
Siamo indignati che il governo si indigni solo ora per il comportamento fascista del governo Netanyahu e del suo ministro fondamentalista religioso e razzista Ben Gvir.
Non è vero che è meglio tardi che mai.
Tardi è semplicemente tardi, perché significa aver coperto Israele nella sua azione di sterminio del popolo palestinese e di occupazione dei suoi territori.
E poi, nella sostanza, il governo Meloni, che aderisce all’internazionale nera di Trump, continua a essere un grande amico di Netanyahu: impedisce in Europa che si blocchi l’accordo di collaborazione con Israele e non intende adottare sanzioni.
Chiedere le scuse per la violenza esercitata dai soldati israeliani contro cittadini italiani, membri di Flottilla, in violazione del diritto internazionale e dei diritti umani, è ben poca cosa. E non cambia la vergognosa complicità del governo Meloni con il governo israeliano e con il suo terrorismo di Stato.
Le critiche a parole, quando non sono seguite da fatti concreti, sono soltanto il segno dell’ipocrisia.
Infine una domanda ai tanti che sui giornali e in politica hanno difeso Israele sostenendo che si trattava dell’unico stato democratico esistente in Medio Oriente.
Ne sono ancora sicuri?
Enrico Rossi

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