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La nuova frontiera

di Chiara Boriosi | 16 Dicembre 2013

È finita l’epoca dell’eterno presente, costruito nella Prima Repubblica e protratto fino allo sfinimento nella Seconda.

renziassembleaE alla fine son passati dal bianco e nero al colore. Con quarant’anni di ritardo, e suo malgrado, la contemporaneità è finalmente entrata nelle stanze chiuse e polverose della sinistra italiana ed ha riaperto le finestre per far entrare ciò che per troppo tempo era rimasto fuori – le voci, le immagini, le aspettative e, perché no, persino i sogni, di un paese che non è una entità astratta imbrigliata negli studi sterili degli intellettualini delle fondazioni, ma è un corpo vivo, dolente, confuso ed ammaccato, e tuttavia ancora ricco di insospettate risorse che chiedono di essere riconosciute, rappresentate, sostenute, liberate.

Nel discorso di Matteo Renzi all’Assemblea nazionale del Pd, che lo ha proclamato ufficialmente Segretario, è stato finalmente superato il confine fra passato e presente, è stato stabilito che la sinistra è frontiera, non conservazione, ed è stato disegnato con chiarezza un nuovo percorso che ha come punti di riferimento alcuni concetti, imprescindibili quanto fin qui del tutto ignorati, non solo dal Pd ma dalla politica, tutta, che ha generato per propria colpa la reazione viscerale e becera dell’antipolitica.

Primo fra tutti il richiamo alla responsabilità individuale, per cui se si fallisce la colpa è del partito, e non di quelli che “non hanno capito” le vaghezze, le fumisterie, le meline, i compromessi alla meno, il vuoto di idee, la mancanza di un progetto convincente; il fallimento ha nomi, cognomi e precise responsabilità e non può essere addossato agli altri, nell’eterno, rovinoso e paralizzante gioco di specchi in cui si sono avvitate, avvicendate e perse destra e sinistra nell’ultimo ventennio, sorreggendosi sul pericoloso quanto fasullo equilibrio delle reciproche debolezze e facendone una illusoria assicurazione sulla vita, intanto che il paese soffocava per mancanza di una guida capace di guardare avanti.

Da qui discende il secondo punto di riferimento, ovvero la sfida agli avversari giocata sul terreno delle proposte concrete e non su quello insensato e sterile dell’insulto personale; troppo facile ridursi nella trincea dell’antiberlusconismo come unico collante ed insieme unico progetto da proporre agli elettori, troppo facile trattare il grillismo con la sufficienza che si riserva a bambini scioccherelli che tuttavia dobbiamo sopportare, facile e dannoso come tutte le non soluzioni che, non affrontando il problema, lo aggravano ulteriormente. Chi ha ambizioni di leadership e si propone alla guida di un paese ha il dovere e l’obbligo di sfidare gli avversari e di convincere gli elettori con una proposta credibile, praticabile e comprensibile, e di giocare la propria sfida in termini di concretezza misurabili in idee fondate e realizzabili; prima ancora di cambiare la legge elettorale per rendere finalmente ai cittadini l’effettiva possibilità di eleggere i propri rappresentanti, bisogna fare tabula rasa della presunzione di arroganza che ha generato il Porcellum, quella di una falsa guerra per bande dove ci si insulta dalla mattina alla sera, ma poi ci si accorda sul mantenimento delle rendite di posizione, scavalcando completamente l’onere di chiedere fiducia agli elettori sulla base di un vero progetto politico.

In questa chiave, il discorso di Renzi non è rivolto solo al Pd ma a tutte le forze politiche italiane, è l’ultima chiamata e, contemporaneamente, il principio di una nuova fase che, se fosse colta da tutti, davvero permetterebbe a questo paese di rialzarsi riaprendo le porte al confronto vero e concreto, e chiudendole per sempre alla rissa sguaiata ed inconcludente che ci ha avvilito negli ultimi decenni. E non si può più fare finta di non capire, non vedere, non sentire, perchè ora lo specchio si è rotto, da una parte non rimanda più l’immagine compiacente di un alter ego che di diverso ha solo il nome, ma quella di qualcuno che parla chiaro e ti sfida a fare altrettanto.

È finita l’epoca delle comode eredità, dei delfini cresciuti nell’alveo confortante dei padrini politici, allevati a Palazzo ed adusi a destreggiarsi fra spifferi, correnti, congiure di corridoio, accordicchi segreti, in attesa di vedersi assegnare il posto di comando senza alcuna fatica ma solo per aver sopportato una lunga attesa. È finita l’epoca dell’eterno presente, costruito nella Prima Repubblica e protratto fino allo sfinimento nella Seconda, è finita per tutti, anche per quelli che ancora non vogliono, o forse solo fingono, di non volerlo capire, e questo vale sia per Berlusconi che per Grillo.

