Rimango perplesso che Firenze non abbia l’assessore alla cultura, non abbia cercato una persona di livello nazionale o internazionale da affidargli questo “servizio”.
In questi giorni abbiamo assistito ad un confronto al peperoncino, da una parte la vicesindaco Giachi, nome sconosciuto ai più, ma si trova in buona compagnia, buona parte dei suoi colleghi di giunta sono emeriti
sconosciuti.
Che plaudiva ad un sondaggio (?) che promuoveva le iniziative culturali fiorentine con il 60% dei consensi.
Dall’altra Piero Pelù leader dei Liftiba, che osservava invece “la cultura a Firenze è ridotta a una notte bianca, con una grande vasca in centro” Difficile non dar ragione a tutti e due contemporaneamente; anzi a tutte e tre: vicesindaco, Pelù e al sondaggista.
Di solito i sondaggi sono un po’ più variegati: si contano i favorevoli, i contrari e poi si analizzano e si interpretano bene tutte le vie di mezzo.
Tipo come cambiano le percentuali tra residenti e non, nelle diverse fasce di età, nei diversi gradi di istruzione e via di questo passo. Di questo sondaggio, insomma, abbiano solo un numero.
Un po’ pochino per farne una polemica, ma anche per farsi belli.
La polemica non mi interessa, invece rimango perplesso che FIRENZE non abbia l’assessore alla cultura, non abbia cercato una persona di livello nazionale o internazionale da affidargli questo “servizio” come Firenze si merita.
La delega alla cultura se la è tenuta Dario Nardella ad interim.
Caro Dario la delega alla Cultura a Firenze è anche un titolo ma soprattutto è una funzione che vuole tempo e competenza.
E poi, il titolo tuo è quello di Sindaco…
Graziano Cioni

Lascia un commento