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La diffida della Cgil

di Redazione Pensalibero.it | 21 Settembre 2015

“Non applicate il Jobs Act”. La Cgil di Reggio Emilia ordina alle imprese della Provincia di non avvalersi di una legge dello Stato. La grande stampa passa sotto silenzio il diktat sindacale.

Pubblichiamo di seguito la lettera che la FIOM CGIL di Reggio Emilia ha mandato ad inizio mese a 664 aziende della Provincia, alle 7 associazioni imprenditoriali e a 128 studi di consulenti e professionali. Il testo è chiarissimo. Si tratta di una diffida ad applicare il Jobs Act, cioè una legge dello Stato. L’iniziativa ha avuto il pieno sostegno di tutta la Cgil di Reggio Emilia.

E’ un’iniziativa gravissima, passata quasi del tutto sotto silenzio. Si ripete, in forma aggravata e diversa, quanto successe nel 2011 quando il governo con l’allora ministro Sacconi introdusse una norma, l’art. 8 della legge 148/2011, che permetteva in alcuni casi di superare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Allora Confindustria si piegò al volere della Cgil e stipulò un accordo con il sindacato con il quale in pratica di impegnava a non avvalersi della norma in questione. Vedremo ora cosa succede.

 

Oggetto: Disciplina licenziamenti – mansioni – controllo a distanza

 

Spett. Direzione, le recenti novità legislative, quelle già emanate e quelle che stanno per essere approvate, possono indurre profondi cambiamenti nella complessiva condizione dei lavoratori, potendo incidere su aspetti fondamentali del rapporto di lavoro, durante il suo svolgimento – incidendo sulla tutela della professionalità, con la riscrittura dell’articolo 2103 del codice civile, sulla stessa dignità, con l’apertura verso forme pervasive di controllo a distanza – ed infine sulla stessa protezione verso licenziamenti ingiustificati ed arbitrari .

Tali possibili cambiamenti non solo rappresenterebbero una forte discontinuità e peggioramento rispetto al quadro legale precedente, ma si pongono in netto contrasto anche con le prassi e le regolamentazioni collettive, di ogni livello, applicate in azienda, ma soprattutto appaiono incompatibili con i principi della nostra Costituzione e della

Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, oltre che con la Carta sociale europea.

Per questi motivi la scrivente organizzazione vi preannuncia che non accetterà mai un simile stravolgimento delle condizioni di lavoro. In particolare non potrà accettare che, nella stessa azienda, lavoratori che svolgono le stesse mansioni siano protetti o meno verso i licenziamenti arbitrari, per l’applicazione di una diversa disciplina dei

licenziamenti solo in ragione del momento dell’assunzione, questo sia per quanto attiene ai licenziamenti individuali che per i licenziamenti collettivi. Così non si riterranno accettabili prassi ed atti aziendali che, con il demansionamento, avviliscano e penalizzino la professionalità dei lavoratori, oppure forme di controllo a distanza pervasive ed ossessive, che mettano in discussione la stessa dignità del lavoratore prima ancora che la propria privacy e salute.

Su tutti questi aspetti vi diffidiamo dal procedere con un’applicazione unilaterale delle suddette discipline legali, invitandovi ad un sereno e fattivo confronto con le rappresentanze sindacali e le organizzazioni sindacali al fine di individuare le soluzioni che possano tenere insieme le esigenze delle imprese, in termini di adeguatezza organizzativa e necessaria competitività, con la tutela della persona del lavoratore.

Questo vale per il tema del controllo, per il quale vi invitiamo ad una gestione condivisa delle criticità e particolari esigenze aziendali, per le quali abbiamo avuto sempre la dovuta attenzione. Lo stesso dicasi per la nuova disciplina legale sui mutamenti di mansioni, rispetto alla quale, eventuali esigenze aziendali, potranno trovare adeguata

risposta solo nell’ambito di una rivisitazione della materia da parte della contrattazione collettiva nazionale. Infine, per quanto attiene alla disciplina dei licenziamenti vi invitiamo a sfruttare lo spazio temporale esistente, prima che verosimilmente si manifesti l’esigenza di procedere a dei licenziamenti di lavoratori neo assunti, a ricercare soluzioni condivise, magari anche temporanee, ove non si raggiunga l’intesa su un assetto definitivo della materia.

Preavvertiamo che in caso contrario, di fronte alla vostra indisponibilità ad avviare un serio e fattivo confronto su tali temi, ed ancor peggio a fronte di vostre iniziative unilaterali sui terreni sopra richiamati, avvieremo tutte le azioni, sindacali e legali, che saremo in grado di mettere in campo nei confronti della vostra azienda per garantire la tutela dei lavoratori.

 

Reggio Emilia 09/09/2015                                                FIOM-CGIL Reggio Emilia

Pubblicato in : EditorialeTag: 2011, azienda, cambiamenti, confindustria, costituzione, governo, lavoro, organizzazioni, reggio emilia, sostegno, statuto, statuto dei lavoratori

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