Quando si alza la mattina e si vede allo specchio, un rubinetto di gatorade le si apre direttamente in vena. Tutto si supera, anche nelle giornate come oggi.

Quando si alza la mattina e si vede allo specchio, un rubinetto di gatorade le si apre direttamente in vena. Tutto si supera, anche nelle giornate come oggi.
Supererà l’inutile riunione con il direttore del ministero (all’alba). Liquiderà l’incontro con due senatori a caccia piaceri. Andrà alla festa del partito per sentirsi amata, divina, lusingata, determinante, storica, principesca, super (giù a stringer mani e via di foto). Scanserà la manifestazione dei tassisti romani. Pranzerà con uno che viene da lontano perché è necessario (come dicono agli Esteri) anche se non ne avrà voglia. Chissà se potrà stingergli la mano (perché è una donna). Chissà se potrà alludere che dalle sue parti, lei sarebbe con un velo in testa, e se andasse di lusso, chiusa (finché giovane) a scopare nel suo harem. Le andrà bene anche nel pomeriggio, ascoltando uno dei rappresentanti della società (civile), facente un discorso allusivo, compiacente, ricattatorio, preparato da mesi (e limato fino a stanotte). Tutto per un centimetro di terra da conquistare per la sua lobby. Tutto per la sua riconferma. Lui si sentirà dire bravo dai leccapiedi, ma, alla fine, avrà detto fesserie a cui lei dovrà rispondere secondo le indicazioni dello staff. Verrà applaudita da mille persone che penderanno dalle sue lucide labbra. Qualcuno, avrà desideri erotici. Altri, sogneranno di prenderla (con odio) a legnate. Lei lo sa.
Riceverà decine di messaggi selezionanti le dichiarazioni del giorno, le richieste della comunicazione del partito, i commenti da commentare (con dei commenti da commentare). Starà seduta in macchina a sbirciare un titolo di giornale su una madre che muore travolta da un treno. Un paese in dittatura che schiaccia milioni di persone. Un falegname che vince alla lotteria. Andrà verso l’aeroporto per incontrare lui. Chiuderà la giornata passando la serata a trattare sino allo sfinimento per una legge che nessuno, in Parlamento vuole (ma che l’intera nazione aspetta). Sarà dura, si parlerà di virgole, di ricatti elettorali, di minacce politiche. Non arriverà a nulla. Lo sa.
La metteranno al corrente di chi l’insulta (gli stessi che fanno politica sulla pelle dei migranti) o di chi la dileggia per un paio scarpe, di chi la dipinge come una cretina, di chi ricama volgarità su una foto in cui mangia un gelato. Le ordineranno di tacere: così, si farà sputare in testa una, due, dieci volte, senza pulirsela fino a sera. Senza reagire. Rimarrà con questa sensazione di sputo tra i capelli fin quando potrà farsi una doccia ma già dovrà pensare alla sua giornata (quella di domani). Eppure, le basterà un altro sguardo allo specchio per vedere la dea Ministra, smettere di piangere, riaprire la fontana dell’adrenalina che, come droga, annichilisce il suo senso di schifo.
Difficile capire se stia facendo tutto questo per sé, per il partito, per il paese.
Diligentemente lo fa. Il Governo ed il Partito le sono grati (fin tanto che regge, ma le sono grati).
Dal solito treno, a tutta birra (yess) per Milano.

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