• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La crisi del Mozambico e il nodo del gas, la denuncia degli attivisti: “L’Eldorado è militarizzato”

Daniel Ribeiro, attivista dell’ong locale Justica Ambiental, racconta di una situazione “estremamente militarizzata” e denuncia: “Il gas è stato un grande amplificatore di instabilità e violenze”

di Agenzia Dire | 5 Novembre 2023

Militarizzazione e corruzione, a caro prezzo, con centinaia di migliaia di persone in fuga: fenomeni interconnessi nel nord del Mozambico eldorado del gas naturale, secondo Daniel Ribeiro, attivista dell’ong locale Justica Ambiental, intervistato dall’agenzia Dire a margine di un incontro in Sala stampa estera. Si parla di Cabo Delgado, provincia al confine con la Tanzania che custodisce nelle aree costiere e offshore giacimenti di idrocarburi tra i più promettenti al mondo sui quali stanno investendo multinazionali europee e americane. Durante l’incontro, organizzato dalla Federazione degli organismi cristiani del servizio internazionale volontario (Focsiv) e dal Movimento Laudato si’, si evidenzia che nell’area le persone che hanno lasciato le loro case dal 2017 a seguito di assalti di gruppi armati e controffensive militari sono oltre 800mila su una popolazione complessiva di circa due milioni.

“Oggi la situazione è estremamente militarizzata” denuncia Ribeiro. “C’è l’esercito del Ruanda e ci sono unità di forze armate di altri Paesi della Sadc, la Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe; i loro interventi si concentrano però tutti nell’area dei progetti estrattivi, dei quali si vuole garantire la sicurezza”. Non sarebbero affrontate invece le cause degli squilibri sociali, secondo Justica Ambiental “legati alla perdita di mezzi di sussistenza, all’accaparramento di terre e a investimenti che non hanno beneficiato le persone accrescendo invece corruzione, oppressione e militarizzazione“. È evocata la “maledizione delle risorse”.

“In Mozambico e in Africa in genere esiste un legame tra la loro scoperta e nuovi conflitti” denuncia Ribeiro. “Non credo che il gas sia la ragione principale dell’instabilità e delle violenze ma è stato un grande amplificatore“. Secondo l’attivista, “in un Paese con leader e governo corrotti una nuova e improvvisa disponibilità di risorse può avere l’effetto di moltiplicare pratiche sbagliate, compresa quello dell’indebitamento pubblico, cresciuto a dismisura negli ultimi tempi sulla base di previsioni di introiti futuri”.

Starebbe accadendo anche questo, oggi, in Mozambico. Ribeiro lo dice soffermandosi su clausole contrattuali, citando accordi e menzionando la francese Total Energy o l’italiana Eni. “Le multinazionali si assicurano grandi vantaggi e lasciano poco al Mozambico, che potrà avere primi benefit solo tra dieci anni” la tesi dell’attivista. “C’è anche una limitazione della sovranità nazionale, perché le intese vietano al governo di Maputo di modificare le leggi in materia di oil & gas”. Il tema è anche quello del “valore aggiunto”: resterebbe nella disponibilità delle multinazionali e di chi in Europa o in America controlla trasformazione, distribuzione e mercati, lasciando al Mozambico solo l’estrazione. Con Focsiv e il Movimento Laudato si’ ne parla anche Antonio Muagerene, rappresentante della Caritas diocesana della provincia di Nampula e della Conferenza episcopale mozambicana.

Il suo intervento è centrato sulle conseguenze umanitarie del conflitto, cominciato nel 2017 con gli assalti di gruppi identificati spesso come “Shabaab”, “giovani” in arabo, lo stesso nome di un movimento islamista radicato molto più a nord, in Somalia. Cabo Delgado è una regione a maggioranza musulmana ma lo scontro, secondo Muagerene, non è religioso. “L’Onu calcola che le persone costrette a lasciare le proprie terre e i propri mezzi di sussistenza siano state oltre 800mila” sottolinea il rappresentante di Caritas. “Una parte di loro si è diretta nella parte sud di Cabo Delgado, mentre altri hanno raggiunto le province di Nampula e Nyasa, a volte percorrendo a piedi addirittura 700 chilometri”.

Secondo Muagerene, solo nella diocesi di Nampula sono arrivati 67mila profughi. “Nell’area c’è un unico centro di accoglienza, che ha appena 7mila posti” riferisce il rappresentante di Caritas: “Gli altri vivono in strada o nella boscaglia”. In difficoltà sarebbe anche il sistema internazionale degli aiuti. “Tra il febbraio e il maggio scorso il Programma alimentare mondiale ha sospeso le distribuzioni di cibo a causa della mancanza di risorse” ricorda Muagerene. “A oggi solo tre persone sfollate su dieci hanno accesso all’assistenza fornita dalla Chiesa o da altre organizzazioni; e ci sono famiglie che hanno ospitato fino a 50 persone”.

STOCCHIERO (FOCSIV): “A PIANO MATTEI MANCA SOCIETÀ CIVILE”

“Nella governance del Piano Mattei manca totalmente la società civile africana”: lo ha detto Andrea Stocchiero, coordinatore dell’ufficio policy della Federazione degli organismi cristiani di servizio volontario internazionale (Focsiv).
Il riferimento è al decreto sull’iniziativa oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. “La governance del Piano Mattei è schizofrenica” ha denunciato Stocchiero. “Nel Consiglio che dovrà orientare le decisioni sui progetti c’è di tutto e di più, dalla società civile al settore privato e all’accademia: quello che manca totalmente è la società civile africana”.
Il coordinatore ha continuato: “Come società civile italiana ed europea abbiamo rapporti con i nostri colleghi africani; sarebbe un buon segno che si trovasse il modo di interloquire non solo con i governi ma anche con la società civile del continente”.
Secondo Stocchiero, d’altra parte, la “governance” non è l’unico nodo da sciogliere. “Per avere credibilità ci vogliono risorse” sottolinea il coordinatore. “Si può anche avere una bellissima governance ma se alle richieste di aiuti umanitari o per i progetti di sviluppo non si sa come rispondere non va bene”. Nell’intervento di Stocchiero anche il richiamo alla Campagna 0,70, con la richiesta al governo italiano di rispettare l’impegno assunto nel 1970 in sede Onu di devolvere ai progetti di cooperazione allo sviluppo almeno una quota minima del Reddito nazionale lordo.
Stocchiero ha parlato durante un incontro in Sala stampa estera dal tema ‘Il Piano Mattei e l’estrattivismo in Mozambico’.

Agenzia Dire

(www.dire.it)

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: caritas, chiesa, consiglio dei ministri, crisi, europa, forze armate, governance, governo, governo italiano, mercati, mondo, movimento, organizzazioni, persone, sviluppo

Info Agenzia Dire

L’Agenzia Dire nasce nel 1988 e si specializza, nei suoi primi anni di attività, sulle dinamiche politiche parlamentari. Nel corso del tempo matura un’esperienza a tutto campo che la porta ad affermarsi tra le principali agenzie di stampa italiane grazie al completo servizio di informazione offerto. Oggi è un punto di riferimento importante per le istituzioni e le principali testate nazionali e regionali aziende, enti e associazioni. Ha una forte presenza regionale con corrispondenti che coprono tutta l’Italia e dieci sedi operative. Realizza 33 notiziari quotidiani d’informazione: 13 notiziari tematici nazionali e 20 notiziari regionali, che producono 7 giorni su 7, una media di oltre 2.000 lanci multimediali al giorno, 6 newsletter, 7 Tg e Gr tematici. Il direttore responsabile è Nico Perrone.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti