L’estate porta varie voglie. Nel mio caso, unghie dipinte, vestiti sottili, dita dei piedi belle libere, no reggiseno (se possibile), mare, sole, una certa voglia di velocizzare le riunioni di lavoro ed una certa voglia dell’uomo oggetto.
Purtroppo, essendomi dotata di un quasi-fidanzato, mi riterrei disonesta se mi lanciassi alla ricerca di altri con cui fornicare allegramente, quindi, mi limiterò a parlarne ad uso e consumo di quelle di voi che vivono nella piacevole parentesi che divide un fidanzato da un altro e potete (ergo) agire in libertà. Oppure ad uso e consumo di quelle di voi che hanno vinto quella stupida tendenza alla fedeltà che tarpa ogni sano anelito di libertà (olé).
Nella mia idea di uomo oggetto prevale la sensazione che egli sia tale in ragione delle sue insicurezze. Fortunatamente, l’uomo oggetto rispetto all’altro uomo tutto io-io-me-me, ha il pregio di avere l’insicurezza di voler piacere alle donne. La risultante è una certa propensione a lavarsi, profumarsi, curare i vestiti e la forma fisica. Le sue insicurezze sono perlopiù legate a queste cose ed ogni conquista lo rassicura (rassicuriamolo). Ovviamente, come ogni maschio da 200mila anni, aggiunge alle sue afflizioni anche quelle del pene (tipo la grandezza, lunghezza e forma). Un tema che incupisce il maschio senza che (invero) abbia grande importanza. Ma sarebbe del tutto inutile dirglielo mentre ci tiene e farti sapere che il suo è grosso. Sarebbe come svelare ad un bambino vestito da Batman che è solo un bambino vestito in maschera. Non puoi farlo. Quindi, ti mostri interessata, colpita, ne usufruisci al meglio.
L’uomo oggetto è generalmente abbastanza spiritoso, parla poco e desidera avvicinarsi con cautela. Crede che la caccia sia una questione da giocarsi col giusto approccio. È come il pesce che si muove con furba circospezione per addentare l’amo. Anche in questo caso lo lasci fare. Le sue fragilità sono di natura fisica. Non si sentirà per nulla indebolito dalle incertezze culturali. Non riterrà mai un problema non sapere usare il congiuntivo o credere che l’inflazione sia una malattia. Sarebbe invece distrutto se gli diceste che ha la pancetta o che l’abbronzatura non è perfetta. D’altronde, l’uomo oggetto serve a letto (con il preservativo) e lui lo sa.
Come prenderlo e come lasciarlo?
Per prenderlo è (ovviamente) sufficiente il richiamo del sesso. Quindi indumenti succinti e atteggiamenti che lascino intendere una certa disponibilità. Sarà lui a seguirvi dove lo volete portare. Come lasciarlo: siate chiare: si è trattato di un’avventura.
L’uomo non oggetto si sente uno più in gamba dell’altro perché (per lui) il congiuntivo è importante e vuole essere lui a conquistare tutte con la sua (autoproclamata) sagacia o la sua (presunta) integrità morale o religiosa.
In pratica, porta le sue insicurezze falliche (tipo la grandezza, lunghezza e forma) ad un livello superiore che coincide con la sua persona. È, alla fine, un grande pene in ogni sua manifestazione: in ufficio, in famiglia, in spiaggia. Le sue fragilità non sono fisiche (spesso è veramente inguardabile e puzzolente) ma dell’inflazione, o di un testo sacro, crede di sapere tutto (anche se talvolta è solo cattivo nozionismo incollato da sentiti dire).
La grande differenza tra l’uomo oggetto e l’uomo tutto io-io-me-me è che il primo (l’uomo oggetto) mi ha divertita e portata a letto molto più spesso del secondo e vi assicuro che è la norma per il mondo femminile dai 20 in su.
Poi fate voi

Non per essere contro l’articolo in sé, ma per chiarire che si è contro il sessismo si dovrebbe essere contro tutti i sessism* … anche quelli socialmente più accettabili, come il ridicolizzare l’uomo con la pancetta piuttosto che la donna con cellulite, che è la stessa identica cosa …
Se ci fosse stato un articolo dove all’uomo oggetto si fosse parlato di donna tutta tette e gambe e si sarebbe detto che la donna non oggetto ha invidia delle dimensioni di seno e vagina delle donne non oggetto, si sarebbe urlato come minimo al sessismo e alla mercificazione del corpo, ma tant’è.. double standard uber alles