria nella popolazione, dove da 40 anni i lavoratori a tempo indeterminato nelle grandi aziende continuano a diminuire, mentre aumentano i precari del terziario, non protetti da nessuno e sfruttati anche da comuni e coop : cose di cui la politica non si occupa, ma che si vedono e si sentono in troppe famiglie.
Un eccetera che, apparentemente, non c’entra: mi dispiace che il Manifesto si avvii alla chiusura, ma trovo molto più utile e stimolante leggere Internazionale…

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