C’è del buono nelle avvilenti vicende di questi giorni (polemiche da trivio, vai e vieni di deputati e senatori, Camera dei deputati sospesa causa risse in campo).
Il buono è che questa squallida stagione politica, altrimenti e a sprezzo del ridicolo detta seconda repubblica, è inesorabilmente finita.
Ed il sigillo, emblematicamente, lo ha messo proprio chi maggiormente aveva contribuito a farla nascere, mettendoci la faccia piuttosto che il cervello: Antonio Di Pietro. A modo suo e con una coerenza di cui occorre dargli atto: con i pubblici ministeri che annunciano di voler sindacare, giudicare, eventualmente punire, il voto dei parlamentari.
Il buono finisce tutto qui, ovvero nella fine di una fase politica nella quale il nostro Paese ha faticato a mantenere le posizioni e non è precipitato più a fondo solo perché inserita in Europa e nel sistema dell’euro.
L’eredità lasciata agli Italiani da questi venti anni di alternanza di governo tra la coalizione di partiti raccolti attorno all’attuale PDL e quella raccolta attorno all’attuale PD è spaventosa. Basti pensare che è stata bruciata ogni possibilità di ricambio e che i protagonisti dello sfascio, sembra certo, sopravvivranno a loro stessi almeno nell’immediato futuro, quando salperemo per una destinazione ignota.
Addirittura nessuno sembra percepire che l’esito dei voti sulla fiducia è secondario rispetto alle cadute di stile e alle offese alla democrazia di questi giorni.
Un voto con la minaccia, reale o solo adombrata poco importa, di un vaglio da parte della magistratura è una offesa a tante cose: alla democrazia, certo, ma anche al buon senso, all’intelligenza, alla storia. Ciò non vuol dire approvare il mercato al quale partecipano entrambi gli schieramenti politici. Significa solo ribadire che le manifestazioni oscene della politica dovrebbero avere un solo giudice: il popolo sovrano.
Mentre le denunce per le defezioni da questo o quel partito, quale che sia lo schieramento di appartenenza, si caratterizzano per una stupidità che è pari solo alla iattanza.
Hanno fatto (tutti assieme al di là del gioco delle parti) leggi per poter scegliere i parlamentari spogliando gli elettori di un loro diritto. Hanno scelto i parlamentari uno ad uno per loro presunto tornaconto, ed ora si lamentano e addirittura chiamano i giudici?
Non capiscono che ciò è ridicolo, e poco importa. Ma neppure capiscono che ciò va contro la più elementare regola della democrazia liberale. E questo è gravissimo perché, purtroppo, ce li dovremo ancora tenere per non si sa quanto tempo.
P.
LA “SECONDA REPUBBLICA” E’ FINITA MA LE BUONE NOTIZIE FINISCONO QUI’: QUESTI PERSONAGGI CE LI DOVREMO TENERE ANCORA NON SI SA PER QUANTO
Un voto con la minaccia, reale o solo adombrata poco importa, di un vaglio da parte della magistratura è una offesa a tante cose: alla democrazia, certo, ma anche al buon senso, all’intelligenza, alla storia. Ciò non vuol dire approvare il mercato al quale partecipano entrambi gli schieramenti politici. Significa solo ribadire che le manifestazioni oscene della politica dovrebbero avere un solo giudice: il popolo sovrano. (P.)

Ce li dobbiamo tenere ancora questi signori,non si sa per quanto tempo ,dato che abbiamo perso la capacità ,ed il gusto , di giudicare “con la nostra testa”. Naturalmente quel tempo finirà ( non è solo un problema di rottamazione ,anche se aiuta molto ) quando potremo fare riferimento ad una nuova cultura sociale e politica ,ed a degli ideali morali oggi immolati sull’altare della modernità e del progresso. Quando potremo ritrovare forza ed energia in noi stessi , anzichè nei cortei vocianti e distruttivi , o nelle piazze sommerse da adunate megagalattiche . Quando la globalizzazione sarà riconosciuta come strumento commerciale e di fratellanza ,e non più contrabbandata come dimensione esistenziale e divinizzante. Dobbiamo solo recuperare una dignità umana.
Mi piace ricordare un qualcosa che fa la differenza da questi politici e quelli del passato che hanno costruito l’Italia.
Nel 1932 dopo la crisi del 1929 le banche sono diventate tutte pubbliche con i politici di allora, invece i politici attuali hanno trasferito risorse alle banche private senza far sapere neanche l’entita’ ai cittadini. E intanto le banche non prestano piu’ soldi a nessuno. Cosi’ l’economia non potra’ ripartire come e’ ripartita nel 1932,
grazie a questi politici.
Non misuro mai la democrazia di uno Stato al suo vertice, ma alla base.
Nel 2010 che ci accingiamo a salutare, grazie a Voi e Firenze, abbiamo fatto enormi passi avanti, ora quasi tutti I Giornali vi hanno copiato e permettono ai lettori di commentare, possiamo anche sperare che in futuro, elimineranno la censura preventiva, pubblicando anche chi la pensa diversamente da loro, su Repubblica qualcosa a favore di Berlusconi e sul Corriere anche voci fuori dal “Coro Greco”, sogno persino il Giornale col Direttore che ricorda ogni mattina di prendere le pastiglie anti-Berlusconite!
Grazie Firenze inoltre la rottamazione è stata lanciata, nulla la fermerà.
Perciò al colmo della gioia vi saluto nel Vs. straordinario Giornale on-line chiedendovi di diventare un “quotidiano” non più settimanale ma ancora laico in cui è lecito scrivere che Dio esiste e Gesù è suo figlio.
Invece è di nessuna importanza per me quello che succederà al Governo domani.