In tre anni, ovvero dalla prima Leopolda ad oggi, Matteo Renzi ha fatto qualcosa che ha cambiato davvero le regole del gioco: non è stato il delfino di nessuno, ha combattuto una battaglia a viso aperto, ha perso le primarie contro Bersani, o meglio contro l’apparato del suo partito, si è rialzato ed ha ripreso a lottare, ha proposto un progetto ed è andato ovunque a parlarne ed a presentarlo, non ha incitato le piazze all’odio ed alla rivolta ma ha usato gli strumenti democratici per affermarsi, fermo sulla convinzione che un leader è colui che, prima di ogni altra cosa, viene legittimato dalla scelta degli elettori.

Non è l’unto del Capo, non è stato scelto per acclamazione, non è il figlio prediletto della dirigenza del partito, ma è uno che ha mostrato con i fatti di credere a quanto disse alla prima Leopolda: una nuova generazione, che vuole avere un ruolo nella guida del paese, non deve aspettare buona e zitta che le venga concesso per diritto ereditario da chi l’ha preceduta ed ora siede inamovibile sugli scranni del potere, ma deve battersi per prendere ciò che vuole. Deve farlo con coraggio, con lealtà, nella legalità e non sottraendosi al confronto aperto anche se aspro.

Il precedente è stato finalmente costituito, agli altri tocca capirlo e fare altrettanto, per rimettere in moto una democrazia svuotata ed impoverita che solo recuperando un vero confronto di idee e progetti può rialzarsi e rialzare, con sè, questo paese.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Chiara

    23 Dicembre 2013 alle 14:31

    Marzio, come sempre presumi di sapere e non sai. Io sono nata nel 1963, del femminismo di cui tu parli ho visto solo la coda e non mi è piaciuta, tanto da dissociarmene subito, all’età di 15 anni. Provengo da una famiglia di matrice laica e liberale dove le donne, da molte generazioni, hanno avuto lo stesso peso, lo stesso ruolo e la stessa educazione degli uomini, questo mi ha formata, per sempre, alla vera parità, il resto sono chiacchiere. Non mi faccio mai una opinione in base al sesso, ma in base alle idee. Ho scritto milioni di volte che non voterei mai una donna in quanto tale, ma solo se le sue idee mi convincessero, è lo stesso motivo per cui detesto le quote rosa ed altre amenità del genere, buone solo a costruire recinti, ed io i recinti li odio e me me sto fuori da tutto per questo ottimo motivo.
    Paolo: non so cosa ti preoccupi, il primo serio progetto di una riforma del mercato del lavoro?!

    Rispondi
  2. Paolo Francia

    23 Dicembre 2013 alle 12:18

    Comunque sia Chiara, dopo aver ascoltato Renzi da Fazio, altro che dubbi vengono……sarebbe interessante un tuo commento su quel dibattito, e sui commenti ormai larghi di dissenso sul rottamatore, anche e soprattutto dalla sinistra, ne vedremo delle belle!

    Rispondi
  3. Paolo Francia

    22 Dicembre 2013 alle 22:51

    Il discorso è complicato, visto che la tecnologia, la conoscenza, la buona dieta e la chirurgia permettono a una donna, e a un uomo, di continuare a essere giovani piu’ a lungo, negli anni ’70 una sessantenne era quasi vecia, oggi puo’ essere come le quarantenni di allora…..per migliorare la qualità della vita, un politico dovrebbe puntare sulla obbligazione di far mangiare al suo popolo cose che gli impediranno di ammalarsi, di invecchiare male, e questo sarebbe fonte di lavoro, di economie, e di miglioramento della vita, invece figurati se ci pensano!
    Un politico degno dovrebbe dire, eleggetemi e non ci saranno piu schifezze nei piatti che mangiate, nelle verdure e nella frutta, la sterilità maschile per esempio e in grande aumento tra i giovanissimi e questo proprio per le schifezze che ci obbligano a ingurgitare……le donne, se lo vogliono, possono procreare anche a 60 anni Marzio, guarda la Nannini, solo che ci vogliono soldi e vivere fuori dall’Italia, dove spesso i sogni diventano realtà.
    Pensa al film con Serraut e Tognazzi, in italiano “Il vizietto” in francese ” la gabbia delle pazze”, in questa differenza abissale di traduzione sta tutta la civilità o l’inciviltà di una nazione.

