Il ddl Cirinnà rischia di rappresentare, per il PD di Renzi, una battuta d’arresto. Sul piano dell’immagine più che su quello della sostanza. La gestione della vicenda è stata semplicemente disastrosa. L’errore di base è stato quello di aver voluto inserire nella legge la stepchild adoption, vale a dire la possibilità per un figlio di essere adottato dal partner, unito civilmente o sposato, del proprio genitore. Non c’era nessuna ragione, ad eccezione di quelle ideologiche, di fare una mossa del genere. La legge rappresentava già un notevole passo avanti in termini di diritti. Quella norma invece ha obbligato il PD a tentare di bypassare la propria maggioranza e cercare l’appoggio
dei 5Stelle. Ma operazioni del genere sono estremamente rischiose, come hanno dimostrato i fatti. Non si cerca, su casi specifici, una maggioranza diversa da quella che sostiene il governo se non si è certi al 1000 per cento che la cosa vada in porto e soprattutto che la mossa non abbia ripercussioni dal punto di vista elettorale. Nel caso di specie entrambi i presupposti erano sbagliati. Essersi fidati dei 5Stelle è stata un’ingenuità incredibile. Troppo volte il gruppo parlamentare ha oscillato da una posizione all’altra senza nessun riguardo alla coerenza. Per quale ragione questa volta avrebbe dovuto essere diverso?. Ci sono poi, ancora più gravi, le conseguenze politiche. Il PD di Renzi è impegnato in un’operazione la cui riuscita è decisiva per il futuro del governo e dello stesso leader: cambiare il proprio elettorato, sostituendo la parte più a sinistra con i voti provenienti da un centro sempre più in via di dissoluzione. Ora se c’è un argomento che sull’elettorato moderato ha l’effetto di una bomba atomica è proprio quello della famiglia e dei figli. Passi per le coppie omosessuali, ma sull’adozioni ci si trova contro un muro quasi invalicabile.
La conseguenza elettorale di tutto questo è molto semplice. Con un PD vicino ai 5Stelle il partito ritorna alla soglia del 25% di bersaniana memoria, con un PD più proiettato verso il centro, grazie all’assenza di una credibile prospettiva politica su quel versante, può essere consolidata la soglia del 40 per cento, già raggiunta alle elezioni europee sul solo piano dell’impatto mediatico della svolta renziana.
Ora dopo l’ingenuità manifestata dal PD, grazie anche alla scarsa capacità di mediazione della Cirinnà, non resta altro che tornare ad un accordo all’interno della maggioranza. Il che significa, se NCD ha un minimo di coerenza, mettere da parte la stepchild adoption. Parlando alla Direzione Renzi, pur senza dirlo, l’ha dovuto ammettere. Affermare di essere pronto a mettere il voto di fiducia su un accordo di maggioranza significa solo blindare un testo che tiene conto delle istanze della parte cattolica sia del PD che della maggioranza. Il che era esattamente quello che doveva essere fatto fin dall’inizio, con buona pace della Cirinnà. Renzi, con questa mossa, guadagnerà la riconoscenza dei cattolici. E non è detto che il tutto non fosse stato previsto fin dall’inizio dall’ex sindaco di Firenze.

mi viene da pensare che la forza della preghiera come dice la mia Lei è veramente grande.
Da tanti amici e amiche mi suggeriscono continuamente con decine di sms e wsap di pregare perché questa legge non passi.
Credo una vera crociata da parte dei cattolici e mussulmani.
Sanno che sono contrario e sanno che prego poco
Farò anch’io una penitenza perché la Divina Provvidenza venga ascoltata e la legge venga respinta. La politica non mi interessa e tanto meno del destino di Renzi, ma che questi culattoni e lesbiche non possana adottare figli si. Andrea Pac il montanaro