Quando un vip ha fame e le tartine sono gratis non ce n’è per nessuno. Altroché Roma godona, illustrata con inesorabili prove fotografiche, sul sito di gossip e indiscrezioni Dagospia di Roberto D’Agostino. L’Italia vip che vola si ritrova, oltre che sugli aerei navetta Roma-Milano Milano-Roma, tra i salottini e le comode poltrone stile avvolgente volo business al Club Freccia Alata dell’Alitalia. Imbarchi privilegiati, banco accettazione con personale prescelto, giornali a disposizione, prese elettriche per caricare cellulari e computer a volontà e soprattutto a volontà anche biscotti, salatini, tartine, succhi di frutta, acqua, pizzette, stuzzichini, bibite varie ed aperitivi diversi. Hai una tessera, entri e sei nel salotto dei vip, attori, cantanti, imprenditori, grandi noti professionisti ma soprattutto politici. Perché tutti i parlamentari sono di fatto freccia alata. A parte i vip dei vip, cioè ministri e cariche alte che volano per conto loro e non si sa come facciano a essere in poche ore in due posti d’Europa o del mondo diversi, il cui tragitto alle persone normali comporterebbe giorni, tutti gli altri politici e parlamentari, sono di fatto soci di freccia alata. E lì, soprattutto, mi dicono, se capiti al venerdì pomeriggio sera, quando c’è l’imbarco generale per tornare da Roma ai paeselli loro, beh davvero sembra un ricevimento di nozze, una hall di grand hotel con buffet gratis per tutti. Niente di male ovviamente, ogni compagnia aerea fa o può fare le sue politiche di business client come si dice e ci sono trattamenti ovviamente diversificati. Fa certo un po’ impressione a Fiumicino vedere intere gallerie semivuote con personale in attesa di clienti (sarà l’orario, non vogliamo dire) e poi vedere dalle veloci porte scorrevoli del club freccia alata. E sono tutti lì. Magari Fiumicino è diventato only vip, che ne sai. Volo poco e non ho freccia alata. La usavo vent’anni fa quando in una settimana facevo Milano Roma Napoli Torino e a volte Palermo. Una vita all’imbarco. Adesso preferisco Rimini Piacenza, dalla piadina alla coppa. Un collega scafato c’è invece capitato di recente alla Freccia Alata ed ha visto e forse filmato con l’immancabile telefonino cose che… voi umani… nemmeno immaginereste. La fame dei vip. Un presidente di commissione parlamentare ha mangiato quasi un chilo di tranci di schiacciata. Un deputato non delle prime file ha gironzolato per mezzora attorno al banco e a conti fatti si è mangiato una decina di sacchettini tra crocchette, salatini, noccioline e patatine. Più tre o quattro succhi comodamente da asportare dal banco frigo sempre ricco e pieno. Pesca ananas acqua, aranciata ace e via offrendo. Noti medici e famosi avvocati d’Italia, che senza nemmeno controllare l’ora d’imbarco, si fondano sui cabaret delle pizzette. La senatrice, non famosissima ma con qualche apparizione in reti minori, è scortata da un assistente dell’Alitalia che la rassicura sul posto a bordo, e lei scocciata di suo, ringrazia senza nemmeno guardarlo negli occhi. Tutto è dovuto al club freccia alata. A un parlamentare che il mio amico non ricorda più se è deputato o senatore ma tanto non cambia molto, cade il bicchiere mentre stava bevendo. Un po’ ci rimane male ma anche un po’ no “Senta mi è caduto il bicchiere” e prontamente arrivano gli inservienti a togliere i vetri e a mettere il cavalletto giallo “zona bagnata”, come in piscina. E dopo dieci minuti altro drink altre pizzette. La vita continua. C’è di peggio, ovvio. Ma l’immagine… Già la fame dei vip. Ma ci sono eccezioni . Entra una senatrice molto conosciuta e molto dibattuta anche negli ultimi tempi, cui non difetta la classe. Cammina con leggerezza tra i peones e si “reca” alle toilette. E poi al banco un semplice bicchiere d’acqua, naturale. Esce salutando con gli occhi. Quando si dice lo charme, anche in freccia alata. Ok, potete chiedermi perché non faccio nomi e cognomi. Perché il mio amico e collega deve continuare a volare e girare per freccia alata. Mica come me, che tanto vado al massimo a Rimini o a Piacenza.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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