Esiste qualcosa di più personale, di più intrinsecamente legato al proprio sentire individuale, al proprio mondo interiore emotivo e sentimentale dell’amore?!
La concezione dell’amore, la sua stessa ragione, i motivi del suo manifestarsi, risiedono nella parte più profonda, segreta e vulnerabile di ogni essere umano: sono la sua forza e la sua debolezza, la sua verità e la sua essenzialità, il darsi ed il negarsi, il conflitto e l’armonia, l’inizio e la fine di una storia che assume dignità di romanzo di vita. Sono tutto ciò che rende ognuno di noi portatore della propria unicità e della capacità di esprimerla secondo il proprio personale linguaggio sentimentale.
Sentire dunque classificare l’amore – l’amore forte e l’amore debole, così ha detto Benedetto XVI – ci rattrista e ci fa sentire privati di qualcosa che dovrebbe appartenere solo a noi e non dovrebbe, invece, mai diventare terreno di scontro politico, ideologico o religioso.
Ci sfugge quale parametro si possa credibilmente utilizzare per classificare l’amore, ma più ancora ci risulta inconcepibile l’arroganza e soprattutto la mancanza di rispetto con le quali si pretende di giudicare la qualità dei sentimenti degli altri e la loro effettiva appartenenza ad una ideale categoria, giusta o sbagliata.
Abbiamo sempre creduto, e continueremo a credere, che l’amore non ha bisogno di giustificazioni, si giustifica da solo per il semplice fatto di esistere e di manifestarsi nei modi e nei momenti in cui ritiene opportuno farlo. Forse è questo che ci rende così profondamente laici, irrimediabilmente restii ad ogni classificazione: l’amore ci appartiene quanto il nostro nome o il colore dei nostro occhi. Tutto il resto è solo tristissimo esercizio di potere. Che a volte si fa abuso – e diventa comandamento.
Chi.Bo.

“cosa farei se invece di essere un cosiddetto “normale” fossi un cosiddetto “diverso”?”……la risposta al quesito mi sembra ovvia : cercherei di far si che la mia diversità diventasse “norma”. Mi pare chiaro. Come è chiaro che il Gay Pride tende proprio a questo . Ed allora ? Già da giovinetto sorridevo alla battuta “ ma tu sei normale o ti piacciono le donne ?” pur provando un po’ di disagio..Sul piano sociale sento un tentativo di accerchiamento…….che personalmente rifiuto. Non è “scontro politico, ideologico o religioso” questo? Non ho detto che nego : ho detto che rifiuto personalmente ….basta come contributo di “di sana sincerità “? Parere questo che è “intrinsecamente legato al proprio sentire individuale ” .
Ma io non faccio ,nè pretendo di fare,il predicatore …..assicuro , “tanto per cambiare”.
Gentile Puccio,
nel parlare d’amore – o, meglio, della concezione dell’amore – non c’è né orgoglio né fideismo, solo la constatazione di qualcosa che è evidente: ognuno di noi vive l’amore in modo personale e diverso dagli altri, senza che questo autorizzi a farne un individuo di serie A o B. Per il semplice motivo che i sentimenti non sottostanno ad una fede, di qualunque genere essa siano, la precedono: amare qualcuno è prima di tutto espressione di amore per la vita che ha molte forme e si manifesta in molti modi. La scelta di donarsi è insindacabile, ci appartiene interamente come individui responsabili e consapevoli e nessuno, in nome di nulla, può giudicarci per questo. La scelta di credere in una fede è anch’essa insindacabile, individuale e responsabile, ma nessuno, in nome di questa scelta, può desiderare di imporla agli altri come unica regola di vita. Rispetto, gentile Puccio, non è una parola agitata come un vessillo di parte, ma una regola morale ed etica che è necessario sentire per provare quell’empatia che non è sintomo di qualunquismo: vede, io credo che la vera carità sia questa, e che inizi dal chiedersi: cosa farei se invece di essere un cosiddetto “normale” fossi un cosiddetto “diverso”? Nessuna retorica, nessuna melassa buonista, solo un po’ di sana sincerità, tanto per cambiare. Chi.Bo.
E’ vero ,l’amore è amore ,può essere classificato solo per la destinazione del sentimento : amore fraterno ,amore filiale ,amore materno ,amore paterno ,amore per gli animali ,amore per una cosa od attività……”l’amore non ha bisogno di giustificazioni, si giustifica da solo per il semplice fatto di esistere e di manifestarsi nei modi e nei momenti in cui ritiene opportuno farlo.”. La pulsione sentimentale è unidirezionale e ,a seconda dei casi o delle occasioni ;può essere ricambiata ,creando così una “corresponsione di amorosi sensi”……..e producendo ,di volta in volta , soddisfazione personale , ed intese interpersonali , o momenti di libidine ,od anche dando origine ad una nuova vita . Prodotti diversi ( o no ?) , ma pur sempre problemi personali. Nessun lo nega ,mi pare .
Quanto a considerare inconcepibile “l’arroganza e soprattutto la mancanza di rispetto con le quali si pretende di giudicare la qualità dei sentimenti degli altri e la loro effettiva appartenenza ad una ideale categoria, giusta o sbagliata.”, questa mi sembra parimenti,secondo logica ,una affermazione fideistica. Uno scontro di fede ,quella laicista e quella religiosa, che non é da giustificare se non per quello che è : scontro di opposte fedi . In questo senso l’arroganza è reciproca,quanto meno .La differenza (scontro ) va rimarcata ,a meno di non volerla trasformare in…….supposta ! Salvo errori ,il Papa appare il capo formalizzato della Chiesa Cattolica , e come tale pienamente legittimato a proclami religiosi “ di parte”……
E chi può giudicare “tristissimo “ l’esercizio del potere ( di convincimento e di proselitismo) avverso una fede negazionista ? Chi pretende di fondare il valore del proprio assunto solo sulla valenza empatica di qualche parola (rispetto,potere,ecc.)…….e credendo di dimostrare il proprio orgoglio ( pride ) solo con la protesta ,equivocando tra orgoglio ed ostentazione . Chi ?……boh !