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    22 Dicembre 2013 alle 18:36

    Paolo, non credo si possa parlare di virilità misurandola sulla sessualità che come ho detto con la virilità non ha niente a che vedere. Sulla sessualità si può scatenare il relativismo delle tendenze e delle identità, sulla virilità no. Il vir non è né forte, né dolce, né maschio, né femmina, né androgino, è vir e basta, questo gli antichi lo sapevano bene, siamo noi che abbiamo perso il senso o ne abbiamo fatto cattiva copia con l'”ubermensch”. Chiara con la sua insistenza pretestuosa e davvero ridicola ormai a dichiararsi offesa dalla mia presunta volgarità, ci offre un esempio. Appartiene di certo alla generazione di donne che bevvero come oro colato l’ideologia del primo femminismo che rivendicava ragioni sacrosante sia chiaro, ma che insieme propalò l’idea che ogni diversità tra uomo e donna dovesse essere annullata anche a livello fisiologico, mettendo in giro la storiella che la fine della fecondità della donna con i suoi scompensi fosse una falsità causata da millenni di maschilismo, quindi offensiva per qualsiasi donna. Grande attore di questa falsità fu ed è non a caso il mercato e il profitto, di cui il femminismo è diventato complice inconsapevole. In realtà quella brutta parola, menopausa, esiste e qualsiasi donna è fiera di viverne le temperie che per lei significano un passaggio essenziale della vita, e magari anche un passaggio in meglio. Se Luis Trenker a ottant’anni ha avuto figli per via naturale e una donna, se mai accadrà, potrà farlo solo per via artificiale, significa qualcosa o no? Chiara, sii fiera d’essere donna, non immagini quanti uomini ti invidiano. E con questo chiudo per sempre l’argomento, non intendo addossarmi un problema tuo, da uomo ho già i miei. Poi ci sono le lamentele dei lettori, tempo fa Silla Cellino, oggi Gianpaolo Mercanzin. Ma scusate, protestate perché non leggete quello che vorreste, ovvero come dai cenci bagnati della politica si può strizzare altra politica? I ragionamenti miei e di Paolo sono assolutamente politici, semplicemente partono dal fatto che la politica non nasce dalla politica, e in tempo di crollo dei riferimento questo è tanto più vero. Invece di protestare intervenite con ragionamenti congrui che spazzino via quelle che a voi sembrano sciocchezze. E rinnovo a tutti gli auguri, auguri sinceri, Chiara, sincerissimi.

    Rispondi
  5. Giampaolo Mercanzin

    22 Dicembre 2013 alle 17:49

    Mamma, quanto la fate lunga. Candidatevi e portate i vostri programmi ed esperienze in Parlamento cari amici.
    Ma voi con Chiara vi divertite. Vero?

    Rispondi
  6. Paolo Francia

    22 Dicembre 2013 alle 14:42

    E hai ragione Chiara, la prova che lo spazio sia libero, é che io o Marzio o altri possano scrivere di tutto, ovvio che i limiti non si devono superare.
    Finché c’é riconciliazione, c’é speranza.

    Rispondi
  7. Chiara

    22 Dicembre 2013 alle 13:59

    Tutto molto bello ed edificante, in pieno spirito natalizio, direi.
    Che io non abbia nulla da dire, o peggio, tema di non poter rispondere, è ipotesi molto azzardata, e poco fondata.
    Che mi lasci “traviare” da fantomatici “velinari”, poi, fa proprio ridere, ma va bene, c’è bisogno anche di quello.
    Che il sessismo vada superato, lo penso da sempre, solo che ho scelto una via diversa, ed il problema è tutto qui: il rispetto per le persone, supera di fatto qualunque pregiudizio, la mancanza di rispetto invece è la matrice del pregiudizio.
    Quindi, finchè qualcuno riterrà di apostrofarmi come donna di mezza età vittima della menopausa che mi ottunde il cervello, io non risponderò semplicemente per non scendere sullo stesso facile terreno – quello delle offese – e per non dare alcun credito a chi ne fa uso per chiudere, o tentare di farlo, la bocca agli altri.
    E finchè sarò io la titolare di questo spazio, la regola sarà questa. Si,discute sulle idee, senza alcuna limitazione o censura, come è evidente da tutti i post, ma non si concede spazio alla volgarità gratuita. Così e, se vi pare, ed anche se non vi pare.

