Se c’è un prodotto che potremmo esportare con successo con l’etichetta Made in Italy, e con l’assoluta certezza dell’impossibilità che venga copiato da qualcun altro, questo è certamente il paradosso, di cui siamo maestri insuperabili tanto da averne fatto non solo uno stile di vita ma anche, e soprattutto, uno strumento di governo al pari dell’ipocrisia bipolare, che colpisce tutti coloro che, a vario titolo e per motivi di solito del tutto misteriosi a noi poveri cittadini esclusi da tutto, si trovano a disporre del potere di legiferare e dunque di disporre delle nostre vite.
Martedì va in discussione a Palazzo Madama la proposta di due senatori del Pdl che tratta di tre riforme ordinarie e costituzionali sulle convivenze e sul diritto di famiglia, con l’intento di riparare ad un vuoto legislativo ormai insostenibile riguardo alle tutele in una coppia di fatto, con specifico riferimento all’assistenza sanitaria, alla reversibilità della pensione, al diritto ereditario, al subentro nell’affitto, ovvero tutti quegli elementi che caratterizzano la condivisione della vita in una coppia, che sia sposata o meno, poichè la quotidianità è la stessa per tutti. Ci sarebbe persino da rallegrarsi che l’enorme ritardo che vede l’Italia, insieme alla Grecia, unico paese europeo non adeguato con la propria legislazione alla tutela dei diritti dei conviventi, possa forse essere colmato, una buona volta, se non avessimo letto le dichiarazioni della senatrice Germontani, una dei due proponenti le modifiche, che esclude categoricamente la possibilità che le tutele dei diritti di una coppia convivente possano estendersi anche alle coppie omosessuali. Ora, sarebbe persino troppo facile, ma a quanto pare non per certe menti brillanti, chiedersi come mai la modifica di una normativa che non tocca in alcun modo temi etici, religiosi o di coscienza, ma attiene esclusivamente al diritto civile ed alla regolazione dei diritti di persone adulte e consenzienti che hanno fatto la scelta di convivere, debba escludere gli omosessuali. Stando così le cose, si deve dedurne che i due volenterosi senatori siano partiti dal presupposto rovesciato che ha determinato l’affossamento del Lodo Alfano: là si riteneva che il Lodo fosse anticostituzionale perché poneva alcuni cittadini al di sopra della legge, qui si ritiene che il riconoscimento delle tutele tocchi solo ai cittadini eterosessuali. Una conventio ad excludendum, dunque, l’ennesima, che non arriva da un Papa, da un Rabbino, da un Imam, sulla base di credenze religiose che sono per loro stessa natura esclusive, nel senso letterale del termine, ma da due senatori del governo italiano che hanno un concetto esclusivo del diritto: solo alcuni cittadini, a quanto pare, possono goderne. L’assurdità di questo colossale paradosso, contenuta in un atto che dovrebbe nascere da presupposti di uguaglianza ed invece si risolve in una esclusione a danno di altri, è resa ancora più ridicola dalla campagna antiomofobia che vediamo in questi giorni sulle reti televisive pubbliche e commerciali, a nome della Presidenza del Consiglio, e dunque si suppone dell’intero governo; una campagna, peraltro molto ben fatta, cosa che non ha mancato di stupirci ma anche di confortarci con la considerazione che forse qualche neurone funzionante in circolo c’è ancora, che punta su un concetto molto chiaro: tutti abbiamo bisogno di tutti, e quando questo accade non stiamo a chiederci se il medico che ci salva la vita sia etero od omosessuale, perché ciò che davvero esprime il valore di una persona è l’insieme delle sue qualità umane. Dunque, come si può spiegare che lo stesso governo che promuove e finanzia una simile campagna contro il pregiudizio omofobico, sia però deciso a negare il riconoscimento dei diritti dei conviventi alle coppie omosessuali?! Ed a completare il quadro dell’assurdo, che nel nostro paese pare autoprodursi a velocità fulminea, arriva intanto una sentenza della Cassazione che afferma che chi vive insieme non è assimilabile ad una coppia sposata perché una convivenza “può essere liberamente ed in ogni istante revocata”: ora, senza scomodare la vecchia battuta “cara, scendo un attimo a prendere le sigarette”, preludio di fughe senza ritorno, e certo fulminee, alzino la mano tutte quelle mogli e quei mariti che hanno trovato la casa vuota alla fine di una giornata apparentemente normale, che hanno visto il proprio partner dire “qui non ci sto più”, prendere la porta ed andarsene, anche in presenza dei figli sbalorditi, e segnalino la loro esistenza in vita ai giudici di Cassazione. Non sia mai che decidano di uscire dalla turris eburnea dove vivono, ed a riprendere contatto con la gente comune, con le storie di vita vera, con la quotidianità che pare completamente assente dai luoghi del potere e da quelli della giustizia. Forse la finiremmo di giocare a nascondino col paradosso e l’ipocrisia, e cominceremmo a riconoscere che un paese civile non può discriminare per legge i propri cittadini.
ChiBo

Allora, Marzio, temo proprio che il tuo fiuto faccia cilecca! Pensaci per le tue prossime “intuizioni”.
