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La proposta di Somaini, la famiglia Milliband, Piombino e Pontedera, ecc, ecc.

di Claudio Bellavita | 23 Dicembre 2012

Sembra proprio impossibile mettere insieme nello stesso partito , come succede in Inghilterra, tutta la famiglia Milliband, il fratello blariano, quello leader del Labour e la simpatica mamma di ultrasinistra…

cartello_PIOMBINOCosa c’entrino le località toscane lo spiego alla fine. Somaini, con grande equilibrio come sempre, propone di sforzarsi ancora una volta per mettere insieme tutto quello che c’è a sinistra fuori del PD, il che sarebbe ragionevole, se non fosse che se ne parla dal 1964, e ogni volta diminuisce il numero dei consensi e aumenta quello dei leaderini autonominati, che mettendo insieme un po’ di ideologia  vetusta e confusa, un po’ meno di sociologia idem, e un pizzico di economia da slogan, rivendicano un posto alla presidenza e magari in lista, mentre il progetto sprofonda nella noia, nella sempre minor partecipazione ai convegni, e tutti insieme, ma comunque in ordine sparso, ci si avvia al di sotto dello sbarramento.

Nel resto d’Europa, sarà che le leggi elettorali non cambiano in continuazione, sarà che nei convegni è previsto un tempo massimo anche per gli interventi anche dei leaderini,   le cose funzionano diversamente, con un solo partito o al massimo due, di cui il secondo, quello più a sinistra, di proporzioni ridotte. Il che non vuol dire che siano rose e fiori: noi vorremmo tanto riferirci al Pse (meno una frangia di ultra sinistra che non si sa bene a chi voglia riferirsi, oltre a sè stessi), che però, dopo aver esordito molto bene reagendo all’inizio della crisi economica col documento di Atene, si è quasi ammutolito perchè i tedeschi pensano alle loro elezioni.

Sembra proprio impossibile mettere insieme nello stesso partito , come succede in Inghilterra, tutta la famiglia Milliband, il fratello blariano, quello leader del Labour e la simpatica mamma di ultrasinistra…

Proviamo  a parlarne in via sperimentale, e qui vengono fuori i due comuni toscani, che da sempre votano a maggioranza assoluta il PCI e le sue successive sigle.

Piombino  ha una forte occupazione operaia, in settori in declino, siderurgia e cantieristica: i lavoratori del posto sono anziani, con un po’ di precari immigrati variabili di numero: i figli di questi lavoratori o si sistemano nel turismo, come precari, come fissi , come piccoli impenditori o emigrano altrove.La domanda politica e sindacale è più di sicurezza, fin che dura, che di continuità.

Pontedera ha la Vespa che tira in tutto il mondo, e ancora di più tira l’indotto, che esporta direttamente ai produttori in concorrenza. E di lì continuano a nascere piccole aziende innovative nei rami più vari. Non si parla di cassa integrazione per i vecchi,  i giovani non emigrano, il valore delle aree aumenta, e fa da garanzia per le casse rurali che prestano alle aziende che decollano. Il sindacato è poco presente in questa realtà in movimento continuo.

A me non sembra impossibile disegnare una politica che soddisfi entrambe le cittadine: certo che l”agenda” di questa politica non può essere dettata dal sindacato così come è ora, fermo a una realtà che non c’è più, e, per quel che residua, è minoritaria nella popolazione, dove da 40 anni i lavoratori  a tempo indeterminato nelle grandi aziende continuano a diminuire, mentre aumentano i precari del terziario, non protetti da nessuno e sfruttati anche da comuni e coop : cose di cui la politica non si occupa, ma che si vedono e si sentono in troppe famiglie.

Un eccetera che, apparentemente, non c’entra:  mi dispiace che il Manifesto si avvii alla chiusura, ma trovo molto più utile e stimolante leggere Internazionale…

Pubblicato in : Primo piano

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

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