    Rispondi
  8. Paolo Francia

    22 Dicembre 2013 alle 13:39

    Marzio, lascia stare l’inoltrarsi del ginepraio della sessualità, alla fine nessuno ha ragione e un po’ tutti, ma è un oceano di luoghi comuni e insensati, poiché il “femminile” e il “maschile” esistono e si mescolano in 1000 modi, continuamente, e questo indipendentemente dal fatto di essere etero o gay, donna o uomo!
    Non usciamo troppo dal seminato, ma quella che chiami “scelta” non lo è , poiché uno non sceglie a 9 o 10 anni di essere gay, scopre solo (senza sapere neppure cosa sia il sesso) di essere attratto psicologicamente e fisicamente dallo stesso sesso, non puoi venire a parlarmi di “scelta” per un bimbo di 9 anni!
    Ora devo dire, finalmente, la virilità non disgiunta dall’omosessualità è d’attualità, non passa giorno che atleti di ogni disciplina (dalla box, al calcio, al nuoto, al tuffo, ect) facciano coming-out, mentre per quelli della mia generazione (tra i 35 e i 45 anni) non era affatto facile, e la virilità ce la siamo dovuti conquistarla fuori tempo massimo, o piuttosto reprimerla.
    Pensare di poter dare delle difinizioni del mondo gay, è come poterle dare del mondo etero, le sfumature sono ancora maggiori dei colori RAL!
    Come nella musica, esiste il maschile e il femminile a priori, poi una Martha Argerich o una Natalia Gutmann o una Maria Callas saranno ben piu’ virili di tanti loro colleghi maschi, pur essendo donne e spesso anche molto fragili.
    Virili nel modo di pensare e realizzare la musica intendo, con una forza che è da sola di 10 forzuti.
    Anzi posso affermare che la dolcezza e la finezza la piu’ squisita la si ottenga riducendo la forza, piuttosto che il contrario, se hai la materia puoi’ ridurla, se non l’hai, impossibile forzare.
    Per la politica e le personalità, va di pari passo. La Bonino è una “maschile” eppure dolcissima, Renzi per esempio non troppo virile fisicamente, anche se ha la mentalità decisionista, Alfano piu’ virile, ma per altri aspetti caratteriali di sottomissione molto piu’ femmineo, e potrei continuare per ore.
    La sessualità, non lo dimenticare, é legata agli anni centrali della vita, nella prima gioventu’, e nella vecchiaia, si diventa neutri, le donne si trasformano in pelose creature e i tratti si fanno spesso maschili, viceversa per gli uomini che diventano lisci come mele e rubicondi, confondendosi le une con gli altri.

    Rispondi
  9. marzio siracusa

    22 Dicembre 2013 alle 11:22

    Paolo, ti ho ascoltato soprattutto perché nonostante la tua scelta omo sento in te un uomo, un vir non un macho, un vir molto più virile di tanti machi da cui le donnette si fanno incantare. Sta alla controparte smettere di considerarsi tale e capire che per salvarsi il femminile e il maschile non possono confondersi, né avere paura di sé. Auguri a te e a tutti, e a quanto crediamo.

    Rispondi
  10. Paolo Francia

    21 Dicembre 2013 alle 23:59

    Penso che siate entrambi sulla strada da me auspicata, litigare è in fondo meglio che ignorarsi, Chiara devi riconoscere che a uno come Marzio si puo’ anche perdonare un ‘offesa, capire completamente alcune sue risposte necessita concentrazione, ma qualcosa resta…..poi si è scusato in fiorentino!!!! A volte i suoi post sono come alcuni quadri di Max Ernst o di Odilon Redon….non ci capisci quasi nulla ma resti incantato!
    Dal triangolo delle Bermuda al quadrilatero della morte, ahahaha!
    Io ero rimasto alle ville fiesolane con gli almanacchi del PCI, ma parlo di tanti anni fa, ora evidentemente si sono bergogliescamente trasformati?
    Eppure, pensandoci bene, un Bergoglio presidente del Consiglio, sarebbe perfetto, altro che Renzi e Alfano…..

    Rispondi
  11. marzio siracusa

    21 Dicembre 2013 alle 16:28

    Pardon, tra parentesi non le scuse ma le offese

    Rispondi
  12. marzio siracusa

    21 Dicembre 2013 alle 15:44

    ” Non sono stata l’unica a ritenerle tali ” ( le scuse). Chiara, la tua affermazione mette in gioco cose ben più importanti della goliardia in cui fingi di non essere finita, ossia che esiste un teatrino di non so quanti registi autonominatisi “velinari” del perbenismo fiorentino, dove appunto naufragarono socialisti, liberali e repubblicani, “velinari” che da patetici inquisitori, leggono, soppesano e intervengono contro i reprobi che inquinano “Pensalibero” (sic!). I “velinari” fiorentini, per antica tradizione che risale ai destroni delle riviste, abitano per lo più in quello che da decenni chiamo il quadrilatero della morte della città, piazza Beccaria, piazza d’Azeglio, piazza Oberdan, piazza Alberti, ma certamente nuovi nuclei covano altrove, le colline ne sono intasate. Tu questi velinari li prendi sul serio, io no, perché so valutare da me ciò che è opportuno e dove finisce il lecito, dove si ferisce e dove no, e se accolgo consigli non tollero che mi siano tracciati steccati. Ora sarebbe stato opportuno che per non strafare e deragliare, dico strafare Chiara non stravincere, tu non avessi chiamato in causa le testimonianze occulte che i “velinari” si fanno dietro le quinte, evidentemente succubi del retroterra cattolico che li tormenta e di cui mai riusciranno a liberarsi, da veri perbenisti. Se ti va è così, altrimenti continua a fingere di non rispondermi perché offesa, in realtà perché non sai cosa dire. Ed è un peccato vederti imbambolata dietro un Renzi, che di certo per intelligenza e cultura vale tanto meno di te. Ma se ci prendiamo i giro da soli come possiamo accorgercene? Auguri e buone feste a tutti, velinari compresi.

