
Napolitano di fronte ad uno spread schizzato in alto e soprattutto alle pressioni di Francia e Germania ,come dichiarato dallo stesso Sarkozy , aveva sostituito un traballante Berlusconi con Mario Monti , dando vita ad un governo di larghe intese.
Anche Mattarella quando Conte si era ritrovato senza maggioranza aveva indicato Draghi. Ma se oggi dovesse cadere la Meloni, l’unica soluzione praticabile sarebbero le elezioni anticipate. Anche perchè una maggioranza votata dagli elettori è ben presente e si correrebbe il rischio di pesanti scontri sociali.
Eppure qualcuno, sia in Italia che in Europa, aveva pensato ad un governo tecnico guidato da Visco o dal sornione Gentiloni. E già erano circolati i primi nomi di possibili ministri.
Oltrettutto nomi non di eccelsa levatura. Folle idea come avrebbe cantato Patty Pravo . In effetti viviamo una situazione complessa sia economica per il buco dovuto al super bonus, sia sociale per la questione immigrazione.
Le Europee si avvicinano e molte piccole forze sono alla caccia del quorum.
Nasce un nuovo partito, quello di Santoro, Bertinotti e qualche cantante. Forse tenterà di fare gruppo con Bonelli e Fratoianni o con De Magistris.
Stesso problema hanno Renzi e Calenda. Ma anche Forza Italia, senza Berlusconi, corre rischi.
Voci ricorrenti parlano per gli azzurri di una reunion con Renzi, Toti, Mastella, Moratti.
Voci.
Ma il 4 per cento è l’ Himalaya.
Roberto Caputo

Basta con queste soluzioni. In Parlamento c’è una maggioranza (che io non ho votato ma che rispetto perché il voto popolare è stato democratico). Se la Meloni perde la maggioranza si vada al voto nuovamente e coloro che al Suo interno la sfiduciano devono spiegarne i motivi perché la gente deve sapere per sapersi regolare con il nuovo voto. Non ci sono poteri (occulti, ma non troppo) che possano sostituirsi al Parlamento sovrano. E certi organi di stampa la smettano di comportarsi come partiti o movimenti extraparlamentari con vocazioni eversivi.
Basta con queste soluzioni. In Parlamento c’è una maggioranza (che io non ho votato ma che rispetto perché il voto popolare è stato democratico). Se la Meloni perde la maggioranza si vada al voto nuovamente e coloro che al Suo interno la sfiduciato devono spiegarne i motivi perché la gente deve sapere per sapersi regolare con il nuovo voto. Non ci sono poteri (occulti, ma non troppo) che possano sostituirsi al Parlamento sovrano. E certi organi di stampa la smettano di comportarsi come partiti o movimenti extraparlamentari con vocazioni eversivi.
Permesso che ogni “Governo Tecnico” (anche di soli Emeriti) sarebbe un Governicchio, come ogni derivata alla seconda è nulla se la funzione generata dalla prima è l’unica vera, nuove elezioni nazionali – debitamente separate da quelle condizionanti (purtroppo in negativo per noi) europee – sono l’unica vera medicina per la malaticcia democrazia italiana che scopre sempre dopo i sintomi del suo malessere sperando nell’uom della provvidenza; circostanza in cui non crede nemmeno il rappresentante terreno.