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La garanzia incerta dello Stato minimo

Al punto in cui siamo, deve essere chiaro a tutti che oggi in Italia la questione sociale sopravanza la questione di governo.

di Angelo Giubileo | 4 Settembre 2017

La settimana scorsa, il ministro degli Interni ha dichiarato, in ordine alla questione della gestione dei migranti, di aver temuto per la tenuta democratica del paese. Ieri l’altro, il capo della polizia ha per così dire rincarato la dose, affermando che “la politica non può delegare tutto alla polizia: certi problemi, prima che di ordine pubblico, sono problemi sociali”.

I teorici liberali dello Stato minimo sanno che compito dello stato di governo è garantire i servizi minimi essenziali del diritto, e quindi della giustizia, e della protezione, e quindi della sicurezza. Di contro, i teorici dello Stato sociale, fautori del dirigismo di governo a ogni livello della vita di ogni singolo individuo (dalla nascita alla morte, e di cui all’oggi a titolo di esempio il diritto dello ius soli).

E allora? Al punto in cui siamo, deve essere chiaro a tutti che oggi in Italia la questione sociale sopravanza la questione di governo. Per anni e anni, lunghi circa un quarto di secolo, si è insistito sulla questione della governabilità necessaria; e in particolare, sul meccanismo e lo strumento, ritenuto pertanto d’interesse prioritario, di gestione della legge elettorale ai diversi livelli di ordine del potere politico: in definitiva, il classico specchio per le allodole, che magari vi hanno creduto e comunque hanno ceduto alle promesse mai realizzate.

Oggi, il quadro della situazione sociale è talmente deteriorato che la questione divenuta prioritaria è la sicurezza sociale del paese. In questi venticinque anni trascorsi, e in generale ai vari livelli, l’irresponsabilità di governo della politica ha prodotto un evidente comune risultato, e cioè la riduzione sia degli spazi di stato sociale che di protezione dei cittadini.

Come è per i migranti, questione che attiene più direttamente alla sicurezza; così è stato ed è per i giovani, ancora e sempre in cerca di lavoro, questione che attiene più direttamente alla sfera della giustizia.

E allora? Riguardo a questa più annosa questione, l’attuale governo cosa propone? La risoluzione di una pensione minima di € 660 circa, cioè un quid che ha a che fare con il tempo futuro del 2050 e oltre. Giammai il presente!

Promesse e futuro, spiace anche dirlo, ma soprattutto questa è stata la Sinistra dell’ultimo quarto di secolo. L’anno prossimo ricorreranno 50 anni dal Sessantotto. E’ bene allora che se ne parli, già ora. Le rappresentazioni non servono. E’ la realtà, che conta.

Angelo Giubileo

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, dichiarato, futuro, giovani, governo, italia, lavoro, legge elettorale, Liberali, ordine pubblico, pensione, polizia

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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