• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La guerra civile europea

Il discorso tenuto dal segretario della Nato a Berlino, Mark Rutte, il testo integrale si trova in italiano su il Sole 24 ore dell’11 dicembre scorso, presenta per lo meno una contraddizione. Come può un paese come la Russia, sfibrato da tre anni di guerra in Ucraina al punto da essere dipendente dalla Cina per continuare a combattere, diventare, fra altri cinque anni, una minaccia per l’Europa? Più di un milioni di vittime russe dall’invasione, mille e cento morti al giorno nel 2025, miliardi in armamenti distrutti. Continua di questo passo e la Russia fra cinque anni non c’è più, altro che minaccia.

di Riccardo Bruno | 13 Dicembre 2025

Il discorso tenuto dal segretario della Nato a Berlino, Mark Rutte, il testo integrale si trova in italiano su il Sole 24 ore dell’11 dicembre scorso, presenta per lo meno una contraddizione. Come può un paese come la Russia, sfibrato da tre anni di guerra in Ucraina al punto da essere dipendente dalla Cina per continuare a combattere, diventare, fra altri cinque anni, una minaccia per l’Europa? Più di un milioni di vittime russe dall’invasione, mille e cento morti al giorno nel 2025, miliardi in armamenti distrutti. Continua di questo passo e la Russia fra cinque anni non c’è più, altro che minaccia.

Poi bisognerebbe focalizzare attentamente il ruolo della Cina. Se è vero che la Russia investe il 40 per cento del suo bilancio nella guerra e pure continua a subire colpi durissimi dall’Ucraina che bersaglia regolarmente le sue raffinerie ed i suoi depositi, qual è l’interesse della Cina a sostenere un Paese che ancora non ha preso l’intero Donbass in più di tre anni? Ad un dato momento la Cina dovrà pur presentare il conto alla Russia, che non potrà essere solo saldato in gas e petrolio. Potrebbe essere in territori? Se la Cina chiedesse a Putin la Siberia come remunerazione per il suo sostegno? Se è pur vero che la Cina può essere interessata nel vedere russi e occidentali combattere fra di loro, la dimensione della guerra ancora non è tale da poter dare alla Cina un vantaggio straordinario sull’occidente, marginalmente coinvolto. Semmai conta nella liquidazione della Russia ed eccola finalmente diventare il solo gigante asiatico nel mondo. La rivincita totale del Dragone insomma, altro che il Taiwan.

Fosse davvero così, la Cina non farebbe nulla per fermare la guerra, il reddito che ne cava è in sicurezza e prestigio e aumenta proprio con l’incrementarla. Perché mai per la Nato dovrebbe essere diverso? Finché i russi combattono con continui capovolgimenti di fronte nel Donbass, Kupiansk era data in mano russa e adesso c’era Zelensky stesso a passeggio, la Nato non verrà attaccata, anzi, potrebbe passare all’offensiva. Il generale polacco Jarosław Gromadziński, invece di mordersi la lingua, si è detto pronto a colpire Kaliningrad. Se il generale non era ubriaco, ha toccato un aspetto molto delicato. I russi tanto in difficoltà contro gli ucraini nel Donbass, dove dispongono di chilometri di frontiera alle loro spalle, come se la caverebbero davanti ad un attacco Nato a Kaliningrad, uno stretto corridoio fra la Prussia e la Polonia, affacciato sull’Inghilterra?

Stalin si ritenne un grande statista quando, dopo essersi scornato con la Germania in Spagna, vi si alleò per assistere allo scontro fra le potenze capitaliste, fasciste o democratiche, che fossero. All’epoca, ucraini e russi erano parte della stessa Armata rossa. Solo il fatto che oggi stiano lì a combattersi fra loro, potrebbe essere un’assicurazione per tutto il vicinato. Mai trovassero davvero una soluzione di pace, allora si, sempre che la Russia restasse in piedi, Putin potrebbe rivolgere le sue mire all’Europa. Questa ha armato e finanziato l’Ucraina e ancora non aumenta la spesa militare a sufficienza. In questo caso la minaccia per la Nato, non sarebbe fra cinque anni, sarebbe già domani. Oppure i principali referenti della Nato hanno il vizio di straparlare, cosa che in genere denota insicurezza.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti