Il convegno di Bertinoro “Per una costituente laica e liberalsocialista” ha richiamato associazioni, circoli e personalità oltre ogni previsione. La sala si è dimostrata insufficiente ed almeno la metà dei convenuti ha dovuto seguire i lavori nelle salette videocollegate.
Radio Radicale con una lunga diretta ha permesso anche a chi non aveva potuto raggiungere Bertinoro di rendersi conto di cosa stava accadendo e la stampa ha dato spazio ai lavori. Tutto ciò è un successo.
Alcuni giornali hanno parlato dell’iniziativa (promossa da Polo laico liberale e socialista, Associazione per la Rosa nel Pugno, Socialismo è Libertà ed FGS) come se si trattasse di un appuntamento per l’ennesimo tentativo di ricomporre la diaspora socialista. E questo, occorre ammetterlo, è un insuccesso (dal punto di vista comunicativo).
In realtà a Bertinoro si sono ascoltate e verificate cose importanti, proprio sotto il profilo della novità.
La prima è l’adesione ad un progetto comune di una miriade di realtà associative e personalità di area laica e liberalsocialista che abbraccia un arco che va dai liberali ai repubblicani, dai radicali ai socialisti riformisti attualmente collocati o collocabili nei partiti della diaspora socialista e socialdemocratica, ma anche nei DS.
Il profilo liberalsocialista è emerso nitidamente non solo nella relazione iniziale di Turci ma anche in buona parte degli interventi: a cominciare da quelli, numerosi, di esponenti del Polo Laico, Liberale e Socialista come Francesco Attolico, Federico Baldini, Gino Di Maro, Giovanni Fiorentino, Domenico Marcozzi, Giancarlo Magni, Adalberto Scarlino e Nicola Cariglia che ha partecipato alla tavola rotonda di domenica mattina assieme ai segretari dei vari partiti socialisti (Craxi, De Michelis, Borselli) al direttore di Critica Liberale, Enzo Marzo, ai DS Giuseppe Caldarola ed Emanuele Macaluso, e a Rino Formica.
Ce ne sono anche altre di cose nuove e positive da segnalare. Ci limitiamo a citarne alcune, sulle quali sarà necessario approfondire con il contributo di tutti i lettori:
– il processo costituente del nuovo soggetto liberalsocialista partirà dal basso, immediatamente e sarà innescato dalla galassia dei circoli e delle associazioni che si sono ritrovati a Bertinoro;
– si è capito che rispetto ad altre occasioni oggi c’è una maggiore disponibilità di soggetti per questo obbiettivo;
– ci sono anche migliori condizioni per la crisi irreversibile del bipolarismo all’italiana;
– c’è consapevolezza che da questo processo costituente dovrà emergere un rinnovamento profondo di classe dirigente.
Dette le molte cosa nuove, è opportuno non tacere quelle che sanno di vecchio e stantio. Al di la degli interventi sostanzialmente calibrati dei leaders dei partiti della diaspora socialista, è emerso più volte un clima pesante di ammiccamento autoreferenziale da vecchio partito socialista, e qualcuno ha sostenuto, senza mezzi termini, che di questo si tratta: di rifare il partito socialista.
Ecco, con molta chiarezza: secondo noi, invece, si tratta di non fare questo. In ogni caso, non solo questo. I socialisti, indispensabili in questo processo, dovranno ritrovare la loro unità. Ma in un soggetto più ampio, numericamente e concettualmente, rispetto alla diaspora socialista.
Soprattutto in un soggetto nuovo.

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