• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

LA NUOVA GEOECONOMIA E IL SUO INCROCIO STRATEGICO

Il Mediterraneo odierno, con le sue caratteristiche multiformi, si proietta in una dimensione nuova, frutto della complicazione dei rapporti proprio tra Est ed Ovest e del riassetto geopolitico globale, diventando il crocevia delle connessioni tra il Nord e il Sud, lungo la rotta principale della prossima crescita mondiale.

di Amedeo Lepore | 3 Agosto 2025

La storia del Mediterraneo è uno strumento essenziale per la comprensione dei fenomeni di crisi e rivitalizzazione di uno tra gli spazi geografici veramente strategici del mondo. La sua costruzione è l’esito di una stratificazione ininterrotta di avvenimenti economici e sociali, vicende umane e processi demografici, rappresentazioni mitologiche ed evoluzione di un ambiente naturale unico. Questo mare collocato in mezzo alle terre di tre continenti è un intreccio continuo di significati contrastanti, aspettative e inganni, slanci e convenienze, identità e fratture culturali, passato remoto e avvenire possibile, da cui si genera il senso dell’esperienza delle realtà e delle popolazioni che lo circondano. Quest’area di frontiera e di congiunzione è stata descritta da Amalia Signorelli, contribuendo alla sua interpretazione moderna: “Contiguo, anzi cerniera tra altri due potenti poli simbolici, l’Oriente e l’Occidente, il Mediterraneo è sempre così pronto a sfumare i propri confini in quelli dell’uno o dell’altro, che talvolta sembra sul punto di venirne risucchiato, di diventare parte dell’una o dell’altra costruzione simbolica. E invece rimane sempre Mediterraneo, non tutto Oriente né tutto Occidente”. Il Mediterraneo odierno, con le sue caratteristiche multiformi, si proietta in una dimensione nuova, frutto della complicazione dei rapporti proprio tra Est ed Ovest e del riassetto geopolitico globale, diventando il crocevia delle connessioni tra il Nord e il Sud, lungo la rotta principale della prossima crescita mondiale. L’Europa presidia questa via di scambio marittimo che, nella sua versione allargata, la mette in comunicazione con l’Africa, i territori atlantici e quelli dell’indo-pacifico, fino all’Asia più lontana, costituendo un fulcro basilare per il suo benessere industriale, logistico e commerciale. Eppure, le politiche comunitarie appaiono, soprattutto di fronte all’instabilità e all’insicurezza della regione, ancora timide e inadeguate a fronteggiare un’evenienza di questa portata, fornendo l’impulso necessario alle forze produttive europee per sfruttare fino in fondo l’opportunità di uno sviluppo condiviso con questa parte del pianeta. Il Pil dell’area mediterranea nel 2023 era pari a circa 10.343 miliardi di dollari a prezzi correnti, con un’incidenza dei relativi membri dell’Unione Europea del 73,4%, dei Paesi del Medio Oriente del 16,6%, del Nord Africa dell’8,5% e dei Balcani occidentali di solo l’1,5%. Italia, Francia e Spagna rappresentano i due terzi del reddito corrispondente della UE, mentre la Turchia è la maggiore economia del Medio Oriente e l’Egitto del Nord Africa. A parere dell’International Trade Centre, il commercio intraregionale del Mediterraneo ha un potenziale di incremento di 19,2 miliardi di dollari e può innalzare le esportazioni verso la UE di 108,6 miliardi di dollari entro il 2029. SRM di Intesa Sanpaolo, che presenta oggi il suo rapporto, ha mostrato che il Mediterraneo, nel quadro di una ripresa degli scambi marittimi globali, ha rafforzato la sua centralità geoeconomica, realizzando nel 2021-2022 un aumento del traffico dei containers tra Europa e Asia, attraverso il Canale di Suez, a un tasso medio annuo del 4,4%. Secondo i dati più recenti della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, nel Mediterraneo del Sud-Est (SEMED) è prevista un’accelerazione della crescita dal 2,5% nel 2024, al 3,7% nel 2025 e al 4,1% nel 2026. I conflitti perduranti, le politiche tariffarie e gli shocks climatici hanno influenzato e condizioneranno ancora questa prospettiva, ma va notato quanto sia consistente la spinta inversa al rafforzamento delle interdipendenze regionali per proiettarsi al di fuori del bacino mediterraneo in una logica di competitività globale. Il rapporto di questo organismo finanziario internazionale evidenzia come un’intensificata incertezza sia sufficiente a scoraggiare gli investimenti, indebolire la produzione e interrompere le catene di approvvigionamento mondiali, provocando nuova stagflazione. Perciò, è indispensabile l’adozione di strategie di pace e di collaborazione, attraverso un protagonismo e non una somma di debolezze a livello europeo, contribuendo a porre fine alle guerre in atto, non solo per ragioni umanitarie e di convivenza civile, ma anche nell’interesse economico dei Paesi dell’area. Il Mezzogiorno rappresenta una delle zone chiave per rinvigorire il ruolo dell’Italia e dell’Europa nel Mediterraneo, a patto che riesca a puntare su suoi assets principali quale hub logistico e portuale strategico, centro propulsore della blue economy e delle filiere marittime collegate, territorio privilegiato per lo sviluppo della bioeconomia circolare e dell’energia sostenibile, area ad alta intensità di formazione, ricerca e innovazione. L’idea di una nuova centralità del Mediterraneo si inserisce con piena coerenza nella prospettiva delineata da Fernand Braudel, la cui concezione, a quarant’anni dalla scomparsa, resta ancora attuale. Non solo perché le civiltà frutto di una storia durevole possono risorgere da periodi di crisi e declino, ma anche perché si può riprendere a guardare a questo spazio geografico come a un sistema mobile, complesso e interdipendente, che torni a fungere da incrocio degli scambi e dell’economia globale.

Amedeo Lepore

(da Solo Riformisti)

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Amedeo Lepore

Professore Ordinario di Storia Economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, dove è titolare dei corsi di Storia Economica, di Storia dell’Impresa e della Finanza, di Evoluzione del Capitalismo, delle Tecnologie e della Finanza. È docente di Storia dell’Economia e dell’Impresa alla Luiss Guido Carli di Roma. Ha svolto insegnamenti in diverse Università italiane e straniere. È componente del Consiglio di Amministrazione e della SVIMEZ (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno). È socio dell’Accademia Pontaniana, nella Classe di Scienze Morali. Fa parte di Comitati scientifici e di Redazione di varie riviste nazionali e internazionali. Ha ricevuto riconoscimenti internazionali per la sua attività di studio e di ricerca. Ha pubblicato volumi e saggi, in Italia e all’estero, su temi riguardanti la storia economica italiana ed europea; la storia d’impresa, della contabilità e del marketing; la storia del pensiero economico. I suoi attuali ambiti di ricerca riguardano la storia dell’economia euro-atlantica, il processo di globalizzazione nei suoi vari aspetti, l’impatto sull’economia della pandemia di Covid-19, l’evoluzione dell’impresa, la storia del dualismo economico italiano. Ha svolto anche ruoli istituzionali legati alle sue competenze economiche, da ultimo come Assessore alle attività produttive della Regione Campania.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti