
La Germania si prepara ad una guerra commerciale con la Cina e mappa tutti i punti deboli del mercato per diminuire la concorrenza sleale e coinvolge l’Unione europea.
In vista di iniziare questa nuova guerra commerciale, la Germania, si sta preparando ad individuare tutti i punti deboli nei settori strategici, in particolare per ridurre la dipendenza dalle materie prime e aumentare la competitività delle industrie nazionali. Una mappa che, come anticipa il quotidiano Bloomberg, si inserisce in un pacchetto di misure difensive istituito dal consiglio di sicurezza interno che ha identificato i rischi di un coinvolgimento diretto dell’Unione Europea nelle tensioni geopolitiche economiche tra Pechino e gli Stati Uniti, cercando di prevenire ulteriori shock causati dal disavanzo già enorme tra paesi.
Come aveva annunciato già il cancelliere Merz parlando dell’intenzione di limitare fortemente la concorrenza sleale, specialmente sulle terre rare, usate come arma per esercitare pressione nei confronti di paesi terzi, dichiarando di voler puntare su quei prodotti che attualmente le aziende cinesi faticano a replicare, soprattutto nell’ambito automotive, dove la qualità e l’eccellenza tedesca non è ancora stata eguagliata.
Uno dei più importanti settori strategici per il quale si combatterà la guerra commerciale tra Germania e Cina sarà quello dei semiconduttori, individuati nella mappatura come prodotti chiave per raggiungere livelli di leadership nell’ambito tecnologico, in particolare nello sviluppo di nuovi modelli di intelligenza artificiale, anche applicati all’ambito sanitario. Un altro genere di forniture, per le quali la Cina è risultata particolarmente dipendente, è stato poi quello degli apparecchi elettromedicali, per i quali la Germania è all’avanguardia e il cui fabbisogno potrebbe aumentare nei prossimi anni a causa dell’invecchiamento della popolazione cinese.
Tuttavia, un blocco delle esportazioni inserito nel programma di difesa, è ancora in discussione poiché potrebbe provocare un dibattito di tipo etico per la penalizzazione dei pazienti. Come sottolinea Bloomberg la sfida ora sarà quella di attuare tutte le misure cercando però di prevenire le ritorsioni da Pechino, che potrebbero avvenire anche in modo asimmetrico e colpire duramente altri paesi europei, già minacciati da un nuovo ciclo di dazi dagli Stati Uniti.
Quest’altra situazione sui rapporti internazionali dimostra che così com’è non può andare e che c’è bisogno di un modello sociale diverso per governare più civilmente l’umanità. Non è più possibile far ruotare i destini dell’umanità attorno alle logiche di profitto, di accumulazione di capitale e di potere. Questa errata cultura economica e sociale non tiene conto prioritariamente delle esigenze e delle problematiche umane, dei principi di uguaglianza e di rispetto fraterno tra le persone che abitano questo pianeta.
L’umanità non può continuare a vivere la propria esistenza vittima delle barbarie sconfinate che non hanno nulla a che vedere con i principi di civiltà e di progresso che si è cercato di costruire nel tempo grazie anche al pensiero socialista ed alle lotte sociali. Oggi bisogna affrontare nuove sfide per l’umanità e per la vita, ma i principi ed i valori umani sono universali ed imprescindibili da ogni cosa. Per poterli affermare seriamente occorre instaurare quella democrazia economica che finora ha avuto solo una piccola presenza poco rilevante.
Salvatore Rondello

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