Trascorse senza entusiasmo ma con grande confusione le elezioni regionali, si guarda ora alle elezioni amministrative e, a Milano, a quelle per il Sindaco e per il Consiglio Comunale del prossimo anno.
Nel capoluogo Formigoni non è riuscito a superare il 50% e, sebbene il PD abbia perduto voti, la Città risulta contendibile anche perché la signora Moratti è in calo di popolarità che difficilmente riuscirà a recuperare in poco meno di un anno. Probabilmente essa aspetta, come nella precedente tornata, di vedere chi gli mettono contro per poi decidere ed eventualmente calare sul tavolo il suo argomento principale che sono i milioni di euro da destinare alla campagna elettorale. Attenzione, argomento molto forte perché con 10 milioni di euro si “compra” facilmente l’opinione pubblica di tutta una città (comprese le pagine milanesi del Corriere). Se la sinistra punterà, attraverso primarie più o meno prefabbricate o altro, a candidati espressione di virtù giacobine, perdenti per loro natura, la partita è perduta in partenza come lo è stata quella della regione: i voti per spostare la maggioranza a Milano si trovano nella pancia moderata del centrodestra e da lì bisogna recuperarli alla tolleranza illuminista. Si tratta di un ragionamento brutale, semplice ma incontestabile.
Sarà necessario mettere al lavoro dei king makers liberi da pregiudizi partitici e dalle lotte di corrente che hanno fin qui intossicato l’opposizione. Sarà necessario anche esaminare gli errori del passato e per esempio produrre una lista di opposizione all’attuale maggioranza che non assomigli al fronte popolare di Leon Blum: basti ricordare il danno fatto a Ferrante dalla presenza nella sua stessa maggioranza di Dario Fo (forse anche il danno a Dario Fo fatto nello stare nella stessa maggioranza di Ferrante).
E’ anche importante che il candidato prescelto abbia la possibilità di raccogliere fondi, certo non a livello della Moratti, ma capaci di sostenere una campagna elettorale all’altezza dei concorrenti.
Insomma se si riuscirà a superare la tentazione di candidare “figli di martiri” e caricature para berlusconiane di manager (o addirittura parenti del Sindaco) si potrà forse sperare in un buon risultato perché la città dopotutto è “contendibile”.
Giacomo Properzj (www.leragioni.it )

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