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La giudice Reyes salva temporaneamente i migranti haitiani

La revoca del TPS è “arbitraria” e viola la legge perché non considera la Amministrative Procedures Act (APA) e la situazione in Haiti dove vige “una preponderanza di pericoli attuali”. Con queste parole la giudice federale del Distretto di Washington Ana Reyes, in un rapporto di 83 pagine, ha bloccato, almeno temporaneamente, l’eliminazione del Temporary Protective Status, un visto umanitario, concesso a 350 mila haitiani. Il TPS conferisce ai beneficiari di vivere e lavorare negli Stati Uniti finché le condizioni nel Paese di origine migliorino e possono eventualmente ritornare in patria.

di Domenico Maceri | 5 Febbraio 2026

La revoca del TPS è “arbitraria” e viola la legge perché non considera la Amministrative Procedures Act (APA) e la situazione in Haiti dove vige “una preponderanza di pericoli attuali”. Con queste parole la giudice federale del Distretto di Washington Ana Reyes, in un rapporto di 83 pagine, ha bloccato, almeno temporaneamente, l’eliminazione del Temporary Protective Status, un visto umanitario, concesso a 350 mila haitiani. Il TPS conferisce ai beneficiari di vivere e lavorare negli Stati Uniti finché le condizioni nel Paese di origine migliorino e possono eventualmente ritornare in patria.

La segretaria del Homeland Security Kristi Noem aveva eliminato il visto temporaneo a questi haitiani basando la sua decisione in parte anche alla sua “animosità”, secondo la Reyes. La giudice ha citato caratterizzazioni accusatorie della Noem la quale si è riferita ai migranti come criminali e scrocconi, linguaggio che anche il presidente Donald Trump ha spesso usato. Va ricordato, per esempio, che nella campagna elettorale del 2024, Trump e il suo vice J. D. Vance, attaccarono i residenti Haitiani della città di Springfield in Ohio accusandoli di rubare e mangiare animali domestici. Nulla di vero come è stato verificato persino dalle autorità repubblicane dell’Ohio, ma la campagna di demonizzazione dei migranti haitiani, somali e di altri Paesi è continuata. E ovviamente questa campagna è tuttora in corso dalla deportazione di massa istituita da Trump con i punti più focosi nella città di Minneapolis in Minnesota.

Nel suo rapporto la Giudice cita persino un tweet di Noem nel quale lei ha scritto che segue il presidente Trump che non vuole “invasori e criminali” che vengono negli Usa “per rubare i soldi dei cittadini e uccidere” gli eroi americani. Inoltre per confermare che Haiti non è un Paese sicuro la giudice cita proprio dichiarazioni del Dipartimento di Stato americano che in Haiti esiste una situazione di “crisi” a causa di “sequestri e disordini civili”. Consiglia di “non viaggiare a Haiti per nessuna ragione”. Ovviamente se il Paese non è sicuro per gli americani non lo è nemmeno per i beneficiari del TSP.

Il tentativo di eliminare il TPS da beneficiari haitiani include anche quello di migranti di tanti altri Paesi. Difatti l’amministrazione Trump ha revocato il TSP a 600 mila venezuelani, 60 mila nicaraguensi, e altri di Paesi come il Nepal, l’Afghanistan, il Camerun, e Somalia, luoghi che versano in situazioni critiche e insicure non tanto diverse da quelle in Haiti.

Ma l’amministrazione Trump non sembra essere preoccupata dipingendo tutti i migranti con lo stesso pennello nero. Nelle retate dell’Ice, l’Immigration and Customs Enforcement, non appaiono criteri di deportare i criminali promessi da Trump. Infatti la stragrande maggioranza dei deportati non hanno commesso reati come ci conferma anche il Cato Institute, un think tank libertario con tendenze a destra.

Nonostante la buona notizia della giudice Reyes per i beneficiari haitiani del TSP, altre azioni in prospettiva dell’Ice sono poco rassicuranti. Retate programmate a Springfield, Ohio, stanno aumentando la paura nella comunità haitiana. Va ricordato che l’influenza dei migranti haitiani è stata notevole nell’economia della città che era in crisi. I loro contributi hanno rivitalizzato la città come hanno riconosciuto leader dello Stato dell’Ohio. Preoccupa anche una possibile retata ai migranti somali nella città di Lewiston in Maine dove il sindaco li aveva incoraggiati a trasferirsi lì causando anche un effetto di rivitalizzare l’economia che stava decadendo.

Nel suo rapporto la giudice Reyes cita anche gli effetti positivi dei migranti haitiani che “contribuiscono miliardi di dollari” all’economia che ovviamente si applica anche a quelli di altre nazionalità. Il TSP permette ai beneficiari di lavorare e difatti questi individui fanno lavori essenziali che spesso vengono rifiutati dagli americani.

La decisione della Reyes non è finale poiché l’amministrazione di Trump ha già annunciato che farà ricorso alla Corte Suprema dove spesso riceve decisioni favorevoli. È successo con il caso della revoca ai beneficiari venezuelani del TPS con la decisione favorevole a Trump. Nel caso degli haitiani però non si sa se la Corte Suprema accetterà il caso. Forse i togati della magistratura più alta si staranno stancando dei frequenti ricorsi del presidente o è possibile che confermeranno la giusta decisione della giudice Reyes. Comunque sia i migranti haitiani come del resto tutti gli altri vivono in un clima tesissimo. Come abbiamo scritto in queste pagine anche i cittadini americani ne risentono e subiscono le conseguenze come ci confermano le uccisioni di Renée Good e Alex Pretti avvenute a Minneapolis nelle scorse settimane.

Domenico Maceri

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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