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La forza delle idee

Il muro contro muro, lo scontro ideologico e religioso, il voto “contro” derivano da una malintesa e fragilissima concezione di forza. Chi è forte delle proprie convinzioni, non ha bisogno di bandire crociate.

di Redazione Pensalibero.it | 11 Aprile 2006

L’esito di queste elezioni politiche impone, a nostro avviso, una riflessione di fondo: riflessione che gli esponenti della CdL dovrebbero obbligatoriamente fare, ma poiché dubitiamo – ed a ragione – della loro volontà in questo senso, riteniamo che invece possa essere materia di discussione e di costruzione per tutti coloro che si battono per un terzo polo laico, liberale e riformista.
Nell’ultimo anno, abbiamo assistito ad una progressiva e sprezzante emarginazione del mondo laico e liberale da parte di un centrodestra che ha praticato una sorta di conventio ad excludendum, scegliendo la via della crociata confessionale estesa a tutti i livelli dell’azione di governo. Dio, patria e famiglia, sbandierati da chi, oltretutto, predica bene ed in privato razzola malissimo, contro principi che sono stati connotati in modo sempre più dispregiativo. Laico è diventato sinonimo di infedele, relativismo ha preso il senso di deriva morale: eppure le nostre voci, seppure con mezzi limitati, non hanno mai smesso di levarsi a denunciare la mistificazione grave, operata dai più alti rappresentanti dello Stato, in questo senso.
La battaglia per la Legge 40; la sordità ottusa al riconoscimento dei diritti civili delle coppie omosessuali (niente affatto garantite dalla vigente legislazione, come si continua a ripetere: basti pensare a tutti gli ostacoli posti, ad esempio, dalla legge sulla privacy); iniziative da far accapponare la pelle come il Treno per l’Occidente, promosso da Pera in nome dello scontro fra religioni; l’insistito richiamo ad uno stato etico; la continua affermazione di un Paese fondato sulla famiglia (e chi non ce l’ha, deve emigrare?!): così si è consumata una costante restrizione dell’elettorato al quale rivolgersi, ignorando totalmente tutti coloro che, avendo un concetto diverso e meno soffocante dell’idea di Stato, non per questo sono da considerarsi cittadini di serie B. Come invece siamo stati fatti sentire, in un Paese dove dichiararsi laico equivale a riconoscersi portatore di una grave malattia sociale, e definire il relativismo nient’altro che l’essenza del pluralismo, ovvero del fondamento della democrazia, comporta l’immediata scomunica a vita dalla coppia Pera-Ruini, dal cui arbitrio sembra ormai dipendere la sorte di questo involuto Paese.
Allora, è il momento di fare una riflessione: il muro contro muro, lo scontro ideologico e religioso, il voto “contro”, sono le conseguenze di questo progressivo restringimento, derivate da una malintesa e fragilissima concezione di forza.
Chi crede veramente nei principi e negli ideali che sente come ispiratori delle proprie scelte di vita, trova in questa “fede”, laica e democratica, una tale forza da poter riconoscere la diversità senza demonizzarla, da scegliere la via del confronto aperto, non dello scontro sordo, delle motivazioni ragionate, non delle imposizioni ideologiche e confessionali. Chi è forte delle proprie convinzioni non ha bisogno di bandire crociate, né di agitare il posticcio vessillo di presunte radici giudaico-cristiane che falsano la discendenza greco-romana di tutta la grande tradizione del pensiero occidentale. Chi crede nella forza delle idee si apre agli altri perché ha strumenti, argomenti, ragionamenti per misurarsi e dialogare, e non ha bisogno di disegnarsi un mondo sempre più piccolo, chiuso entro mura sempre più alte.
Da questo profondo, convinto, nostro senso laico, civile e dialettico di Stato e di governo, vorremmo finalmente veder ripartire un mondo liberale non più relegato in un angolo, ma forte della consapevolezza di essere portatore ancora oggi degli unici valori che possano garantire la pluralità democratica e la pari dignità a tutti i cittadini. Abbiamo ancora una grande eredità da lasciare alle generazioni future.

Chiara Boriosi

Pubblicato in : Primo piano

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Commenti

  1. Chiara Boriosi

    18 Aprile 2006 alle 11:03

    Gentile Puccio, non so in base a quale convinzione Lei possa pensare che io accetto il taglio delle mani. Ma scherziamo?! La sua diversità vale quanto la mia, e lo sa da cosa vengono evidenziate entrambe? Dal confronto: senza confronto, come può esistere diversità?! Lei continua a confondere il confronto con l’accettazione, ma non è così. Preferisco conoscere e confrontarmi, piuttosto che pensare ed agire per assiomi.

    Rispondi
  2. puccio cartoni

    15 Aprile 2006 alle 08:59

    ….ela nostra civiltà ,fondata sulla scienza ,e quindi sui numeri , deriva da quella araba ! Anche ! Ma non per questo dobbiamo diventare tutti islamici…..!E famose restano le mura di Troia ,e le città fortificate alla romana , e le mura costruite nel Medioevo,senza che i commerci avessero a scapitare …. Lei accetta ,con il Suo”anche” ,il taglio delle mani o della testa ,certe condizioni delle donne (anche politiche ed elettorali ,eh!), i comportamenti sessuali un poco (per ora ) difformi, i comportamenti in generale al di fuori della norma prevalente (per carità!), e comprende. Io capisco la realtà ,credo di essere un po’ più evoluto di quanto creda , ma di con-prendere farei anche a meno , se non mi viene imposto ! Lei può capirlo ed accettarlo ? Non ragionare per contrapposizioni significa “anche “ non aver nulla da contrapporre (si può anche essere agnostici ,osserva giustamente ), e riconosco e capisco la Sua tendenza a crearsi una appartenenza ,ma io non voglio con-prendere .Senza bisogno di offendersi .mi consenta di “essere diverso” .Posso? Il mondo é bello perchè vario ,si usa dire…..ma la con-prensione finisce per annullare le differenze .Ed addio bellezza !!!

    Rispondi
  3. Chiara Boriosi

    13 Aprile 2006 alle 12:42

    Gentile Puccio: chiariamoci subito. Nel mio articolo non c’è nulla di sottaciuto, vilipeso, non riconosciuto o preso in giro. Ciò che ho scritto si riassume in una sola parola: “anche” . Una concezione monolitica della realtà non risponde alla verità dei fatti: uno stato è fatto anche di famiglie, la condivisione della propria vita affettiva può essere anche eterosessuale, la fede religiosa può essere anche cattolica (come pure ebraica, buddista, ecc.) ma si può anche essere agnostici. Ciò non significa omologazione, significa comprensione nel senso etimologico del termine, ovvero avere un’idea di stato che, giustamente, contenga civilmente tutte queste realtà. Io non rinuncio alla mia identità nell’atto di accettare l’esistenza di quella degli altri, semplicemente compio un atto di conoscenza della realtà quale è che poi mi permette di analizzare i fatti e compiere delle scelte. Non ragiono per contrapposizioni né per categorie, e le presunte radici giudaico-cristiane le ritengo tali perché il nostro pensiero di occidentali si è indubbiamente formato sulla grande tradizione greco-romana. La politeia è concetto greco, il diritto romano si studia tutt’oggi, le più grandi città europee sono state fondate dai romani, la dialettica, l’analisi storica e politica, derivano dalla grande tradizione filosofica che dai greci presocratici ha accompagnato la crescita dell’uomo occidentale fino ad oggi. Proprio questo mio senso dialettico, che Lei a torto ritiene un’offesa, mi permette di ringraziarLa del suo contradditorio. La forza delle idee, e di Pensalibero che le accoglie, è anche questa.

    Rispondi
  4. Giampaolo Mercanzin

    13 Aprile 2006 alle 12:21

    Concordo molto con Puccio, signora Chiara. E confesso: anch’io sono aconfessionale.
    Una società libera è quella che nella propria organizzazione, morale, civile, religiosa, giuridica, consente libertà, ma non può consentire che queste prevarichino i “valori fondanti”, che poi in Italia sono sanciti nei “principi” e nella “parte 1^ – titoli I°; IV°”della costituzione .
    L’accogliere il clandestino è un valore morale. Ma la difesa del diritto del cittadino è un dovere giuridico.
    Non vorrei che la cultura “buonista”, subentrata al quella “comunista”, faccia di tutta l’erba un fascio.
    Certo in Italia molte cose vanno male.
    Ma la colpa è degli Italiani, che non hanno saputo distinguere, in questi quindici anni di epurazioni, il grano dall’oglio.
    Senza rimpianti, ma con molte nostalgie, nella “prima repubblica” i diritti civili avevano fatto passi da gigante, vanificati, non da Berlusconi, ma da bigotti cattocomunisti, assecondati da comodi violenti, che continuano a parlarci di Sinistra, dimenticando che “non si vive di solo pane!”

    Rispondi
  5. puccio cartoni

    12 Aprile 2006 alle 19:14

    “Abbiamo ancora una grande eredità da lasciare alle generazioni future.”
    Eredità frutto di pensiero,e di opere ,ed in complesso cultura ,che non vorremmo appunto veder dispersa,ma che pretendiamo di trasmettere ai nostri figli. Se no ,che eredità sarebbe ? Magari con arricchimenti ,ma senza imbarbarimenti. Sinché almeno qualcuno non si presenti a proclamare una verità incontestabile e superiore…..anche se si deve considerare che “Chi è forte delle proprie convinzioni non ha bisogno di bandire crociate “
    “Chi crede nella forza delle idee si apre agli altri “, come fa chi crede nella forza dello spirito e della morale : ma senza bisogno ,in un caso e nell’altro , di abdicare alla propria identità “per non offendere” un presunto orgoglio o dignità altrui .Aprirsi agli altri significa cedimento solo per i deboli.
    L’arrovesciamento delle posizioni e dei principi è una subdola tattica che non dovrebbe trovare cittadinanza in ambiente civile e liberale e democratico. La pretesa di omologazione sul mondo da parte della nuova religione c.d. laica ,non mi pare conciliabile con quel “senso dialettico di Stato “ e di governo che si vuole affermare quale garanzia di pluralità democratica. Non ci prendiamo in giro con il disegnino delle mura che circoscrivono il mondo occidentale ,e pensiamo alla necessità di difendere dal rischio attentati quella Basilica bolognese contenente affreschi di un Maometto all’inferno…. espressione artistica di “presunte radici giudaico-cristiane”che,in quanto da sottacere –per la scrivente- ,possono evidentemente anche patire la cancellazione da parte di più esigenti ed orgogliose affermazioni di potere…..o no ?!?
    Non mi piace l’immagine delle mura che circondano,ma solo perché possono evocare pensieri di violenza ,sopraffazione e paura; ma le apprezzo ,le mura, quando richiamano l’idea di benessere ,tranquillità , pace e prosperità che gli abitanti l’area delimitata evidentemente affermano e cercano con esse di preservare. E’ concesso un simile apprezzamento ? O deve cedere di fronte all’orgoglio laico,od omosessuale ,o comunque fideistico religioso diverso ? Le così dette “crociate” sono da rifiutare tutte ,o solo alcune ?
    Questo “involuto Paese” ,preda senza difesa di “par condicio “e di “ regole “ che più ridicole ed illiberali non si può( lo so ,non sarebbe concesso dirlo ,ma io mi sento politicamente aconfessionale),intimidito da violenze e clamori di piazza ,assimilato da una partitocrazia fautrice di viltà e prepotenza ,obnubilato dall’invadenza ed insistenza dei frequentatori dei “salotti buoni e politicamente corretti “,costretto tra le mura di lobbies ,logge, fratellanze ,consorterie ,intellighenzie più o meno ufficiali , appare effettivamente a rischio decadenza ,privato sempre di più della disponibilità degli “degli unici valori che possano garantire la pluralità democratica e la pari dignità a tutti i cittadini”:valori che non stanno nella omologazione imposta ,nell’accondiscendenza acritica , nella sottomissione alle pretese ed agli orgogli di minoranze e di originalità(che rappresentano pretesa prima che pari opportunità ) ,ma nell’affermazione della propria cultura ,per sé e nella propria terra sicuramente.
    E mi chiedo :“un terzo polo laico, liberale e riformista” potrà mai significare “diverso dagli altri due “,visto l’aprioristico,preliminare ed assoluto giudizio iniziale :” poiché dubitiamo – ed a ragione – della loro (della CdL,si condanna una parte sola) volontà in questo senso”(e capacità no ??)………La sola riflessione che dobbiamo fare,cara Boriosi , è : liscia ,gasata o ferrarelle ?Se no ,ciurli nel manico !
    “Dio, patria e famiglia, sbandierati da chi, oltretutto, predica bene ed in privato razzola malissimo”….sul razzolare malissimo siamo d’accordo,e puoi scagliare la prima pietra .Sulla divinità ,sono fatti personali ,non comportamenti politici ,su cui non hai diritto di lanciare giudizi .Sulla famiglia,puoi anche negare che sia ,storicamente e socialmente ,la base della società ,ma resta un divertissement tutto tuo.

    Ancora :…”la sordità ottusa al riconoscimento dei diritti civili delle coppie omosessuali (niente affatto garantite dalla vigente legislazione)” : in un mondo dove è più facile esigere diritti che affermare doveri , possiamo anche divertirci a proclamare nuove forme di legame tra essere viventi ( e c’è già chi fa testamento a favore del gatto ,o del cane ).ma io riterrei più proficuo sostenere i vincoli sociali più “produttivi” ,ancorché naturalmente tradizionali. E’ questione di punti di vista ,evidentemente;e se la tradizione (e la cultura) ti puzzano troppo di destra, buttati pure dall’altra parte (terzo polo addio?) ,ma riconosci il diritto di altri.
    Per finire :….”la continua affermazione di un Paese fondato sulla famiglia (e chi non ce l’ha, deve emigrare?!)”……:come notavo sopra ,non è un “Paese” particolare che si fonda sulla famiglia ,ma è la società stessa . A volte la moda o furia iconoclasta arriva a giocare brutti scherzi ,come il lanciarsi in ironie del tutto fuori luogo ……

    Rispondi
  6. Claudio T.

    11 Aprile 2006 alle 22:19

    Cito: “Chi crede nella forza delle idee si apre agli altri perché ha strumenti, argomenti, ragionamenti per misurarsi e dialogare, e non ha bisogno di disegnarsi un mondo sempre più piccolo, chiuso entro mura sempre più alte.”
    E’ bene che non siano troppo alte.. perchè proprio chi non ha strumenti, argomenti se non “coglioni”, potrebbe scomprire dietro quelle mura troppo alte…

    Rispondi

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