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In nome della spendig review, adesso è l’amministrazione dell’interno a perdere pezzi.

di Giuseppe Macrina | 21 Settembre 2015

In Toscana, a Prato e a Massa-Carrara, cadono in colpo solo prefettura, questura e comando dei Vigili del fuoco

Nel mentre proseguono le grandi progettualità –prima di tutte quella sull’elettività diretta, o meno, dei futuri senatori – la scure sulla spesa pubblica adesso si abbatte sull’ Amministrazione dell’ Interno.

Siamo ai primi preannunciati passi in nome della spending review, quella contenuta nella legge del 2012 del Governo Monti.

Andando ai fatti, è da ricordare che appena qualche giorno fa è stato dato in visione ai sindacati uno schema di D.P.R. recante il nuovo  Regolamento di organizzazione del Ministero dell’interno che prevede una bella sforbiciata alle articolazioni territoriali di quel Ministero. 23 Prefetture, 23 Questure e 23 Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco verranno accorpati con Prefetture, Questure e Comandi delle province vicine.

Le sedi per le quali è preventivata la soppressione sono Teramo, Chieti, Vibo Valentia, Benevento, Piacenza, Pordenone, Rieti, Savona, Sondrio, Lecco, Cremona, Lodi, Fermo, Isernia, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Oristano, Enna, Rovigo; Belluno e, per quanto riguarda la Toscana, Massa-Carrara ( che viene assorbita da Lucca ) e Prato (che viene accorpata con Pistoia).

Per Prato, immediata la reazione del sindaco Matteo Biffoni (“Parlerò col governo e chiederò di fare chiarezza sulla riorganizzazione. Il lavoro che svolge la Prefettura è troppo importante per Prato”) ma anche di Aldo Milone, noto consigliere dell’opposizione ( “Così si diventa una succursale di Pistoia. Ottima scelta, non c’è che dire. Credo che le criticità presenti nella nostra città, non siano minimamente paragonabili a quelle di Pistoia”).

I tempi previsti per portare a termine il taglio sono medio-lunghi, andando dalla fine del prossimo anno a quella del 2017. Infatti le Prefetture, le Questure e i Comandi dei Vigili del Fuoco cesseranno di esercitare gradualmente le loro funzioni entro il 2016 mentre per un altro anno ancora potranno essere mantenuti “sportelli per lo svolgimento di specifici servizi” “al fine di garantire la continuità delle funzioni già svolte sul territorio e la prossimità dei servizi al cittadino”.

Non convince la progettata riorganizzazione quanto meno per tre motivi.

  • Il primo, perché intempestiva , occorrendo tenere conto della recente approvazione del disegno di legge delega  – n. 124 del 2015 (c.d. riforma Madia )- in materia di riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche, che contiene tra i criteri una ulteriore riduzione del numero delle Prefetture!
  • Il secondo, perché –come pure è stato subito rilevato- porta ad un arretramento dello Stato sul territorio proprio in un momento di massima allerta in materia di gestione dell’immigrazione (soprattutto in zone – come Calabria, Campania e Sicilia – particolarmente vulnerabili sotto questo profilo) e della sicurezza, intesa quest’ultima non solo nella sua accezione negativa che la circoscrive alla lotta al crimine (e come è noto il Prefetto presiede il Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica) ma anche nei suoi contorni più ampi.

Infatti, se la sicurezza, in una democrazia avanzata, esige che si pongano in essere anche “azioni positive”, la presenza e il radicamento sul territorio delle Prefetture è istituzionalmente volto a garantire tali azioni, favorendo la coesione sociale e ponendosi quali rispettose e silenziose protagoniste di tutti i Soggetti –pubblici e privati – della provincia in un ruolo di raccordo, mediazione e coordinamento oltre che di collaborazione e sostegno alle Autonomie territoriali.

Tutto questo accanto ai tanti compiti di amministrazione attiva specificatamente indirizzate a fornire concreti servizi ai cittadini (pratiche di cittadinanza, nulla-osta al lavoro e ai ricongiungimenti familiari a favore degli stranieri, gestione delle tante materie depenalizzate, attribuzione della personalità giuridica a fondazioni e associazioni, ecc.), servizi la cui fruibilità sarà certamente compromessa dal diradarsi delle Prefetture sul territorio e dallo scomparire persino –entro il 2017- degli “sportelli” decentrati .

  • Il terzo motivo di perplessità, infine, è che , come ormai è d’uso, si impoveriscono i territori ma non si toccano i grossi Uffici centrali , quelli che sono deputati a dare contenuti ai grandi piani della politica e che sono sempre pronti a impartire direttive alle sedi locali e a chiedere poi quali risultati si siano ottenuti … pochi infatti i tagli –appena qualche Direzione centrale- apportati ai 5 grandi Dipartimenti che sono a Roma, al Viminale: Affari interni e territoriali; Pubblica sicurezza; Libertà civili ed immigrazione; Vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile; Amministrazione generale, politiche del personale.
    Insomma, tutti i sacrifici vengono imposti alla periferia, dove ci si confronta con la difficile realtà sociale ed economica …

Contro la paventata riforma, annunciano battaglia i sindacati: “Per martedì 22 settembre faremo assemblee in contemporanea in tutte e 23 le Prefetture a rischio chiusura, invitando parlamentari e politici locali e sensibilizzando organi di informazione, opinione pubblica e cittadini”.

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, asti, battaglia, calabria, democrazia, governo, governo monti, immigrazione, informazione, lavoro, lucca, massa, monti, opinione pubblica, pistoia, Prato, roma, sicilia, sindacati, sostegno, spesa pubblica, stranieri, tagli, toscana

Info Giuseppe Macrina

Vissuto a Roma, dove ha compiuto gli studi laureandosi in Giurisprudenza e specializzandosi in Diritto penale e Criminologia, si è trasferito a Firenze nel 2003. Per oltre trent’anni ha lavorato presso importanti Società autostradali quale responsabile della gestione dei contratti relativi ad appalti di lavori, servizi e forniture. Giornalista pubblicista, è autore di numerosissimi saggi su svariati temi di interesse per le imprese: dalla contrattualistica alle normative di semplificazione amministrativa e a quelle attinenti alle prescrizioni di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri. Su appalti pubblici e normativa antimafia ha
anche pubblicato tre libri.

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