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La  nuova Tim/Poste si attrezza contro consumatori e mercato: Insider trading?

Le reazioni  degli analisti di Equita Sim (la principale banca d’affari indipendente italiana) è di promozione dell’accordo con cui Poste dovrebbe, controllando il 25% e grazie all’azionariato di Stato già presente in Tim, diventare leader di quello che – eufemismo? – viene chiamato mercato. Dovrebbe, perché manca ancora il lasciapassare di Antitrust, ma che crediamo arriverà, anche perché l’Antitrust europeo ha fatto sapere che sulla vicenda non dovrebbe intervenire.

di Vincenzo Donvito | 2 Aprile 2025

Le reazioni  degli analisti di Equita Sim (la principale banca d’affari indipendente italiana) è di promozione dell’accordo con cui Poste dovrebbe, controllando il 25% e grazie all’azionariato di Stato già presente in Tim, diventare leader di quello che – eufemismo? – viene chiamato mercato. Dovrebbe, perché manca ancora il lasciapassare di Antitrust, ma che crediamo arriverà, anche perché l’Antitrust europeo ha fatto sapere che sulla vicenda non dovrebbe intervenire.

 Accordo promosso perché impostato bene per fare affari, accaparrandosi ampia fetta del mercato della telefonia. Valutazione prettamente finanziaria, ma non avulsa dalla politica: il controllore (lo Stato), essendo in gioco anche come controllato (Poste, che acquista, è anche Stato e governo), potrebbe aver consentito di utilizzare informazioni privilegiate per l’acquisto delle azioni di Tim, insider trading?

Accordo che mette le basi non solo perché Poste possano divenire una nuova Iri, ma perché sia stravolto il mercato della telefonia e non solo.
Ovviamente dipende dai punti di vista e dalle esperienze a cui si fa riferimento.
Per quanto ci riguarda non abbiamo a mente situazioni di monopolio o oligopolio che abbiano favorito i consumatori. Non solo ma – stretta attualità: Usa/Trump – i contesti in cui nei cosiddetti mercati liberi per eccellenza si danno poteri e favori a chi è organico alle istituzioni al potere, si mettono in moto meccanismi che portano ad aumento dei prezzi, contrazioni delle offerte e decadimento delle qualità.
Situazione che, a cascata, dal danno ai consumatori ricade anche su imprese e lavoro. E ci viene ripetuto in diversi modi che il governo in carica in Italia abbia come punto di riferimento l’attuale amministrazione Usa.

 Accordo promosso perché impostato bene per fare affari, accaparrandosi ampia fetta del mercato della telefonia. Valutazione prettamente finanziaria, ma non avulsa dalla politica: il controllore (lo Stato), essendo in gioco anche come controllato (Poste, che acquista, è anche Stato e governo), potrebbe aver consentito di utilizzare informazioni privilegiate per l’acquisto delle azioni di Tim, insider trading?

Accordo che mette le basi non solo perché Poste possano divenire una nuova Iri, ma perché sia stravolto il mercato della telefonia e non solo.
Ovviamente dipende dai punti di vista e dalle esperienze a cui si fa riferimento.
Per quanto ci riguarda non abbiamo a mente situazioni di monopolio o oligopolio che abbiano favorito i consumatori. Non solo ma – stretta attualità: Usa/Trump – i contesti in cui nei cosiddetti mercati liberi per eccellenza si danno poteri e favori a chi è organico alle istituzioni al potere, si mettono in moto meccanismi che portano ad aumento dei prezzi, contrazioni delle offerte e decadimento delle qualità.
Situazione che, a cascata, dal danno ai consumatori ricade anche su imprese e lavoro. E ci viene ripetuto in diversi modi che il governo in carica in Italia abbia come punto di riferimento l’attuale amministrazione Usa.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, consumatori, finanziaria, governo, italia, lavoro, mercati, mercato, punti di vista, usa, valutazione

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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