In certe occasioni, si rimpiange amaramente di non appartenere alla felice schiera degli analfabeti, gente che va rivalutata perché portatrice sana del gene della serenità che a noi è stato estirpato nel momento stesso in cui abbiamo imparato a leggere e ci è preso l’uzzolo – sì, come a Pinocchio – di leggere i quotidiani. Infatti chi, come la sottoscritta, non guarda la televisione, non per snobismo ma perché si annoia mortalmente a vedere le stesse facce da quarant’anni a questa parte e d’altro canto non ha alcuna coscienza sociale che le suggerisce di trepidare per il rischio di morte per fame nell’Isola dei famosi, rischia sicuramente ogni giorno un collasso per eccesso di rialzo di pressione appena inizia la lettura dei quotidiani. Il problema non è dato solo dalle notizie riportate, ma anche, spesso soprattutto, da chi le riporta, ovvero personaggi che nella maggior parte dei casi tralasciano spensieratamente il dovere di cronaca – tanto tutti guardano la televisione, no?! – e si sentono in diritto, prima ancora che in dovere, di riferirci direttamente la loro versione dei fatti, con contorno di entusiasmi a volte espressi con reale sprezzo del ridicolo. E’il caso, ad esempio, del signor Luca Telese, in forza al quotidiano della famiglia Berlusconi, che spara in prima pagina il seguente titolo: “La Binetti: i gay sono anormali”. E dopo aver ampiamente riportato con linguaggio epico le imprese della senatrice della Margherita, conclude così il suo pezzo: “E’nata una stella teodem”. Tra il titolo e la conclusione, stanno i seguenti passaggi: “Paola Binetti prosegue la sua metamorfosi da pacato medico psichiatra di stretta osservanza cattolica a leader mediatico che buca in televisione, sulla stampa e nel Palazzo, dove svolge con risultati incredibili (dati i rapporti di forza a suo sfavore) il ruolo di “guastatore” delle riforme che considera troppo ardite”. Non vi pare di sentire in sottofondo Wagner che dirige la cavalcata delle Walchirie? Non intuite accenti nicciani superomistici nella descrizione dell’eroina che, sola contro tutti, lotta al di là del bene e del male per affermare la sua superiore verità, di cui ella è l’esclusiva portatrice? E allora beccatevi il seguito: “la dimostrazione plastica della sua diversità è il duello a colpi di scimitarra ingaggiato in studio con un parlamentare ds come Franco Grillini in tema dei diritti e dell’identità sessuale”. Ora, non chiedeteci cosa sia “la dimostrazione plastica della sua diversità”, noi siamo dei dilettanti dichiarati che scrivono per passione ma senza cognizione, dunque possiamo solo provare ad immaginare una risposta del tutto aleatoria: la Binetti ha fatto una figurina col pongo, per rappresentare se stessa in Tv?! Non lo sapremo mai. Però sappiamo cosa la Binetti intende per diversità: “…visto che non è assolutamente una cosa normale, devo dire che l’omosessualità è devianza”. Ma ciò che ci avvince è il piatto forte che Telese ci serve subito prima dell’astrofisica conclusione: “A mio avviso – osserva lei – quello dei gay è un comportamento diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico”. Ecco, la stella ci ha illuminati dal suo pulpito di medico psichiatra di stretta osservanza cattolica, peccato che dal nostro osservatorio liberale laico di stretta osservanza del rispetto delle persone a noi la Binetti, più che una stella, sembri un buco nero, profondissimo, spaventoso, come l’ignoranza che, da sempre, genera intolleranza. Consci altresì della nostra inferiorità – sempre dilettanti siamo – e del fatto che, per un autentico colpo di fortuna che talvolta assiste i liberi pensatori, non incontreremo mai la Binetti, ci permettiamo umilmente di suggerire al signor Telese qualche piccola domanda da rivolgere alla stella nel corso della loro prossima conversazione. Se la Senatrice fosse lesbica, cosa le apparirebbe normale e cosa deviato? Ed è forse al corrente, lei medico psichiatra, del fatto che i suoi colleghi hanno concluso ormai da tempo che omosessuali si nasce? Le è giunta notizia, dal mondo della scienza di cui ella è certamente assidua frequentatrice, che oltre 450 specie animali praticano l’omosessualità? Ed infine, vorrebbe Ella spiegarci dall’alto del suo cielo sfolgorante, come mai nei paesi civili, quelli dove i Pacs sono stati da tempo approvati, il tasso di natalità è molto più alto di quello italiano? Non osiamo, naturalmente, suggerire di entrare nel privato di stretta osservanza cattolica della stella Binetti per chiederle se la sua coscienza si senta a posto spandendo lietamente dosi massicce di intolleranza e di omofobia: si sa che chi va con Ruini impara a ruinare…attendiamo dunque fiduciosi che le ruine dell’intolleranza, pari a quelle del muro di Berlino, cadano in testa ai suoi colpevoli sostenitori. Compresi quelli mediatici.
Chiara Boriosi

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