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L’evoluzione del quadro politico/3. Ecco perchè lo strappo di Casini e’ un favore al centro-destra

Lo strappo di Casini può essere un’occasione di crescita per tutto il centro destra. Può nascere un partito vero, radicato sul territorio e di cultura prevalentemente laica

di Redazione Pensalibero.it | 7 Dicembre 2006

Dentro An è tutto un ribollire di posizioni. Il successo della manifestazione del 2 dicembre ha galvanizzato il partito ma ha acceso anche alcuni timori. Se da un lato c’è chi è contento per lo strappo dell’Udc in quanto diventa centrale l’asse Berlusconi-Fini dall’altro crescono i timori di quanti paventano un puro e semplice assorbimento del partito dentro Forza Italia. Eppure a ben guardare quella del partito unico è per AN l’unica reale prospettiva di salvezza a parte il mantenimento di uno status quo il cui equilibrio però è sempre più precario. La mossa di Casini infatti ha messo in movimento tutto il quadro politico italiano. Nel fronte del centro destra le vittime designate sono due: la Lega destinata ad essere emarginata sulla destra ed AN che verrebbe svuotata di tutta la parte moderata di derivazione cattolica. Il gruppo residuo, in gran parte il vecchio Msi di Almirante, sarebbe a suo volta confinato, e marginalizzato, all’estrema. Molto meglio allora tentare di riciclare tutta AN dentro il nuovo, nascente contenitore del Partito delle Libertà. In questo caso il gruppo dirigente di AN, Fini in testa, potrebbe avere un ruolo di primo piano nella nuova formazione politica superando di un colpo vecchie ma non mai sopite derivazioni nostalgiche di antica memoria. Anche per Forza Italia la nascita del nuovo soggetto è ormai l’unica via di salvezza. Il partito così com’è non ha più senso e sconta il peso delle sue tante contraddizioni. Oggi tutto vive in funzione di Berlusconi. Nessuna democrazia interna, nessun ruolo dei dirigenti a livello locale, nessun peso negli enti locali. Manca del tutto una sia pur minima struttura che tenga i contatti con il territorio e contribuisca ad elaborare proposte. I voti vengono per la capacità di traino di Berlusconi, la linea politica viene, di risulta dal rifiuto delle proposte del centro sinistra. Statalisti gli uni, individualisti gli altri, neokenesiani i primi, liberali i secondi e così via. Può anche bastare ed infatti fino ad oggi è bastato. Due vittorie e due sconfitte. Ma non si vede perché non si debba consolidare al governo un blocco politico-sociale che nel Paese è in netta maggioranza ma che poi perde il confronto elettorale per le sue insufficienze politico-organizzative. Da qui l’esigenza di superare Berlusconi e dare vita ad un partito unico del centro destra che avrà sempre nel Cavaliere il suo punto di riferimento ma che dovrà essere guidato da altri e dovrà articolarsi sul territorio in forma democratica per incanalare e sfruttare al meglio il consenso.
L’abbandono di Casini può essere allora una grande opportunità per tutto il centro destra. In un colpo solo permette di raggiungere tre risultati: trasforma una alleanza in partito, lo radica sul territorio e sul piano dei contenuti gli permette di accentuare i suoi caratteri laici. Cosa quest’ultima non secondaria per una forza che negli ultimi tempi ha deluso e non poco la parte del suo elettorato di derivazione liberale.

Pubblicato in : Primo pianoTag: berlusconi, casini, centro destra, centro sinistra, consenso, democrazia, fini, governo, italia, Laici, lega, Liberali, manifestazione, movimento

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gino Di Maro

    9 Dicembre 2006 alle 12:34

    La mossa di Casini, anzi una precisa strategia politica, non giunge inaspettata e si apre a diverse letture.
    L’unica che mi sento di escludere è che l’UDC vuole dare una mano a questo centrosinistra.
    Che possa rafforzare il centrodestra e comunque l’opposizione nel suo complesso è uno degli scenari possibili. Rimandiamo il tutto a dopo l’approvazione della finanziaria.

    Rispondi

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