
Antonio Latella dirige Sonia Bergamasco nel ruolo di Mirandolina, la scaltra locandiera di Carlo Goldoni. Al Teatro della Pergola, dal 5 al 10 novembre, un classico della tradizione teatrale.
Un classico della tradizione teatrale (Ortolani l’ha definita la più fortunata delle opere di Goldoni), una commedia che riscrive la storia, che è di grande attualità. E questo è sottolineato anche dall’ambientazione della commedia ai tempi nostri.
Latella pone l’accento proprio sulla “sconvolgente contemporaneità” del primo testo italiano in cui è protagonista una donna. Per farlo, trasforma Mirandolina in una sorta di eroina che sconfigge il predominio maschile.
Corteggiata inutilmente da aristocratici sfaccendati e offesa dall’ostinata misoginia del Cavaliere di Ripafratta, la donna sa tenere a bada i nobili pretendenti e, allo stesso tempo, punire il Cavaliere, facendolo innamorare, salvo decidere, poi, di sposare Fabrizio, il suo servitore.
Nelle note di regia Latella afferma che Goldoni, con questo testo, scardina ogni tipo di meccanismo: “eleva una donna formalmente a servizio dei suoi clienti a donna capace di sconfiggere tutto l’universo maschile, soprattutto una donna che annienta con la sua abilità tutta l’aristocrazia.”
Di fatto, Mirandolina riesce in un solo colpo a sbarazzarsi di un cavaliere, di un conte e di un marchese. Scegliendo alla fine il suo servitore come marito, fa una scelta politica: mette a capo di tutto la servitù, nobilita i commercianti e gli artisti, facendo diventare la locanda il luogo da dove tutta la storia teatrale del nostro paese si riscriverà, la storia che in qualche modo ci riguarda tutti.
Latella sottolinea poi che Goldoni fa anche un lavoro sulla lingua, accentuando un italiano toscano, e che per essere Mirandolina bisogna essere capaci di mettersi al servizio dell’opera, ma anche non fare del proprio essere femminile una figura scontata e terribilmente civettuola, cadendo nell’ovvio e riportando il femminile a ciò che gli uomini vogliono vedere: il gioco della seduzione.
In effetti, al tempo di Goldoni (la commedia fu messa in scena nel 1752) il motivo di fondo erano i mutamenti sociali che vedevano l’ascesa della borghesia; oggi sono le relazioni di genere e l’affermazione di un nuovo ruolo delle donne.
Mercoledì 6 novembre, ore 18, Sonia Bergamasco e tutta la compagnia incontrano il pubblico. Coordina Matteo Brighenti. L’ingresso è libero, con prenotazione online su www.teatrodellatoscana.it.
Sonia Bergamasco in La Locandiera di Carlo Goldoni con Marta Cortellazzo Wiel, Ludovico Fededegni, Giovanni Franzoni, Francesco Manetti, Annibale Pavone, Gabriele Pestilli, Marta Pizzigallo
- Regia: Antonio Latella
- Dramaturg: Linda Dalisi
- Scene: Annelisa Zaccheria
- Costumi: Graziella Pepe
- Musiche e suono: Franco Visioli
- Luci: Simone De Angelis
- Assistente alla regia: Marco Corsucci
- Assistente alla regia volontario: Giammarco Pignatiello
- Produzione: Teatro Stabile dell’Umbria
Personaggi e interpreti:
- Il Cavaliere di Ripafratta: Ludovico Fededegni
- Il Marchese di Forlipopoli: Giovanni Franzoni
- Il Conte di Albafiorita: Francesco Manetti
- Mirandolina, locandiera: Sonia Bergamasco
- Ortensia, comica: Marta Cortellazzo Wiel
- Dejanira, comica: Marta Pizzigallo
- Fabrizio, cameriere di locanda: Annibale Pavone
- Servitore: Gabriele Pestilli

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