
Il patto della spigola fatto a Marina di Bibbona stabilisce una pace fittizia tra l’ex premier e l’ex comico. Una sorta di armistizio per chi non vuole perdere. Non si tratta certamente di una pace, poiché i due si odiano amichevolmente, dopo gli insulti feroci che si sono lanciati pubblicamente. L’unico collante è il potere dato che ambedue hanno compreso che andare avanti sulla strada del dissidio avrebbe portato all’implosione e allo scioglimento del Movimento. La partita non è affatto chiusa e purtroppo chi ne pagherà il prezzo è la maggioranza di governo e, soprattutto, Draghi. Vince, ahimè, l’anima giustizialista e manettara che farà di tutto per bloccare la riforma della giustizia voluta dal ministro Cartabia. I nostalgici di Conte premier sono sempre tanti e pronti a trame sotterranee e a spargimento di fango. È’ evidente che nei prossimi mesi vivremo periodi di grave instabilità, tutto a danno del nostro Paese. Nei pentastellati, o meglio in quello che ne rimane, non vi è nessuna cultura istituzionale, ma anzi domina il disordine istituzionale. Oltretutto, tra pochi mesi si svolgeranno le elezioni amministrative e a seguire quella del Presidente della Repubblica. I Cinque Stelle con l’alto numero di rappresentanti seduti in Parlamento dopo il voto del 2018 rappresentano una variante impazzita pericolosa per la stabilità democratica. Tutto questo potrebbe mutare se a sedere al Colle fosse Draghi. In questo caso, si andrebbe con molta probabilità a elezioni anticipate e non è affatto escluso che i seguaci di Grillo e Conte possano portare a casa una vera e propria debacle. L’estate e la pandemia rimettono in campo giocatori che fino ad oggi sedevano in panchina.
Roberto Caputo

I Cinque Stelle rappresentano una parte del popolo italiano. Nel 1918 raccolsero il 33% dei voti espressi. Probabilmente sono degli analfabeti della politica. Coloro che da tre anni si occupano di questo sorprendente risultato elettorale dovrebbero cercare di capire e cercare di spiegare questo alluvionale esito elettorale. Chi scrive di politica parla mai con l’uomo della strada?