E’ di pochi giorni fa la notizia che Sarkozy vuole tassare le transazioni finanziarie per risolvere il problema della povertà mondiale. Non è solo una questione di soldi, ma come saranno impiegati. Per ora questi e le organizzazioni mondiali non sono mancati nel tentativo di sfamare i popoli più bisognosi, ma se il problema torna all’attenzione dei potenti del mondo, vuol dire che quasi tutto è stato un fallimento. La politica dei redditi di Ugo LaMalfa, trasferito a livello mondiale può contribuire a dare una svolta a questo problema, ma alle condizioni date: La criminalità organizzata deve essere combattuta con molta più energia dagli stati. I paesi più poveri devono trovare condizioni politiche meno corrotte, che permettano la distribuzione della ricchezza, che non deve fermarsi ai vertici politici o dei funzionari statali creando satrapie. Le risorse finanziarie devono essere un’opportunità, in termini di tecnologia e lavoro, attraverso la costruzione d’infrastrutture utili per una vita dignitosa. Il principale problema resta l’educazione, la conoscenza, che non filtra a livello di popolo e permettono la miseria. In questa situazione va considerato anche l’ambiente nei termini di biodiversità della vita. La sovrappopolazione mondiale e le malattie sessuali che ad esempio in Africa sono causa di decine di migliaia di morti ogni anno, sono un annoso dramma.
La proposta di Sarkozy, se non è demagogia pura per riprendersi dalle ultime debacle, avrebbe messo il dito sulla piaga. Una piaga mondiale che non prevede una facile soluzione anche con la tassazione delle finanze. Riscossi i soldi, è urgente risolvere alcuni problemi globali. Nell’impossibilità di trovare un governo mondiale, dove l’Europa per prima tiene a salvare il proprio”particulare” interesse nazionale, la proposta del capo del governo Francese riapre un argomento complesso. Quali sono i problemi primari. Come risolverli? La Terra non è un luogo infinito né le sue risorse eterne. In primo luogo è necessario intervenire con l’educazione, e il controllo delle nascite. In questo senso consolidare quei paesi non fondamentalisti, premiandoli con sostegno economico e commerciale, avviando per gli altri una strada simile. Eliminare le sacche di povertà nelle periferie urbane ed investire nelle infrastrutture ridistribuendo, come per il pensiero dello statista ed economista italiano Ugo La Malfa, la ricchezza in base al lavoro ed ai meriti. L’aumento della produzione globale, o meglio la sua corretta diffusione prevede l’analisi delle realtà socio politiche e geografiche magari sotto il controllo coordinato dello stato e dei suoi governi con il mondo del lavoro delle finanze e sindacale, senza lasciar da parte quello scientifico. Il pianeta Terra si avvia verso nuovi e pericolosi orizzonti, non solo per la sopravvivenza della specie umana, ma di tutta la vita che l’abita. Senza una forte partecipazione di coscienza individuale e collettiva di doveri dell’uomo, si potrà raggiungere ben poco e Sarkozy avrebbe fatto solo un “coup de theatre” per rimettersi in sella.
Enrico Martelloni

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