
“La vita non è altro che un brutto quarto d’ora composto di momenti squisiti.”
Sfrontato, arguto, intelligente e ironico sono gli aggettivi più adatti a descrivere l’irlandese Oscar Wilde.
Fu un poeta, un romanziere e un commediografo ed è stato il più importante scrittore dell’età vittoriana.
Ecco alcuni titoli dei suoi scritti “Il ritratto di Dorian Gray”, “L’importanza di chiamarsi Ernesto” e “Il ventaglio di lady Windermere”.
Al culmine del suo successo fu condannato per la sua omosessualità a due anni di carcere duro.
James Joyce su “Il Piccolo della sera” di Trieste del 1909, ossia a nove anni dalla morte di Wilde, scrisse: “Solo colla rappresentazione delle sue commedie brillanti egli entrò nella breve fase penultima della sua vita : il lusso e la ricchezza. …Diventò un arbitro d’eleganze nella metropoli e la sua rendita annua, provento dei suoi scritti, raggiunse quasi il mezzo milione di franchi. Sparse il suo oro fra una sequela di amici indegni. Ogni giorno acquistò due fiori costosi, uno per sé, l’altro per il suo cocchiere; e persino il giorno del suo processo clamoroso si fece condurre al tribunale nella sua carrozza a due cavalli col cocchiere vestito di gala e collo staffiere incipriato. La sua caduta fu salutata da un urlo di gioia puritana.”
Joyce fece questa considerazione: “Innocente o colpevole che fosse delle accuse mossegli, era indubbiamente un capro espiatorio. La sua maggior colpa era quello di aver provocato uno scandalo in Inghilterra ; ed è ben noto che l’autorità inglese fece il possibile per indurlo a fuggire prima di spiccare contro di lui un mandato di cattura.”
Era un personaggio particolare, anzi straordinario. Era un cinico. “Il cinismo è semplicemente l’arte di vedere le cose come sono, non quali dovrebbero essere” e aggiungeva“Che cosa è un cinico? Un uomo che sa il prezzo di tutte le cose e il valore di nessuna”
Il suo cinismo lo portava a delle considerazioni molto pessimiste. “L’anima nasce vecchia e diventa giovane. Ecco la commedia della vita. Il corpo nasce giovane e diventa vecchio. Ecco la tragedia dell’anima.” E poi:
“La tragedia della vecchiaia consiste non nel fatto di essere vecchi, ma nel fatto di sentirsi ancora giovani.”
Pertanto “La vita non è altro che un brutto quarto d’ora composto di momenti squisiti.”
Cinico sì, ma anche sfrontato: “Per riacquistare la gioventù non occorre che ripetere le proprie follie.”Ed aggiunge: “Non vi è altra medicina per l’anima che i sensi; non vi è altra medicina per i sensi che l’anima” Questo epicureismo attenua il suo lato cinico “Nessun uomo civile rimpiange un piacere, e nessun uomo rozzo ha mai saputo cosa sia un piacere.” Famosissimo il seguente aforisma: “Si può resistere a tutto salvo alle tentazioni”
E questo miscuglio di cinismo e di epicureismo che mi affascina.
Aveva particolari convinzioni sulla morale (“L’egoismo non consiste nel vivere secondo i propri desideri, ma nel pretendere che gli altri vivano a quel modo che noi vogliamo. L’altruismo consiste nel vivere e lasciar vivere.”), sulla società (“Lo Stato deve fare le cose utili, l’individuo le cose belle.”), sulla vita (“Vi sono momenti in cui uno si trova nella necessità di scegliere fra il vivere la propria vita piena, intera, completa, o trascinare una falsa, vergognosa, degradante esistenza quale il mondo, nella sua grande ipocrisia, gli domanda”)
Le donne e l’amore, però, sono l’oggetto preferito delle sue osservazioni. Eccone un florilegio.
“Credo che non esista una donna che non sarebbe un tantino lusingata se le si facesse la corte. Ecco il fascino irresistibile della donna.”
“Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese.”
“Non vi può essere amicizia fra l’uomo e la donna . Vi può essere la passione, l’ostilità, l’adorazione, l’amore, ma non l’amicizia.”
“Gli uomini bramano sempre di essere il primo amore della donna; è questo è un effetto della loro sciocca vanità. Le donne hanno un istinto più sottile. Esse desiderano essere l’ultimo romanzo dell’uomo”
In conclusione Oscar Wilde sostiene che tra la ragione e il sentimento quello che guida l’azione umana è quest’ultimo “Chi mai sarà stato colui che descrisse l’uomo come un animale ragionevole? Non vi fu mai una definizione più inesatta. L’uomo ha molte qualità, ma la ragione non è una di queste.”

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