Cari Amici/che,
Roberto Rustichelli, Presidente dell’Autorità italiana antitrust, quell’ente che dovrebbe tutelare la concorrenza e il mercato (…!), si scaglia contro la competizione (fiscale) – la chiama ‘dumping’, un po’ spregiativamente – tra sistemi europei. Perché va bene l’Europa (o meglio l’Unione Europea, che è altra cosa, ovvero la sua trasposizione burocratica) sì, ma sempre dal buco della serratura della propria nazioncina. La premessa ideologica è evidente: l’uniformità dei sistemi fiscali e non solo, l’Unione Sovietica delle Repubbliche Socialiste d’Europa. Bisogna essere tutti uguali, insomma, tutti nuotare nella stessa melma, nello stesso inferno.
Il Presidente dell’antitrust… sarà mica… un ‘liberale’??
Che cosa rispondergli, ma soprattutto, a chi affidare la risposta?
Ho scelto appositamente per costui una frase di Pascal Salin, tratta dalla sua “La tirannia fiscale”: “La difesa dell’armonizzazione si basa dunque sulla PERICOLOSA OPINIONE per cui la concorrenza è ingiusta o impossibile se le “condizioni di concorrenza” non sono armonizzate. Il merito della concorrenza, al contrario, è proprio quello che gl’individui non producono alle stesse condizioni. ARMONIZZANDO SI UCCIDE LO SCAMBIO ED ANCHE I BENEFICI DOVUTI ALLA SPECIALIZZAZIONE.”
QUAL E’ DUNQUE LA PEGGIORE MENZOGNA CHE OTTUNDE GLI SCHIAVI?
E’ SEMPLICE: L’ILLUSIONE D’ESSERE LIBERI.
Questa è la cultura dominante nel Nostro Paese (non si è sorpresi di certe dichiarazioni né della loro provenienza) e nessuna voce importante si leva a contrastarla. Il COLLETTIVISMO è il cancro di questa società, il MALE OSCURO che la ammorba e la divora, che uccide la fiducia, lo spirito d’intrapresa, il gusto del rischio.
Con un mio accorato saluto.
Paolo Marini

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