Un teorico politico originalissimo, che riesce a mettere a nudo con estrema lucidità e lungimiranza i problemi derivanti dall’applicazione del principio di “sovranità popolare” e il fenomeno del parassitismo politico che avrebbero assillato tutte le società libere.

Le sue opere maggiori, ovvero il Discorso sul governo e la Costituzione degli Stati Uniti e la Disquisizione sul governo, furono pubblicate entrambe postume. Proprio la Disquisizione (1850) oggi viene edita per la prima volta in italiano da Liberilibri con una illuminante introduzione di Luigi Marco Bassani, che la definisce subito “un’opera che sta al fianco dei grandi capolavori dell’ingegno umano e che è il prodotto più sofisticato dell’Ottocento americano”. Di sicuro è una delle poche grandi opere del pensiero occidentale a fuoriuscire dall’asse portante della riflessione politica degli ultimi secoli tutta costruita sull’ombra dello Stato e del suo ossessivo concetto di sovranità, perseguendo al contrario l’idea di poter costruire convivenze umane su principi di giustizia tenendo conto degli interessi: per Calhoun la teoria della sovranità divisa fra Stato e federazione era la radice di ogni malinteso perché la sovranità è indivisibile, può appartenere agli Stati o a una chimerica nazione americana, ma non a entrambi.
Insomma, un gioiello della scienza politica che a distanza di centosessant’anni è ancora di incredibile attualità perché Calhoun, analizzando gli insegnamenti del modello americano a beneficio del mondo intero, espone la sua critica serrata al concetto di maggioranza semplice, i cui effetti sono un’autentica piaga destinata a minare ogni società democratica, indicando anche la contrapposizione fra produttori e consumatori di tasse. La soluzione calhouniana al principio maggioritario semplice è il principio di maggioranza concorrente, per cui la ricerca del consenso sulle questioni cruciali deve tener conto dei grandi interessi del Paese. E avanza persino una teoria liberale della lotta di classe, secondo la quale i veri padroni sono coloro che dominano l’apparato governativo e non i mezzi di produzione: perciò, la fonte dei privilegi ingiustificati va ricercata per Calhoun non nel modo di produrre la ricchezza bensì nei meccanismi del potere politico.
Un teorico politico originalissimo, che riesce a mettere a nudo con estrema lucidità e lungimiranza, in un’epoca in cui si era ancora agli albori delle istituzioni democratiche, i problemi derivanti dall’applicazione del principio di “sovranità popolare” e il fenomeno del parassitismo politico che avrebbero assillato tutte le società libere. Più attuale di così.
Luigi Marco Bassani, professore di Storia delle dottrine politiche all’università di Milano, ha già curato per Liberilibri i volumi Il nostro Nemico, lo Stato di Albert Jay Nock e L’etica della libertà di Murray N. Rothbard ed è l’autore delle introduzioni ai volumi Il pensiero politico moderno e contemporaneo di Bruno Leoni e Per una nuova libertà di Murray N. Rothbard.
John C. Calhoun, Disquisizione sul governo, collana Oche del Campidoglio, Introduzione di Luigi Marco Bassani, pagg. 104, euro 16,00, ISBN 978-88-95481-76-0

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