Allora, Marzio, temo proprio che il tuo fiuto faccia cilecca! Pensaci per le tue prossime “intuizioni”.
Paolo, poche parole. Io ho il fiuto d’un felino e da felino fiuto che non sei omo. Il resto è letteratura e gioco, di cui nessuno, io tanto meno, ti nega la libertà. Ma consiglierei chiunque, e in questo caso te, di non mettere la tua sacrosanta libertà contro la tua sacrosanta verità, perché ne verrebbe il cortocircuito. Alla fine la verità spoglia i fronzoli della libertà e ci lascia a bocca asciutta. Quanto ad auspicare la cancellazione della pagina è stata una mia provocazione infantile tanto tenevo al mio ” Contro il restauro del vissuto ” a suo tempo scomparso. Ma so che in redazione non c’è un quisling.
Di cosa stai parlando, Marzio? Fino a prova contraria, questo tema che ogni tanto Chiara lancia é uno spiraglio di speranza per una parte della popolazione italiana, che ti piaccia o meno!
Ci sono decine di altre pagine qui che trattano di tantissimi argomenti, per quale ragione vuoi che questa pagina sia cancellata?
Te, Marzio, come Puccio, avete (se non sbaglio) la possibilità di sposarvi con la persona che amate (se ce l’avete), io se vivessi in Italia non l’avrei avuta!
Ora, il vostro vittimismo sarebbe giustificato se qualcuno volesse ridurre o togliervi questo diritto, cosa che non corrisponde alla verità, bensi la battaglia é di estendere questi diritti a tutti i cittadini!
Non é una moda Marzio, é l’evoluzione, in positivo, dei costumi, che tutta l’Europa ha compreso o cerca di comprendere, ad esclusione dell’Italia!
Chiara, che come voi gode di questi diritti, guarda al di là del proprio naso e considera ingiusto che tali diritti non siano estendibili anche agli omosessuali.
Tertium datur! Fra i due partiti di Puccio da una parte e Chiara e Paolo dall’altra, tertium datur! Sì, perché accade che a insistere troppo suoi diritti delle veterodiversità genitali si diano per scontati e acquisiti i diritti delle veterodiversità mentali, un tempo di opinione. Invece “Pensalibero” sta diventando un curioso “Pensaperbene” dove il veterodiverso viene spacciato per il nuovo e quindi automaticamente incamerato. In questo senso Paolo può essere contento perché è in compagnia di Renzi. Ma le cose non stanno così, e la sparizione del mio “Restauro del vissuto” dentro “Vivere le citta/1” dimostra che Puccio non ha tutti i torti. Chi non è d’accordo col “Pensaperbene” dei veterodiversi esaltati dal mercato viene immediatamente tacitato. L’errore di Puccio è quello di non aver capito che le ondate di diversità sono infinite e comiche perché tengono sempre sulla cresta dell’onda la loro veterodiversità, insomma Puccio non vuol ammettere d’appartenere a una triste minoranza, e quindi d’essere un vero neodiverso in attesa d’accoglienza. Le ondate di diversità crescono a dismisura per gabellarsi ondate di qualità. Ma allora?…ma allora Chiara? Usque tandem…? Beh, almeno fin quando la redazione non cancellerà di corsa questa pagina, tra molto poco statene certi. M.S.
Lo Stato, molto semplicemente, dovrebbe facilitare chiunque, maggiore, si ami e voglia costruire una vita assieme, non mettere bastoni tra le ruote se la coppia , invece di essere composta da un Marco e una Isabella, é composta da Fabio e Gianmarco, o da Serena e Roberta….purtroppo, grazie anche alla Chiesa, si inculca un modello di discriminazione che é difficile da estirpare, insieme a una sessuofobia che poi per contro produce mostri, come lo scandalo che scoppia in irlanda su centinaia di atti di pedofilia che la chiesa cattolica ha volutamente messo a tacere!
Paradosso in Italia é che un leader di sinistra, nel tal caso il celebre Marrazzo, dopo il ritiro spirituale abbia aggiunto la ciliegina sulla torta scrivendo al Papa! ” Caro Papa…”.
Ma per favore, già che c’era poteva scrivere anche a Babbo Natale e alla Befana…
Caro Puccio, ma ci mancherebbe tu non potessi frequentare liberamente Pensalibero…e quando mai?! La citazione significa questo: quando accade qualcosa a qualcuno – in questo caso subire una forma di discriminazione – non possiamo cavarcela pensando che tanto non ci riguarda, perchè domani potrebbe invece toccare a noi essere discriminati per un altro motivo.
Non faccia la vittima Cartoni, lei continua ad aggirare l’ostacolo, a “scansare” qualcosa che la disturba nel suo piu’ profondo. In tutti i suoi interventi non puo’ astenersi dal fare delle battute, piu’ o meno pesanti, sfoderando tutto l’armamentario di ridicolizzazione degli omosessuali che si tramanda di generazione ancora oggi, perché in questo ridicolizzare lei si sente al sicuro, protetto da qualcosa che evidentemente la sua educazione e il suo percorso di vita le hanno preentato come un pericolo, un rischio, una perversione, un turbamento, un male!