    Rispondi
  13. Chiara

    21 Dicembre 2013 alle 13:47

    Le offese scritte non sono inesistenti, sono tuttora rintracciabili, visto che nessuno le ha cancellate. E come ben sai, Marzio, non sono stata l’unica a ritenerle tali ed a chiederti di prendere atto della tua mancanza di rispetto.
    Dunque, accetto le tue scuse solo se parti dal presupposto che siano dovute davvero, e non per accontentare chissà quale immaginaria pretesa da parte mia.

    Rispondi
  14. marzio siracusa

    21 Dicembre 2013 alle 11:48

    ” Questo signore ” mi è così divertente e inattuale che m’affascina e m’invita a scusarmi per offese inesistenti, ma tant’è, se Chiara siede sdegnata davanti al cammino tamburellando le dita, se mi volge le spalle che può fare il povero servo Marzio distrutto dagli sbadigli se non accontentarla e ammettere d’averla offesa? Almeno per riprendere un percorso comune e un giorno farle intendere di non averla mai offesa. Sora Chiara la mi scusi, prometto che un lo farò più!

    Rispondi
  15. Paolo Francia

    20 Dicembre 2013 alle 23:44

    Allora dai Marzio, scusati e fatela finita, era piu’ interessante quando vi scambiavate messaggi, no? Allora…..datti una mossa e scusati.

    Rispondi
  16. Chiara

    20 Dicembre 2013 alle 11:55

    Paolo, se e quando il signore in questione si scuserà per le espressioni volgari ed offensive che ha usato nei miei confronti, ne riparleremo.

    Rispondi
  17. Paolo Francia

    19 Dicembre 2013 alle 23:48

    e come regalo di Natale, fai pace con Marzio, è un peccato e dovreste sotterrare le armi e continuare a dialogare, davvero!

    Rispondi
  18. Chiara

    19 Dicembre 2013 alle 18:54

    Paolo, tanto per tranquillizzati, il Segretario NON percepisce alcun emolumento per il suo incarico, dunque Renzi non ruba un posto a nessuno, e come primo atto da Segretario ha abolito i rimborsi che fin qui il Pd pagava ai componenti della Direzione, dicendo giustamente che ognuno di loro ha già un lavoro e le trasferte se le può pagare di tasca propria.

    Rispondi
  19. Paolo Francia

    18 Dicembre 2013 alle 23:06

    Chiara, sul doppio ruolo, sbagli di grosso, adesso è capo di un partito e fare il sindaco è un altro lavoro, oppure farà male i due, ma in un contesto di crisi e disoccupazione risulta stomachevole, lasci il posto al suo vice, come si fa nei Paesi civili. Ricordo solo che in una città francese vicina a dove abito, il sindaco che fu chiamato per ragioni politiche a Paris, lascio’ immediatamente l’incarico di sindaco per occuparsi del nuovo impegno. In ogni caso se fossi un elettore di sinistra, reclamerei le sue dimissioni da sindaco e penso che sarebbe logico che il PD si dividesse in 2, ci sono personalità che sono incompatibili con Renzi, ed io non mi lascerei mai rottamare da un tipo cosi.
    Quanto all’ultima parte della tua risposta, mi dispiace, ma i risultati si raggiungono partendo proprio da una fantasia sfrenata, tale che la vita che ci si cuce addosso appartenga piu’ al sogno e alla fantasia che al reale. Cosi faccio con la mia vita, ho la fortuna di vievere i sogni, di avere un lavoro straordinario che mi appassiona e che non mi ha dato mai l’impressione di lavorare, io non credo di aver mai lavorato in effetti. Mi pagano per fare quello che piu’ mi piace da quando sono bambino, meglio di cosi….
    Grazie per gli auguri che ricambio.

    Rispondi
  20. marzio siracusa

    18 Dicembre 2013 alle 16:05

    Finito il bla, bla, bla parrocchiale della Leopolda, mi sembra che il nostro non sappia già cosa fare, ma poiché farà comunque qualcosa di clamoroso e molto giovane per sfamare gli alluppati dal nuovo, aspettiamo ansiosi le mosse del genio della politica italiana.

