
Il mondo può tirare un respiro di sollievo. A meno di novanta minuti dalla scadenza dell’ultimatum, prima delle due (ora di Roma), Donald Trump e l’Iran hanno accettato una tregua di due settimane, proposta dal Pakistan, per dare tempo alle diplomazie di trovare un accordo definitivo.
Trump per le prossime due settimane cesserà i bombardamenti e abbandonerà il proposito di distruggere la civiltà iraniana mentre l’Iran riaprirà lo Stretto di Hormuz sotto il controllo delle sue forze armate, “come gesto di buona volontà”. Anche Israele ha accettato di fermare i raid.
In questa drammatica crisi, l’Unione Europea si è mostrata incapace di una linea unitaria che condannasse l’illegalità dell’attacco USA-Israele.
I leader hanno voluto evitare frizioni con Trump e non lo hanno apertamente criticato neppure di fronte alla minaccia di distruzione della intera civiltà iraniana.
L’unica voce di rottura è stata quella di Sanchez. Il leader spagnolo ha negato le basi agli USA e ha condannato l’attacco come un “disastro annunciato”, ponendo i principi del diritto sopra la fedeltà atlantica.
Meloni di è finora esercitata in un vergogno equilibrismo: “non condivido e non condanno”, mentre la negazione delle basi agli aerei americani si ferma all’uso per gli attacchi e viene presentata come una necessità legata ai trattati piuttosto che come una scelta.
Insomma, per questa maggioranza di governo Trump resta intoccabile anche di fronte ad atti e dichiarazioni di follia guerrafondaia.
PD, M5S e AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) hanno trovato una convergenza totale nel denunciare quello che definiscono il “fallimento politico” del Governo Meloni in politica estera.
Ora, a mio avviso, queste forze politiche dovrebbero ritrovarsi su una proposta comune per la pace definitiva in Medio Oriente e su di essa organizzare, in queste settimane, momenti di mobilitazione nel Paese, fino ad una manifestazione nazionale contro la guerra e contro il riarmo.
Questa deve essere un’iniziativa di popolo, non di schieramento: un richiamo ai principi della nostra Costituzione che unisca laici e cattolici, un impegno collettivo di tutte le associazioni e della società civile per dichiarare la pace come bene assoluto e primario, l’unico pilastro su cui è possibile costruire un futuro.
Enrico Rossi

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