Il ghiacciolo va morso. Va solamente, esclusivamente, unicamente morso. Il ghiaccio deve entrare a blocchi in bocca per poi sciogliersi tra la lingua ed il palato fino a gelarteli (e scendere giù in gola).
Direi che la misura è data dal fardello che ti porti addosso.
Ieri ero stretta-stretta dentro un tailleur da donnina (in carriera). Ero sopra delle scarpe altrettanto strette ed altrettanto adatte ad una donnina (ancora in carriera). Tiravo un trolley con una mano (e tenevo una borsa nell’altra. Anche quella adatta alla solita donnina in carriera).
Oggi, invece, nella versione minimale, con una canottieraccia da combattimento, un paio di scarpe da ginnastica, e come biancheria intima, un anello a cui tengo molto ed un paio di occhiali da sole (giusto per uscire). Dalla schiena sento pure l’effetto piacevole della termoregolazione umana che mi tiene umida (definitivamente, mi piace il caldo se posso sudare e se posso affrontarlo senza fardelli).
Oggi, starò in città fino a sera a studiare (per lunedì). Domenica riposo (al mare).
Ora, però, sono pronta a fare due passi per comperare la mia merendina.
Una merenda a base di ghiaccioli (la scatoletta di cartone da 10).
Il ghiacciolo non può essere mangiato quando è troppo freddo. Deve allentarsi. Generalmente, ne tiro fuori dal congelatore tre alla volta, gli stendo accanto a me ed inizio con il primo (lentamente). Con il secondo più veloce. Con il terzo sarò rapidissima.
Il ghiacciolo va morso. Va solamente, esclusivamente, unicamente morso. Il ghiaccio deve entrare a blocchi in bocca per poi sciogliersi tra la lingua ed il palato fino a gelarteli (e scendere giù in gola). Il primo sarà quello dal ghiaccio più duro. Rappresenta la prima fase del percorso che ti porterà al terzo, quello dalla consistenza perfetta. Quello già morbido che spezzi solo appoggiandoci i denti e che si scioglierà in bocca in un attimo (di estrema goduria).
Un ghiacciolo non è nulla se non ne hai (almeno) altri due a seguire.
Quando avrò labbra, lingua e palato gelato, sarò nella condizione perfetta.
Mi godrò anche il caldo e mi leggerò un Diabolik (sono una sua fan), poi di nuovo al lavoro.
Devo dire, che, se non fosse per il fatto che lunedì dovrò dire qualcosa ad un ente che ha investito in titoli di stato greci, nella loro azienda telefonica e nella National Bank of Greece, potrei essere più distaccata su quello che accade intorno all’Egeo e di questo derby (ormai noioso).
Invece so che sarà dura convincerli a rimanere là se non ci crede più nessuno. Sarà faticoso vedere (come sempre dopo) il solito gridolio delle anime belle contro la speculazione, mentre, tra i venditori nei mercati che vanno giù, ci saranno pochi squali e troppi veri investitori, ormai ex ottimisti, bruciati dalla delusione e dalla fatica.
Avrei voluto spiegargli che come per i ghiaccioli: occorre andare avanti per trarre la massima soddisfazione possibile. Ma non posso. Per non passare da giovane stronzetta irragionevolmente infatuata della Grecia e della sua gente, dovrò trovare altri argomenti un po’ meno immaginifici (ed economicamente più sostanziali).
Ora, per andare a scovare i miei amici di merenda, percorrerò le calde vie del centro. Assolate, silenziose, deserte. Mi dirigerò al supermercato dove troverò turisti, qualche povero cristo in cerca di refrigerio, qualche single come me, alla ricerca di ghiaccioli o pizze surgelate.
Pensando a lunedì, oggi mi piace davvero

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