In Italia ormai è consuetudine cercare di risolvere i problemi attraverso la deliberazione di leggi, premi e punizioni. Ma ci si dimentica che tali provvedimenti, seppur indubbiamente lodevoli sotto il profilo delle intenzioni, sono ben poca cosa se non vengono accompagniate dalla cura quotidiana che la cultura trasmette. E’ abbastanza inutile legiferare su patenti a punti o su quote massime di droghe per diminuire il consumo di alcol e di sostanze stupefacenti tra i giovani. Le stragi del sabato sera continueranno. Occorre invece educare. Allo stesso modo è condivisibile ma inefficace approvare un decreto dove si impongono sanzioni per chi diffonde il negazionismo della shoah. Questo era perlomeno l’intento che il Ministro della Giustizia Mastella annunciava qualche giorno fa. Il contenuto del decreto ha svelato invece un’indicazione più generale e proprio per questo tocca pericolosamente una libertà personale importante quale quella di opinione e di espressione e dove è del tutto assente un preciso riferimento al reato di negazionismo.
Cosa accadrà quando le testimonianze dell’Olocausto finiranno e il trascorrere del tempo avrà portato in secondo piano la rilevanza dell’accaduto? Basterà una legge? Non è così rilevante scrivere un decreto, come forse Mastella pensa, ergendosi a paladino dei buoni valori. E’ molto più auspicabile che in ogni casa italiana vi sia il libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”. Se proprio sentiamo il bisogno di scrivere una legge, il testo dovrebbe essere questo: “Voi che vivete sicuri/Nelle vostre tiepide case/Voi che trovate tornando a sera/Il cibo caldo e visi amici/Considerate se questo è un uomo/Che lavora nel fango/Che non conosce pace/Che lotta per mezzo pane/Che muore per un sì o per un no/Considerate se questa è una donna/Senza capelli e senza nome/Senza più forza di ricordare/Vuoti gli occhi e freddo il grembo/Come una rana d’inverno/Meditate che questo è stato/Vi comando queste parole/Scolpitele nel vostro cuore/Stando in casa andando per via/Coricandovi alzandovi/Ripetetele ai vostri figli./O vi si sfaccia la casa/La malattia ve lo impedisca/I vostri nati torcano il viso da voi.
Stefano Casati

Lascia un commento