    Rispondi
  21. Chiara

    18 Dicembre 2013 alle 13:46

    I precedenti Segretari del Pd erano parlamentari e/o sindacalisti, nessuno ha mai chiesto loro di dimettersi. Renzi non si è trasferito a Roma, ci va quando è necessario. Continua a presiedere le riunioni di Giunta ovvero del governo della città, e fa bene a continuare a fare il sindaco, ovvero l’amministratore, a contato diretto con i problemi quotidiani, chè si Segratari chiusi nelle stanze del partito e lontani anni luce dai cittadini ne abbiamo visti troppi, tanto da non rimpiangerli.
    Che poi voglia imporre la sua linea, vedi, non è un atto di arroganza, come tu denunci, ma pensa un pò nient’altro che il rispetto del suo ruolo, come ho scritto la settimana scorsa: il Segrtetario di un partito esprime la linea politica di quel partito, in questo caso siccome il Pd sta al governo con un Premier e diversi ministri, il Segretario entra nelle scelte del governo. Non è una invasione di campo, è normale.
    Infine, tu presumi troppo, su di me. Io leggo molto. Ascolto molto. Tutti, poi traggo le mie conclusioni. Finchè leggo critiche non centrate sui fatti ma solo sui pregiudizi, le giudico per ciò che sono, perchè al contrario di ciò che pensi non sono stupida nè accecata da chissà quale passione, sono invece molto pragmatica,continuo a spiegartelo ma tu non lo vuoi capire.
    Nella vita come in politica, caro Paolo, bisogna trarre il meglio da ciò che si ha, non da ciò che si vorrebbe, e l’analisi delle situazioni va fatta su ciò che sono realmente, non su ciò che vorremmo che fossero, o che ci piacerebbe che fossero. Perchè poi i risultati si raggiungono con i fatti, non con le fantasie.
    E buon Natale anche a te, Paolo.

    Rispondi
  22. Paolo Francia

    18 Dicembre 2013 alle 11:07

    Ma non lo vedi come comincia male? Sei cosi cieca? Ricatta il governo per fare il galletto, poverino, ma chi lo vuole quello là, meno di 3 milioni di voti (che non sono voti di elezioni vere, ma roba interna a un partito) e già si sente proprietario del governo, siete messi proprio bene! Ricatta il governo peggio di Berlusconi per fare regalo alle multinazionali internet, ben, bravo Renzi!
    Tanto per cominciare, quando si dimette da sindaco?!? Dovrebbe averlo fatto da mesi, è una semplice vergogna, mi stupisce che la democratica Chiara non si indigni, quando le dimissioni?!?

    Rispondi
  23. Paolo Francia

    17 Dicembre 2013 alle 23:41

    Cara Chiara, non è il livore che mi acceca, ma la tristezza del panorama politico odierno che è cosi scarso e povero! Renzi votato dalla maggioranza dei fiorentini? La vera novità e chiusura col passato, per Firenze, sarebbe stato di votare un candidato di destra, lo sai meglio di me, in Toscana anche se si presentasse un carciofo, o un cardone, col bollino PD (o altri del passato) avrebbe la meglio su chiunque, dunque…..non è vero che non abbiamo le stesse idee, solo che te sei infervorata per Renzi, io cerco di farti capire che non hai ragione completamente a fidarti di lui, e sono rammaricato del fatto che tu non cerchi di ascoltare chi su Renzi non ha il tuo stesso avviso, guarda che non sono solo io, o Marzio…..sono tante persone, di cultura, di un certo spessore umano che diffidano di lui piu’ ancora di me! Dovresti cercare di capire e sondare queste opinioni invece di liquidarle seccamente, il che non vuol dire che tu debba pensarla come me. Poi, ti ripeto, non puoi tutto riportare alla democrazia come migliore schema possibile e soluzione di tutti i mali, guarda nel passato i sovrani che hanno regnato nel bene, amati dal loro popolo, eppure non erano stati eletti democraticamente, anche Berlusconi è stato eletto democraticamente e i risultati si sono visti. Cerca di sentire la puzza di bruciato e di capire il perché di reazioni come la mia. Renzi ha vinto sfruttando massivamente i mezzi di comunicazione (Berlusconi docet) e per la sua parlantina, dietro la quale c’é a mio avviso una grande assenza di spessore umano e culturale.
    Se è questa la scelta che fai, tanto meglio per te, l’elezione o la non elezione di Renzi non cambiano la mia vita di un millimetro poiché non abito piu’ la ormai da 13 anni, proprio per questo mi sento libero di esprimere le mie idee. Sono quindi distaccato ma non accecato dalle promesse dei politici e posso valutare queste persone serenamente, senza livore o passione smodata, proprio all’opposto di quello che pensi.

