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La Colpa è del tramvai

L’affaire Qatar ha scoperchiato il vaso di Pandora. In fondo rimane la speranza. Ma in fondo in fondo. Intanto sembrano implicati 60 europarlamentari.  A libro paga. E non solo per il Qatar, come sembrerebbe. Ma noi , in perfetta resilienza,  continuiamo a essere garantisti.

di Carla Ceretelli | 16 Dicembre 2022

La colpa è del tramvai.

Ovvero la colpa morì in culla oppur fanciulla.

Siamo tutti garantisti ma non ciechi né sordi.

I signori di Katargate e quelli di coopSumahoro erano ignari di tutto. E non subodoravano soldi.

Del resto..pecunia non olet.

Viva la questione morale dei migliori. Quella dei paladini della moralità e della protezione dei

diritti umani.

Certo, dei propri.

Nulla di peggio di chi predica bene e razzola male.

Ora la sinistra ha realizzato che la corruzione ,  o il senso della medesima, è insita nell’essere umano e, purtroppo, non ha colore. Inoltre è al nord al sud a est e a ovest. A destra e, udite udite, perfino a sinistra.

Di sicuro la corruzione è direttamente collegata al potere.

Non sempre. Mai pensato che ai tempi di FI, quando  il potere era in mano a Berlusconi, almeno a periodi alterni e molto saltellante, costui  fosse corrotto.

Poteva avere tutti i vizi e stravizi del mondo ma corrotto o corruttibile, mai.

Presi con le mani   nel sacco.

Ahinoi,  finalmente abbiamo toccato con mano  il significato della locuzione “essere presi con le mani nel sacco..” Cioè lo hanno toccato loro. Anche se a loro insaputa. Così sostengono.

Ma il gioiellino, la perla nell’ostrica della sinistra, purtroppo italiana, è la Eva.

Intanto Brando, il Benafei, insiste con l’arrampicata. Si difende soltanto attaccando gli altri.

La perfida destra colpevole di non esser stata abbastanza cattiva,  dato che “ha sempre bloccato  le norme più rigide. Colpire noi  è molto ghiotto, per chi vuole compiere atti corruttivi”

Benaltrismo assurdo. Boomerang conclamato.

In altra sede,  quella dei media, si insiste sul fatto che qualsiasi termine o locuzione, estrapolati da un contesto, per avere un senso reale  e veritiero, dovrebbero essere  reinseriti   nel suddetto contesto.

 Un esempio che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia è  l’attribuzione a  Saviano di un termine obbrobrioso nei confronti di Giorgia Meloni, all’epoca semplice leader del suo partito.

 Il termine è “bastarda”.   Querelato   dal Presidente del Consiglio di oggi.

Le è stato chiesto di ritirare la querela. In fondo, in un paese dove l’insulto è diventato parte del tutto, che vuoi che sia. Bastardo più, bastardo meno…

Un bravo giornalista  che risponde al nome di Corrado, ha richiesto, appunto,

di contestualizzare il termine, con lo scopo di attenuarne il significato.

“Dinanzi  a morti non potevo stare zitto” ha reiterato in questi giorni “Meloni bastarda”.

Saviano , l’eroico, non si rende conto di avere accusato Meloni di aver fatto morire affogati  bambini, dunque bastarda.  Potrebbe sfuggire un’offesa , anche pesantissima come questa. Ma il contesto, appunto,stavolta è a suo carico.

Intanto l’affaire Sumahoro e Katargate si allargano a dismisura.  Liliane Murekatete indagata, mentre la madre ammette “due anni di stipendi non pagati”.

L’affaire Qatar ha scoperchiato il vaso di Pandora. In fondo rimane la speranza. Ma in fondo in fondo ehh. Intanto sembrano implicati 60 europarlamentari.  A libro paga. E non solo per il Qatar, come sembrerebbe. Ma noi , in perfetta resilienza,  continuiamo a essere garantisti.

Buona notizia l’impegno della maggioranza a riaprire Italia Sicura, l’unità di missione sul dissesto idrogeologico e sull’edilizia scolastica.

Il nostro ordine del giorno che impegna il Governo è stato votato da tutti, tranne dal M5S. Vedremo se finalmente passeranno dalle parole ai fatti. Parola di Matteo. Ovviamente Renzi.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, berlusconi, governo, italia, meloni, mondo, notizia, presidente del consiglio, questione morale, renzi, soldi, speranza

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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