Forse potrebbe cominciare a considerare che gli omosessuali sono prima di tutto delle persone e che l’essere come lei é o si sente non le da automaticamente alcun privilegio di nascita ma é solo una casualità tra le tante caratteristiche che differenziano ogni individuo.
Così è appurato :qualcuno decide se si può ridere oppure no ! Il popolo attende con ansia il permesso !
Resti pure dove sta . Io ,per parte mia ,cercherò di non continuare a leggere …”quelle cose che dice l’onorevole Fini” , scansandole ,se mi riesce . Vuol dire che non potrò girare liberamente sul sito di Pensalibero,evidentemente monopolizzato …starò più attento a dove metto i piedi!
Quanto alla campana…non comprendo la citazione ,ma spero suoni prima per voi !
“Nessun uomo è un’isola, chiuso in se stesso…non chiedere mai per chi suona la campana, essa suona anche per te”.
Non capisco Cartoni, se é una battuta, come le precedenti, é di cattivo gusto e non fa ridere nessuno, tranne lei forse!
Che c’entra ora questa storia dell’abbraccio che dovrebbe essere “etero” e non “omosex” resta un mistero che solo lei poteva pensare, ed é bene che resti tale, non ci sveli il suo significato.
Sul rimpatriare, dorma pure notti tranquille, non se ne parla minimamente, non cambierei la Francia neanche con due Italie, proprio come il Dash!
Sul fatto di occuparmene, continuero’ a farlo finche amici e amiche omosex che risiedono in Italia non avranno gli stessi diritti che sono concessi al sottoscritto qui in Francia, trovo veramente degradante e triste che due persone adulte, innamorate e desiderose di costruire qualcosa che sia moralmente e giuridicamente valido non possano farlo, anzi di piu’, lo trovo aberrante.
Finché questo modo di trattare con la stessa dignità e giustizia tutti i cittadini senza discriminazioni legate all’appartenenza sessuale non diventerà un VALORE anche in Italia, come lo é qui in Francia e nella stragrande parte dell’Europa, allora continuerà a leggermi.
Puccio, voglio pensare che tu stia scherzando….esistono tutte le possibilità, etero ed omo. Che ti piaccia o meno.
Bene,dopotutto l’abbraccio dovremo consideralo…eterosessuale . Fa piacere il vedere che considerate ancora possibile una dimensione che non sia omosessuale.
Quello che non capisco ,è cosa a Paolo importi delle disgrazie del nostro Paese ,visto che sta così bene nella progressiva Francia ! Non pretendiamo mica il suo rimpatrio…
Caro Paolo, che la strada sia lunga ed accidentata da ignoranza, ipocrisia, pregiudizio, malafede, discriminazione, soprattutto da un risibile concetto di “normalità” che ci è stato imposto dall’alto, lo sappiamo. Da parte mia, posso solo prometterti che mi rifuterò sempre di considerare questa una battgalia persa e continuerò a scrivere di questo. Ti abbraccio.
Cara Chiara, che aggiungere di piu’ a quello che scrivi…si rischia di diventare ripetitivi, di scatenare le solite reazioni, ma forse vale ancora la pena di insistere!
L’unica legge che vige in Italia é la stessa da sempre, “Si fa, ma non si dice”.
Non so se avete visto le immagini delle celebrazioni della caduta del muro di Berlino, dove tra gli invitati c’era Berlusconi che dormiva, oppure che era fortemente concentrato, non so…ma i vari capi di Stato erano accolti dal sindaco, la cui prima frase come candidato per le elezioni a questa carica furono :” Sono omosessuale, e va bene cosi!”.
Immaginati, Chiara, la stessa frase pronunciata il primo giorno della campagna elletorale da un candidato sindaco per Roma, o Milano…pura fantascienza!
Come fantascienza appare la dichiarazione del segretario del Partito Socialista francese, Martine Aubry, che proprio ieri é scesa in campo per proporre matrimonio e adozione anche per le coppie gay.
In Italia non si arriverà mai a questo, o forse ci vorranno non so ancora quali rivoluzioni culturali, finché la “convivenza” tra due persone dello stesso sesso non sia chiamata per quello che é, nella maggioranza dei casi, una unione fondata sull’amore tra due persone omosessuali.
Ci vorrebbe molta piu’ trasparenza anche da parte dei gay italiani, che ormai senza piu’ speranza, giocano ancora fino alla vecchiaia a Dottor Jeckyll e mister Hyde, creando situazioni PARADOSSALI al limite del ridicolo, dei ragazzotti ormai cresciuti che vanno sempre in vacanza senza mai dire con chi, o inventando storie inverosimili, insomma una doppia vita per paura di essere rifiutati dalla famiglia e dalla società, con forti discriminazioni anche nel mondo del lavoro!
Finché non si agirà dove il dente duole, non serviranno a niente leggi assurde che contornano l’ostacolo, e tutto resterà esattamente come oggi in Italia, ancora a mio avviso per tantissimi, troppi anni.