• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

la legge e l’illusione

di Il vecchio pazzo | 14 Settembre 2015

In principio fu la “regola”.

La scelta derivata dalle esperienze, dalle emulazioni, dalle similitudini.

La “regola” ha determinato i criteri nutrizionali, prima; le tecniche di sopravvivenza, poi. Il fuoco e le sementi, le felci e il fango cotto .

Un evento/evenienza vitalistico, psicologico e esistenziale, che condusse (ha condotto e conduce ancora) l’individuo a isolarsi o confondersi in una condivisione di utilità, pratiche o spirituali.

La “regola” si osserva in funzione delle specificità dei fini. Si apprende nel vissuto, nella osservazione dei comportamenti, nel successo o nella imperfezione dei comportamenti.

Dalla “regola” ci si esclude, non si è esclusi, per abbandono all’impotenza, alla inefficienza, alla demolizione di sé.

Era il tempo in cui, tramandano le storie, anche gli dei si compiacevano nella ”regola”.

La “regola” della immortalità si consumava nell’intrigo/congiungimento con gli umani; quando gli dei alteravano/modificavano la loro natura, la provvista espansiva o implosiva del divino.

E, contaminati dai fugaci incontri, gli uomini pretesero ad adottarne la regola. Modificando la propria e escludendo chi ne proseguiva la pratica.

Fu la legge.

La legge: il modo imperativo e costrittivo del tentativo di espansione della specie.

Espansione, non sopravvivenza, giacchè il risultato da perfezionare non è nella quantità ma nella qualità.

In funzione della qualità, la legge non ha cura delle singole pulsioni e, priva di stimoli o resistenze morali, soddisfa la sola necessità di ridurre le esigenze a un livello minimo di soddisfazione. Genera – essendone generata- il diritto, ovvero la presunzione dogmatica di causale che incita al terrore verso il laico “mentre”, verso il religioso “dopo”. Poi, la manipolazione di sovrapposizioni tra il “mentre” e il “dopo”,  sdoppia, unifica, moltiplica, articola le argomentazioni della causale, declinando i vari diritti pubblici, penali, privati, internazionali.

Se l’abbandono della “regola” porta al sacrilegio, al tradimento (situazioni che implicitano una pregressa consistenza di valori esistenziali/morali), la violazione della legge persegue, da se stessa, la propria sussistenza coartante; con la eliminazione, la umiliazione corporale, la esecrazione sociale (eventi significativi di un effetto di disfacimento della solidarietà sociale).

Il legaccio del fascio della legge (quindi, dei diritti) è il legaccio allentato ora del realismo sociologico, ora della pretesa naturalistica, ora del normativismo metafisico, ora del divenire causale della norma -del diritto vivente-;   in una parola, il ricettacolo degli abusi in cui la legge precipita per l’autentica del suo motivo/fine originario.

Tra astrazioni e interpretativismi temporanei, trovano ragione di esibizione e di declamazione gli apologeti: i motivatori e i religiosi della legge, gli uni mistificando, gli altri manipolando. Entrambi ignari di esserne strumento in un contesto di destinazione della specie che non possono gestire e, perciò inconsapevoli, sono salvati dalle abiezioni, di valore e di giudizio, cui, con pervicacia, si dedicano per ottenere privilegi e scalate sociali di evidenza.

La legge è la più illusa delle illusioni umane. Ma sono caduto, anch’io, in un inutile, astratto, gioco di interpretazioni e definizioni apodittiche. Vacuità linguistiche. Epperò “dove non c’è legge non c’è ingiustizia” (Thomas Hobbes, Leviatano”, I, 13)

Pubblicato in : EditorialeTag: fini, natura

Info Il vecchio pazzo

Poeta, drammaturgo e pittore, presente già all’età di 28 anni in circa 30 strutture museografiche internazionali -dal Tel Aviv Museum al Miami Museum (così che, in una corrispondenza, I. Antonova, Direttore del Puschin Museum di Mosca, ebbe a scrivergli: “Maestro credo che le sue opere allarghino la nostra conoscenza dell’arte italiana moderna” e Paolo Ricci “…pittore colto che ha il pregio di non mostrare la sua cultura” ) -presentò la sua prima produzione ad olio (che seguiva quella del “segno” grafico) presso la Galleria “la barcaccia” di Napoli nel 1970. Dedicatosi ad una intensa attività politico-sociale ed alla ricerca di una espressione estetica adeguata a consolidare e rappresentare la personale condizione esistenziale, produce “a vomito”, e per periodi, sino al 2006, isolandosi dal mercato per non esserne contaminato.
Proteso alla costituzione di una fondazione, in funzione di questa si costituisce il “Comitato Fondazione Franchini” –cui aderisce, tra gli altri, Francesco De Martino (tra i maggiori storici contemporanei del diritto romano, già vice-Presidente del Consiglio e Segretario del PSI)-.
Teorico del movimento socialista, franchini ha fondato, tra gli altri, il circolo “il ‘99”, il “premio giornalistico Buccico”, il “centro studi di politica mediterranea”, e, attento osservatore dei problemi dell’immigrazione, sin dal 1981, la “FILI ’99” –primo tentativo di sindacato europeo della immigrazione legale. Ha firmato, tra l’altro, l’inno “I socialisti”, con la musica del M° Enzo Amato.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Lia romano

    19 Settembre 2015 alle 16:37

    Certo dove c’è legge non c’è ingiustizia perche la legge provoca l’ingiustizia. La legge che dovrebbe essere interpretazione del pensiero parlamentare, quindi appannaggio di molti, è diventata risultato di decreto, quindi appannaggio di pochi fino a scambiare il lodo per legge ad personam.

    Finchè continuerà ad essere così la legge sarà un tristo pensare ad un metro da te senza la visione politica, senza la visione della giustizia come astrazione, con la consapevolezza di rendere migliore la vita dei più.

    Oggi è tutto asfittico fino ad usare la legge per togliere diritti, per fare del male per controllo. L’ultimo decreto proprio oggi contro i lavoratori in assemblea sindacale che hanno lasciato chiuso il colosseo per due ore.

    Una vergogna siamo diventati. Se non c’era la legge non c’era l’ingiustiIa, ma senza la legge c’è anche il caos. Quindi è da sperare ad un ritorno alla legge per il bene di tutti e non per il bene di pochissimi.

    Rispondi
  2. marinella omodei

    16 Settembre 2015 alle 19:42

    è molto interessante…

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti