
Il 26 ottobre 2023 è stata una data importante per la tutela dell’attività intellettuale e la creatività, soprattutto per gli autori che lavorano in Cina.
A Ginevra, la città svizzera dove hanno sede le più prestigiose organizzazioni internazionali, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (World Intellectual Property Organization, WIPO), agenzia Onu riconosciuta da 193 Paesi, e il China Media Group (CMG) hanno firmato una dichiarazione per cooperare in materia di difesa delle opere dal carattere creativo e dei loro ideatori. Le due organizzazioni si impegnano a collaborare sinergicamente per la promozione dello studio del diritto di proprietà intellettuale e per condurre attività di confronto internazionale.
La WIPO è stata fondata nel 1967 con l’obiettivo di proteggere la proprietà intellettuale nel mondo e, a tal proposito, elabora un piano strategico dalla durata quinquennale, con possibilità di aggiornamento, per incentivare l’opera creativa in modo sicuro. Il motto della WIPO è: “Un mondo in cui l’innovazione e la creatività da qualsiasi luogo siano supportate dalla proprietà intellettuale, per il bene di tutti”. Nello statuto della WIPO si specifica il perseguimento della cooperazione amministrativa tra le associazioni degli autori e tra Stati, oltre che con qualsiasi altra organizzazione internazionale. Pietra miliare nella storia dell’organizzazione è il Trattato della WIPO sul diritto d’autore, firmato nel 1996, per armonizzare le legislazioni nazionali sulla materia e adeguarle in merito ai nuovi rischi per lo più di natura tecnologica. Problematiche non ancora risolte con notevoli carenze per il riconoscimento del diritto d’autore e dell’attività intellettuale.
Prima della firma dell’accordo di giovedì, la Cina aveva già mosso dei passi nella direzione volta alla regolamentazione della proprietà intellettuale, promulgando una prima legge nel 1990 che è stata poi emendata tre volte di cui l’ultima nel 2020. Tale legge delineava un iter molto preciso su come farsi riconoscere la titolarità di un qualche gesto creativo e l’ultima modifica ha permesso una codifica di tutte le norme preesistenti e ha anche allargato la gamma delle attività, specialmente quelle audiovisive, che possono godere della protezione intellettuale.
Con la firma della dichiarazione d’intenti, la Cina vuole estendere la normativa interna e dare un suo contributo a livello mondiale. All’incontro di giovedì hanno partecipato Shen Haixiong, vice direttore del dipartimento della comunicazione del Comitato Centrale del PCC e presidente del CMG, e Daren Teng,direttore generale della WIPO, in rappresentanza delle loro organizzazioni. Haixiong ha affermato che quest’anno si celebra il cinquantesimo anniversario della collaborazione tra Cina e WIPO e che il China Media Group è molto consapevole dell’importanza della tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed è anche un beneficiario di questa. In forza di questa consapevolezza, il CMG vuole collaborare a livello internazionale per cogliere al meglio le opportunità e le sfide derivanti dallo sviluppo delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, e per fare della proprietà intellettuale il motore dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile.
Alla conferenza ha anche partecipato l’ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite, Chen Xu.
Dieci giorni prima, il 16 e 17 ottobre, a Roma, una delegazione di scrittori cinesi guidata dal Sig. Li Jingze, vice presidente della China Writers Association, si è incontrata con una delegazione italiana di scrittori e poeti guidati dal Prof. Natale Antonio Rossi, presidente della Federazione Unitaria Italiana Scrittori.
Salvatore Rondello

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