I segnali c’erano tutti, per quanto abilmente disseminati qua e là in settimanali e forum più o meno letti, e li avevamo già anticipati oltre un anno fa in un articolo su questo sito, ma oggi la conferma è ufficiale: sta per aprirsi, con il beneplacito dei cattolici, la lotteria degli embrioni, ovvero la più palese violazione della Legge 40, a suo tempo voluta con tutte le forze dai cattolici medesimi, consumata in nome di una presunta buona causa che in realtà è solo l’ennesimo privilegio di lobby. Antonio Di Pietro ha presentato in parlamento una proposta di legge per l’adozione di tremila embrioni congelati attualmente inutilizzati in Italia, grazie ai divieti imposti dalla Legge 40, riscuotendo l’immediato plauso nonché l’apertura all’approvazione di Eugenia Roccella, medico, ex radicale convertita – una cosa simile agli ex fumatori che diventano integralisti salutisti – fra le principali fautrici della campagna a favore della Legge 40, oggi deputata del Pdl, che ha dichiarato tutta la sua entusiastica adesione a questo progetto. Entrambi, ovvero Di Pietro e la Roccella, si sono “dimenticati” di chiarire ai cittadini un piccolo particolare, una cosuccia di nessuna importanza: la cosiddetta “adozione” degli embrioni congelati non si attua per bocca, magari aiutandosi con un bicchier d’acqua che serva a mandar giù meglio l’embrione; no, è necessaria la fecondazione artificiale eterologa, vietata dalla Legge 40, ma non solo, perché è una fecondazione totalmente eterologa che nel nostro paese non è mai stata consentita, in quanto nessuno dei due genitori risulterebbe essere genitore biologico del nascituro. Dunque, per attuarla, bisognerebbe non solo contravvenire alla Legge 40 che, lo ricordiamo, prevede una pena pecuniaria di un milione di euro a carico di qualunque medico si presti all’intervento, ma addirittura stabilire un precedente che nel nostro paese non esiste. E questo la molto onorevole dottoressa Roccella non lo sa, lei che ha speso articolesse di migliaia di battute per spiegarci come mai andava vietata l’aberrante pratica ed andava impedito a due adulti consenzienti di poter decidere se avere o meno un figlio grazie ad un donatore esterno?! Ma davvero dobbiamo credere ad una simile barzelletta? No, non dobbiamo e non possiamo perché abbiamo visto i segnali, le avvisaglie di questa proposta ed ora ve li raccontiamo, così, tanto per farvi capire in che razza di paese viviamo. Dopo l’incivile spettacolo del referendum sulla Legge 40, quando le tre più alte cariche dello stato hanno invitato i cittadini all’astensione con l’interessante argomento che si trattava di temi troppo complessi da sviscerare per le loro vacillanti testoline, è iniziata un vergognosa – per chi l’ha imposta, non certo per chi l’ha vissuta – migrazione di italiani nelle cliniche per la fecondazione negli altri paesi europei: secondo cifre ufficiali rese note dal Ministero della Sanità, sono quindicimila le coppie – e dunque trentamila persone – che ad oggi sono andate all’estero, sottoponendosi a sacrifici economici durissimi, come ipotecare la casa o chiedere prestiti alle banche. Intanto che si perpetrava questa ingiustizia, cominciavano a comparire articoli su settimanali femminili di area cattolica e su forum di discussione della stessa area di appartenenza che adombravano il problema degli embrioni congelati e la necessità di trovare per loro una soluzione: o bella, e questo problema non andava forse posto prima, invece di fare una campagna referendaria impostata sul solo valore del divieto senza se e senza ma?! La domanda, lecita e logica, ha trovato una risposta chiara qualche mese fa, quando su un settimanale è comparsa una vasta inchiesta sulla iniziativa presa da alcune famiglie cattoliche e benedetta con ampia argomentazione nientepopodimenochè da Monsignor Ersilio Tonini: dunque, alcune di queste coppie, in nome dell’esclusivo amore cristiano e del valore sacrale della famiglia, hanno accettato di adottare embrioni congelati, ma siccome in Italia non era possibile farlo, dove sono andati? Ma in Spagna, naturalmente, la rivoluzionaria Spagna del cattivone iconoclasta Zapatero che però per risolvere questi problemucci un po’ alla scordatina – come direbbe Montalbano con rara efficacia – è perfetta perché lì la religione del divieto senza se e senza ma non ha attecchito proprio per nulla. Dunque, la situazione è a dir poco surreale perché la stessa Chiesa cattolica che ha voluto con tutte le sue forze l’introduzione della Legge 40 sponsorizza la fecondazione eterologa in nome di un principio di famiglia che ci lascia sgomenti, perché di fatto crea una casta di privilegiati che, se la proposta di legge di Di Pietro andrà avanti – e non abbiamo dubbi che così sarà – andrà codificata e riconosciuta per legge. Con quale criterio, infatti, si sceglieranno i potenziali genitori di questi tremila embrioni congelati?! E se la Legge 40, per forza di cose, dovrà essere modificata per permettere di recepire la nuova normativa adozionale, in quale senso andrà la modifica? A chi si rivolgerà? Alla luce di quanto abbiamo letto negli ultimi anni, ci permettiamo di dare un suggerimento a tutti coloro che sono in procinto di rovinarsi finanziariamente pur di avere un figlio: non ipotecate la vostra casa, non chiedete prestiti a banche o strozzini, iscrivetevi a qualche corposa associazione cattolica e chiedete di essere messi in lista per il sorteggio di un embrione. Per quanto crudo sia a dirsi, oggi nel nostro paese le cose funzionano così.
ChiBo

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