Pini era parte del nazionalismo socialdemocratico, se non solo democratico, cui non si volle e si vuole dare un legittimo spazio.

Invece no, non si tratta di stare a galla ad ogni costo. Pochi liberali e socialisti, si dividono la scena, a destra come a sinistra, perché sono gli unici che sappiano leggere e scrivere; tra loro i Giannino per vezzo e per timore di perdere cattedra o rubrica, cercano di nascondere l’identità profonda. Popoli di ex missini, moderati, nemici dello Stato invadente, corporativi vagano senza un mission; a dargliela, semplice, immediata, sta l’eredità di Pini, rifiuto delle ideologie o loro stravolgimento, il suo nazionalismo democratico e gollista. Qualcuno strillerà di socialfascismo, fateglielo dire; sono 50 anni che ci imbrogliano con gabbie di nomi e scandali strategici. Il nostro declino sta ab initio, lì, nella paura dei nomen.

Lascia un commento