Qualche giorno fa, sul “Corriere della Sera” in un articolo in cui veniva presentato come il nuovo ideologo della Lega Stefano Galli diceva che «la Lega vince quando dice che il paese va a rotoli»; qualche pagina dopo, nella parte milanese del quotidiano, si potevano leggere alcune dichiarazioni del sempre roboante Matteo Salvini (quello delle carrozze della metropolitana per soli extracomunitari, e sempre quello che allegramente cantava quanto puzzano i napoletani ad una festa del suo partito…) che minacciava di fare i conti con il sindaco Moratti causa il malgoverno della città soprattutto per quanto riguarda la questione immigrazione.
Troppo facile e un po’ ipocrita, amici leghisti! Come se a governare l’Italia da qualche anno a questa parte fosse i loro avversari; come se a Milano la Lega fosse all’opposizione della giunta presieduta dalla Moratti! D’altronde la furbizia padana nel presentarsi per quello che non sono, s’era palesata anche in questa campagna elettorale quando sui cartelloni erano ricomparsi i manifesti recanti la famosa scritta «Roma ladrona, la Lega non perdona». Tale mistificazione ha indubbiamente pagato, dato il risultato della Lega; però di mistificazione si tratta, ed è doveroso denunciarlo con il maggiore rigore possibile. La Lega non è più quella forza dura e pura per la quale ancora intende spacciarsi; a Roma ci sta benone, il potere – con le sue poltrone, le sue prebende, i suoi riti – gli piace eccome, mentre del benessere della cosa pubblica pare interessarsene un po’ meno dato che «il paese va a rotoli», come ci è stato detto (e come vediamo noi stessi).
Penso che sia giunta l’ora per la sinistra di combattere politicamente la Lega con una maggiore intensità e una nuova consapevolezza; ossia non limitandosi a scandalizzarsi per tutto quanto di ignobilmente odioso fanno alcuni amministratori locali di questo partito (l’operazione White Christmas per stanare casa per casa gli extracomunitari, i bambini delle famiglie in difficoltà lasciati a pane e acqua in una scuola del vicentino), ma rendere conscia l’opinione pubblica dell’inganno che si sta perpetrando; la Lega è una forza di governo, e come tale deve rispondere della politica di questo governo, senza che le sia concesso di presentarsi con l’abito che più le aggrada secondo le convenienze del momento. Altro che forza di lotta e di governo; questi signori si presentano come forza di governo e di opposizione al tempo stesso e secondo i loro comodi e interessi, ma questo è un irresponsabile imbroglio.
Già qualche anno fa si prese l’abbaglio di definirla una costola della sinistra; ora non si ripeta l’errore di considerarla una forza di cambiamento; di possibilità per rinnovare la politica italiana ne ha avute e ne ha ancora, visto che non è la prima volta che governa, ma francamente finora più che una spicciola gestione del potere non ha saputo mettere in campo. Confrontarsi dialetticamente con gli altri partiti è un dovere per ogni forza politica; s’imponga allora alla Lega di mettere finalmente le sue carte sul tavolo (sul lavoro, sui diritti civili, sulla concreta convivenza nelle nostra comunità non identitariamente omologabili e su molte altre cose ancora), e non di bluffare ogni volta; vedremo se è veramente il democratico e cosmopolita Carlo Cattaneo il loro mentore, o non sono piuttosto altri intessi di bottega a dare la linea politica, camuffati da un anacronistico localismo.
Nicola Del Como ( www.leragioni.it )

Lascia un commento