    Rispondi
  24. Chiara

    17 Dicembre 2013 alle 18:55

    Caro Paolo, il livore ti acceca, e non riesci neanche a vedere le risposte alle tue fantastiche affermazioni. Scrivi che in un paese normale Renzi non sarebbe mai stato eletto sindaco, io ti faccio notare che in un paese normale i cittadini scelgono con il loro voto il sindaco, e tu strepiti invece che erano solo primarie per il Segratario del Pd…..mah, devo desumere che non leggi neanche te stesso, o forse,che la memoria corta, cortissima, da un post all’altro, ce l’hai tu, la mia gode di ottima salute.
    Quanto alla analisi critica, tu non la vuoi, altrimenti saresti così onesto da coglierne i segni in quanto scrivo da anni, ante MR. No, come sempre, tu vuoi una analisi negativa, che coincida con la tua. Spiacente, ma non posso accontentarti, per il semplice lecito e democratico morivo che non la penso come te.

    Rispondi
  25. Paolo Francia

    17 Dicembre 2013 alle 16:53

    Oh caspita! Infatti! E’ prorpio come dici! Bisognerebbe rivedere i dizionari e rifarsi alla nostra storia recente e passata e trarne delle logiche e intelligenti conclusioni!
    Salvo che la memoria l’hai evidentemente molto corta!
    Il fatto che uno sia eletto democraticamente non vuol dire proprio un bel nulla, puo’ essere un emerito incapace e neppure intelligente, ma furbissimo.
    Poi di cosa stai parlando?!? Di una elezione per le primarie di un partito? Mi spiace deluderti, ma la strada per Renzi è tutt’altro che in discesa, parli e scrivi, tra l’altro i tuoi ultimi pezzi sono copie dei precedenti, con o senza la parola Renzi, pochissimo cambia, come se questo personaggio sia stato eletto dalla maggioranza degli italiani, ovvio che non è ancora cosi e che mi auguro che cosi non sia!
    Le tue risposte stizzite non sono all’altezza, manca l’analisi distante e critica che un giornalista deve sempre e comunque possedere, altrimenti puoi scrivere 1000 pezzi uguali di trionfalismo renziano, ma dovrai firmarti Chiara Emilia….ogni riferimento a Fede è puramente voluto.

    Rispondi
  26. Chiara

    17 Dicembre 2013 alle 13:54

    Oh caspita, dunque essere eletto dai cittadini e svolgere il proprio ruolo in un paese normale non accadrebbe, e combattere i vecchi marpioni per tre anni battendoli con l’unico strumento democratico, ovvero il voto degli elettori, è una epurazione. Dovremo aggiornare il vocabolario ed attribuire nuovo significato alle parole. A cominciare da democrazia.

    Rispondi
  27. Paolo Francia

    17 Dicembre 2013 alle 11:51

    Poi Chiara, parli di “nuova frontiera” quando il metodo che Renzi sta usando, si chiama epurazione, è vecchio come il PCI, si pugnalano alle spalle per primeggiare, ma sono sempre gli stessi, come gli italiani che continuano a crederci, è quello il tragico! Le generazioni saranno nuiove, ma i metodi antichi e i risultati, gli stessi identici! On un Paese normale, Renzi probabilmente non sarebbe stato eletto neanche sindaco.

    Rispondi
  28. Paolo Francia

    17 Dicembre 2013 alle 00:08

    Chiara, non conosco tutte queste reclute, né francamente mi interessa. Ti parlo delle persone che parlano in tv quasi ogni sera, ragazzine acqua e sapone che della vita non sanno assolutamente niente, ti faresti operare da un neo laureato? Io no! Ti ricordo solo che in tantissimi casi l’esperienza ha fatto la differenza, i passeggeri di un volo che si è posato sull’Hudson devono ringraziare il vecchio pilota, nessun giovane pilota li avrebbe salvati, parole di tutti gli esperti in aeronautica.
    Non mi fido di Renzi, non credo troppo in questa generazione dei suoi favoriti e non pensare che in poliitica 2+2 faccia quattro, non essere ingenua, la strada non è mai come ce la immaginiamo, ma piena di ostacoli imprevisti.
    Marzio, non ho mai votato quel partito in vita mia, non penso che comincero’ adesso, anzi……la tua analisi è divertente, cinica, ma è quella che piu’ si avvicina al mio modo di vedere le cose. Questa gente è “gne gne” Chiara, senza spessore culturale e senza uno spirito un po’ evoluto, non si va da nessuna parte.

    Rispondi
  29. Chiara

    16 Dicembre 2013 alle 18:40

    Paolo, ventenni, nessuno, semmai dai trenta in su. Capisco che ti siano rimasti indigesti tutti i peana che, a suo tempo, innalzasti sul serio, sobrio e maturo Monti, tanto da dover ora presentire l’apocalisse dell’avvento di una nuova generazione, sulla cui ignoranza sei pronto a giurare, senza dubbio prove alla mano, avendoli sottoposti ad uno ad uno al tuo personale test Invalsi.
    Io resto della mia idea: preferisco pagare gli errori di inesperienza di una nuova generazione, piuttosto che continuare a pagare, come ho fatto per tutta la vita, le colpe di una classe dirigente, sempre la stessa, che ci ha rovinati.

