
Gli Stati Uniti hanno avviato una massiccia operazione militare, lanciando per il quarto giorno consecutivo una nuova ondata di attacchi aerei e missilistici contro l’Iran e imponendo un blocco navale totale dei porti iraniani. La misura restrittiva, ordinata dall’amministrazione Trump, è scattata alle ore 16:00 ET (è il fuso orario ufficiale della costa est degli Stati Uniti e del Canada) di martedì con l’obiettivo dichiarato dal Centcom di azzerare la capacità di Teheran di colpire le navi commerciali.
L’iniziativa segna il collasso definitivo della recente tregua, faticosamente mediata nelle settimane precedenti, dopo i ripetuti attacchi subiti da navi mercantili e petroliere nel canale d’accesso al Golfo Persico.
La vasta operazione condotta dalle forze del Comando Centrale statunitense ha bersagliato decine di infrastrutture strategiche della difesa iraniana.
Colpiti sistemi di difesa aerea, installazioni radar costiere e batterie di missili antinave lungo il litorale.
Le incursioni hanno provocato pesanti esplosioni e incendi nelle installazioni portuali e nella principale base navale iraniana.
Centrati i depositi logistici utilizzati dai Pasdaran per lo stoccaggio di droni d’attacco e barchini veloci.
Il Pentagono ha dispiegato un massiccio arsenale che include caccia decollati dalle portaerei, navi da guerra e, per la prima volta, droni d’attacco marittimi a testata esplosiva.
Il Centcom ha rimarcato che lo Stretto di Hormuz è un corridoio internazionale aperto e che l’Iran non ne detiene il controllo. Di contro, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha rigettato le dichiarazioni di Washington, dichiarando lo stretto provvisoriamente chiuso e promettendo una reazione “dura e decisiva” contro ogni imbarcazione militare nemica.
Nel frattempo, Teheran ha già risposto attivando le proprie milizie e lanciando attacchi di ritorsione contro basi e installazioni strategiche statunitensi nei paesi del Golfo, portando la tensione regionale ai massimi storici.
Il conflitto nello Stretto di Hormuz rappresenta l’ennesimo fallimento della diplomazia, confermando l’inconciliabilità tra la potenza militare americana e l’ostinazione teocratica di Teheran. In questo scenario, la pace appare un lusso inesistente, lasciando spazio solo alla forza bruta e alla tragica certezza di uno scontro senza fine.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento