Superare la crisi attraversando uniti la porta stretta della fede – Angelo Bagnasco

Nei cinque anni del suo mandato da presidente della CEI, il cardinale Angelo Bagnasco ha richiamato costantemente la Chiesa al suo compito impegnativo e necessario.
Rileggendo in ordine cronologico le prolusioni dal 2007 al 2012, si nota immediatamente una visione lucida e partecipe – ma mai sfiduciata – della situazione politica ed economica del nostro Paese, unita a un grande amore per il popolo di Dio provato dalle avversità e a una profonda consapevolezza di quanto questa crisi abbia finito col mettere in discussione ogni certezza, minando le stesse fondamenta del vivere comune.
In uno dei momenti più drammatici per la storia dell’Italia dal dopo-guerra, l’invito del cardinale Bagnasco a scegliere la porta stretta dell’impegno responsabile esprime lo slancio di una fede che non si rifugia nelle pieghe della coscienza individuale, restando un fatto intimo o privato, ma che al contrario, profondamente calata nell’attualità e nella vita delle persone, vuole agire da stimolo e da guida.
La voce del cardinale è quella di una Chiesa “che ascolta; che è capace di vedere, incontrare, parlare; che sta con la gente e tra la gente, cercando di capire e di farsi capire”. I suoi interventi manifestano lo sforzo costante della Chiesa di interpretare il tempo presente in una visione inclusiva che metta in gioco fede e ragione per spronare i credenti a un confronto coraggioso con la modernità.
Non si può chiedere alla Chiesa di non prendere posizione o di non esprimere in maniera netta e decisa le sue posizioni nel campo della convivenza sociale. L’intervento della Chiesa però non è mai ingerenza, non si limita a scorgere la cronaca, a interpretare i frammenti di polemiche sempre possibili. È uno “stare dentro la vita degli uomini e delle donne di oggi” portando all’attenzione pubblica temi fondamentali, anche se fuori dal coro, per difendere la verità ultima dell’uomo dai miti dominanti che generano solo infelicità e solitudine.
È un cammino arduo per il quale a volte ci si può sentire inadeguati, un cammino anche rischioso, continuamente esposto ai tentativi di strumentalizzazione da parte della politica. Ma la Chiesa non mette sul tavolo argomenti da campagna elettorale, non mira ad ottenere consensi, cerca invece di essere una presenza profetica di vera umanità.
Le prolusioni del presidente della CEI non sono frutto di una riflessione solitaria, la Chiesa parla se ascolta Dio e il suo compito è di riflettere lo sguardo di Dio che è pieno di simpatia per la vita dell’uomo.
La porta stretta della fede è sempre aperta e attende di essere attraversata, insieme, con la certezza che solo in Cristo si può guardare al futuro con fiducia e speranza.
DALL’INTRODUZIONE DI PIERO CODA:
“La metafora evangelica della “porta stretta”, attraverso cui è necessario passare per accedere alla vita, è quanto mai calzante per raccogliere sotto di un titolo le prolusioni che il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova, ha pronunciato nel primo suo quinquennio in qualità di Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione sia del Consiglio Episcopale Perm anente sia dell’Assemblea Generale. Con questa metafora, infatti, Gesù richiama il fatto che alla vita vera e piena non si accede passando per ogni dove e, più ancora, che la porta specifica attraverso cui occorre transitare chiede attenzione, decisione, impegno e ogni sforzo. Ciò, del resto, è di ogni cosa umana che meriti questo nome: quel che vale e porta frutto non è mai facile o banale. E se anche è vero, nell’ottica della fede cristiana, che “tutto è grazia”, non bisogna equivocare sul significato e la responsabilità di questa basilare verità: perché la grazia, in realtà, non è mai “a buon mercato”. Anzi, se è vero che ci è donata senza nostro merito, è altrettanto vero che, per essere accolta, chiede che prendiamo saldamente in mano tutt’intera la nostra intelligenza e libertà: per riconoscerla, questa grazia, per acco! glierla, per esserne grati e per portarla a buon frutto”.
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