
“Ha da passà ’a nuttata”. Più che una citazione oggi è un’indicazione politica. Nei momenti di difficoltà la forza di una leadership si misura anche nella capacità di non fare. Di aspettare. Di non cedere alla tentazione di reagire subito, a ogni costo. È esattamente ciò che servirebbe dopo la sconfitta referendaria sulla giustizia, che ha segnato una battuta d’arresto per il governo e aperto una fase più incerta. Le opposizioni forti del risultato fanno il loro mestiere e incalzano. Ma è la maggioranza che in questa fase dovrebbe sottrarsi alla logica della reazione immediata. Gli errori invece sono stati evidenti. L’esposizione diretta della presidente del Consiglio nella fase finale della campagna referendaria ha finito per trasformare il voto in un giudizio sull’esecutivo. Peggio ancora è accaduto dopo: la richiesta di dimissioni a caldo di tre collaboratori di primo piano ha trasmesso un’immagine di fragilità, come se la maggioranza avesse scelto di colpirsi da sola. In politica la percezione è sostanza. E la percezione che si è consolidata è quella di un governo sulla difensiva, più intento a inseguire gli eventi che a guidarli. Per questo l’insegnamento di Eduardo De Filippo torna attuale: “lasciar passare la nottata” non significa immobilismo, ma controllo. Significa evitare mosse dettate dall’urgenza emotiva, soprattutto quando in gioco ci sono decisioni che incidono sugli equilibri istituzionali. Come l’ipotesi di una nuova legge elettorale senza preferenze. Aprire ora quel cantiere sarebbe un errore politico e un azzardo istituzionale. Le regole del gioco non si cambiano sotto pressione, né per recuperare consenso. Farlo rischierebbe di apparire come una fuga in avanti, non come una scelta di sistema. Il Paese è alle prese con ben altre priorità: la crescita che rallenta, il costo dell’energia, uno scenario internazionale instabile. Questioni che richiedono concentrazione, credibilità e anche un clima politico meno conflittuale. Una leadership solida in questa fase dovrebbe abbassare i toni, consolidare il proprio campo e aprire un confronto serio sulle emergenze economiche e sociali. Non è un segno di debolezza, ma di responsabilità.
La nottata passerà. Ma solo se chi governa eviterà di renderla più lunga e più buia.
Angelo Santoro

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