    Rispondi
  30. marzio siracusa

    16 Dicembre 2013 alle 17:32

    Paolo, non prendertela col repertorio di frasi fatte della maestra satolla di retorica sulla frontiera hollywoodiana, e invece acchiappa al volo l’occasione che ci ha dato ieri Renzi col suo discorsino, soprattutto nell’illuminante attacco a Grillo, vero scontro tra due comici doc. In breve il nostro ha offerto la restituzione del finanziamento del PD in cambio di alleanza per le riforme, offerta così scopertamente furba e in partenza rifiutata da risultare risibile. Quanto ai contenuti lo scambio è improponibile perché il finanziamento dovrebbe essere restituito ai cittadini e non a 5 Stelle, mentre le riforme creerebbero una rendita a lungo accarezzata dal PD, quindi si tratterebbe d’una offerta in cui 5 Stelle non avrebbe nulla e il PD tutto. Emerge allora che il nostro ignora o finge di ignorare, ma poiché è un ignorante propendo per la prima ipotesi, che in un accordo, leggi contratto, urge la parità degli interessi dei destinatari, cosa tanto più congrua in politica. Ma ancora più divertente è la forma della proposta di chi appena eletto alla segreteria dovrebbe fare un discorso d’ampio respiro, affatto vago ma nemmeno speso nei conti della serva. Il nostro, che mentre parlava sembrava giocare a calcetto all’oratorio, anche se gira bene la testa e il timbro vocale come Obama dando l’idea che la platea penda dalle sue labbra, il nostro dicevo concepisce la politica come lo scambio delle figurine Panini, se mi dai un Totti ti regalo un Benitez e siccome so che il Totti non ce l’hai mi tengo i Benitez e ne fo incetta per scambi più redditizi con chiunque. Questo per i seguaci di Renzi, bisognosi di sostegno per supplire al loro analfabetismo di ritorno modellato su Internet e su libri solo sfogliati, si chiama pragmatismo convinti che il pragmatismo possa ridursi alla ricerca di scorciatoie per praticacce di basso profilo, che nemmeno uno storico anglosassone oggi oserebbe definire machiavelliche. Per sottacere poi il vero imbarazzo e fastidio suscitato dalla volgarità d’uno sfacciato che si propone come l’ultima spiaggia d’Italia. In conclusione se un Renzi, nell’arco di cinque anni, da capobidello della Provincia fiorentina è diventato capobidello del PD, la cosa mi conforta non poco poiché significa che bene ho sempre fatto a non dare il voto a quel partito e meglio ancora farò a non darlo in futuro, tanto la base cattocomunista ingrassata e approdata al calvinismo casareccio, è scivolata nell’insipienza, direi addirittura nell’insolvenza di sé, quell’insolvenza di sé che gli analfabeti di ritorno, immarcescibili e patetici, insistono a chiamare libertà. Il che in un cattolico, credente, liberale o liberalcredente, mi sembra davvero una via senza ritorno.

    Rispondi
  31. Paolo Francia

    16 Dicembre 2013 alle 14:53

    Mi dispiace che fai di tutta erba un fascio, dai carta bianca a ventenni privi di esperienza come ricchezza e ridotta possibilità di gravi errori e solo rappresentanti di un mondo virtuale cosi lontano dalle preoccupazioni e dalle esigenze delle persone. Questi qua, nel vuoto culturale, lavorativo e progettuale, fanno della politica la loro unica possibilità di salvezza!
    Le dichiarazioni giornaliere di queste ventenni sono patetiche per non dire comiche, la politica ridotta a consigli stupidi e inutili come quelli impartiti dalla Balivo su Rai2!
    Le ventenni d’assalto, ma gentilissime, rispondono alle domande con rimedi per tutto, Renzi risolverà tutti i problemi degli italiani, ovvio che a 20 anni ci si creda, ma crederci dopo è segno di non comprensione della realtà, peccato per chi ne soffre.
    Invece di un cambiamento per il meglio, questa piega che la politica italiana prende, è segno dei tempi senza speranza ma delle illusioni nelle quali i piu’ sprovveduti, la maggioranza appunto, cadono come pere cotte.
    Ai ventenni, quelli talentuosi, non quelli che dicono stupidaggini in TV, consiglio ancora oggi e piu’ di ieri, di lasciare l’Italia e di pensare al proprio avvenire fuori, se i politici nuovi sono questi qua, penso che si tratti di una regressione.
    La fuga resta l’unica soluzione, augurandoci che di qui alle elezioni i palloni gfonfiati….si sgonfino.

    Rispondi

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