L’Europa è alla prova Ucraina, seppur questa ha necessità urgente e drammatica di essere aiutata, almeno nella misura minima per prepararsi un giorno a farne parte. Più delle prossime elezioni europee, il vecchio continente ha una chiamata d’appello verso se stessa, mentre il popolo ucraino sta bussando dalle piazze di Kiev. Sperano gli ucraini in un nuovo governo, comprendendo che chiedere aiuto alla Russia sia un altro suicidio. La protesta è orientata contro Yanukovich, reo di non aver firmato i patti di Vilnius che avrebbero reso possibile il sogno di essere liberi d’uscire dai propri confini. Da protesta per il libero commercio con l’Europa, si è in questi giorni trasformata, in protesta per la libertà. Il presidente ha minacciato lo sgombero per mano dell’esercito delle “Maidan”, le piazze delle città, occupate da migliaia di donne ed uomini che eroicamente resistono nel duro inverno. Ci sono uomini di tutte l’età seduti vicino l’uno all’altro, sostenuti dalla loro speranza di un futuro migliore: vecchi cosacchi di Zaparogi, padri e madri anziane, professori, insegnanti, giovani. Pare incredibile, ma non esistono certezze in questo paese, nessun diritto per i lavoratori, solo obblighi, quando un tempo, l’Unione delle repubbliche sovietiche, era per mezzo mondo un esempio di lotta proletaria. Le fabbriche della zona est del paese dove sono concentrate le industrie sono da molti anni in grave ritardo tecnologico. Servono da propaganda alla Russia che compra quella produzione industriale per allungare l’agonia del Paese. Manca un nuovo Leader coraggioso che sconfessi le ultime azioni di Azarov primo ministro del governo che sta obbligando gli operai delle fabbriche a lasciare il posto di lavoro per creare una massa di contro protesta. La tensione di uno scontro sociale potrebbe diventare reale. La terra del Dieper potrebbe essere divisa in due. Quella più povera dei Capazzi, era un tempo inviso all’Urss e difesa da un grande partigiano, Stefan Bendera. La lotta per l’indipendenza costò cara a questa parte dell’Ucraina. La regione fu esclusa da tutte le opportunità politiche ed economiche di rilievo. Una delle ragioni di tensione sociale riguarda questa disuguaglianza che un tempo era più evidente perché la percentuale di russi nella parte est e sud, allora come oggi, è elevata in rapporto a quell’autoctona. Azarov ad esempio, non spiccica una parola d’ucraino, è di madre lingua russa e quando prova a parlare in ucraino fa ridere anche chi lo ascolta in tv. Il tentativo di Yanukovich è di attivare la parte russofona del paese che invece comincia a comprendere che la via verso la Russia è quella sbagliata. Il paese di Putin da sempre più l’impressione d’essere rifugio di banditi e prepotenti, poggiando la sua forza di nazione sulle enormi risorse naturali, ma che sta perdendo prestigio in quelle scientifiche e civili. Lo sforzo che pacificamente il popolo d’Ucraina oggi sta sostenendo è visto dall’Europa più che con ammirevole interesse, ma oltre l’offerta di Vilnius non riesce ad andare. L’Europa ha una marcia in meno, perché non è uno Stato politicamente federato. La prova ucraina, dimostra la fragilità del vecchio continente che ha troppa fiducia nella moneta unica. Le crepe che stanno emergendo al suo interno, evidenziando l’urgente necessità di porre l’unità politica, per la crescita dell’Europa in politica estera. Al popolo ucraino, l’incertezza europea provocherebbe la drammatica illusione della sua emancipazione in una terra che ha grandi potenzialità.
La chiami forza della disperazione, o come le pare. Il fatto è che loro sono lì perchè la scelta è peggiore. La Russia non è crollata? Direi mai nata. Il popolo ucraino vuole scegliere da sé il suo futuro. L’Europa è una buona possibilità. Certo, sarebbe migliore avere un’Europa dei popoli che solo fatta d’Euro. Darebbe più garanzie. A tutti.
Ma gli Ucraini che credono di emanciparsi dalla Russia andando in Europa, sanno che questa Europa appartiene a un occidente che sta implodendo in se stesso? Sanno che la storia iniziata nel XVI secolo è conclusa?
La chiami forza della disperazione, o come le pare. Il fatto è che loro sono lì perchè la scelta è peggiore. La Russia non è crollata? Direi mai nata. Il popolo ucraino vuole scegliere da sé il suo futuro. L’Europa è una buona possibilità. Certo, sarebbe migliore avere un’Europa dei popoli che solo fatta d’Euro. Darebbe più garanzie. A tutti.
Ma gli Ucraini che credono di emanciparsi dalla Russia andando in Europa, sanno che questa Europa appartiene a un occidente che sta implodendo in se stesso? Sanno che la storia iniziata nel XVI secolo è conclusa?