
Un popolo immenso, che ha amato Francesco, fa la fila per ore, anche di notte, per dargli l’ultimo saluto.
Al contrario, i nostri politici nazionali saltano la coda, continuando a contraddire quella lezione di umiltà e di eguaglianza che è stata il tratto distintivo di Bergoglio.
I grandi della Terra, che si danno appuntamento a Roma, sabato prossimo, dopo il funerale potrebbero incontrarsi per parlare delle guerre e della pace, dei dazi e dei commerci nel mondo.
Posso sbagliarmi ma anche loro, seppellito il Papa, si dimenticheranno subito dei suoi messaggi di pace e di cooperazione, per il disarmo, per i poveri e i migranti.
Invece, tra molti giornalisti della carta stampata e della Tv, il tradimento di Francesco si esprime presentandolo come un populista: uno che ha detto quelle cose perché, essendo Papa, non poteva fare diversamente.
Però la politica -sostengono- è cosa diversa: la fa chi decide di iniziare e continuare le guerre, di spendere in nuovi armamenti, di mettere i dazi, e di difendere la grande finanza e i grandi capitali contro gli interessi dei più poveri e degli ultimi della terra.
E così fanno subito morire Bergoglio una seconda volta.
Il massimo della ipocrisia e della strumentalizzazione politica lo raggiunge comunque la destra italiana al governo, che approfitta del lutto per mettere la sordina alle celebrazioni del 25 aprile.
Noi invece domani faremo le nostre manifestazioni e ci dichiareremo antifascisti con orgoglio e consapevolezza. A differenza di quanto non riescano a fare il Presidente del Senato La Russa e la Presidente del Consiglio Meloni, che quella parola non riescono proprio a pronunciarla.
Il problema è sempre lo stesso.
Papa Francesco ha ridato forza alla religione cattolica perché nei comportamenti e nella sua predicazione è stato coerente con il messaggio dei Vangeli
Se la politica vuole tornare ad essere credibile, come lo è stato Bergoglio per la fede, non può che ritornare al fondamento costituzionale della Repubblica italiana, ai suoi principi di eguaglianza, di giustizia, di pace e di libertà.
Ma questa è l’ultima cosa che possiamo chiedere e aspettarci dalla destra che ci governa.
Enrico Rossi

Lascia un commento