Purtroppo non ha un leader, non ha una stampa amica, non ha dietro di sé poteri forti, medio forti o nemmeno leggeri che la sostengano.

La direzione è quella della sinistra laica e riformista. Potremmo aggiungere il termine liberale, se solo sapessi l’accezione in cui interpretare questo aggettivo, visto l’uso e l’abuso che se ne fa, a destra e a manca, quindi può bastare così: laica e riformista, che la natura liberale la comprende di diritto. Il che in un certo senso equivarrebbe a dire socialdemocratica, idea che ha vinto nella storia nella sua contrapposizione al comunismo, però mi cascano le braccia quando sento dire che oggi socialdemocratici [socialisti no perché è un termine che olet] sono chiamati Bersani, Fassina, e finanche D’Alema. Considerazione in più per quanto riguarda Bersani: confondere quel suo bonario populismo per socialdemocrazia mi fa morir dal ridere. E attenzione, chiamarsi o farsi chiamare socialdemocratici è da intendersi in senso europeo, giammai italiano, sennò si potrebbe far confusione con Saragat, dioneguardi.
Alcuni dei problemi dell’area laica e riformista, interna o esterna al pd che possa essere – meglio esterna con questo pd – sono costituiti dal fatto che non ha un leader, non ha una stampa amica, non ha dietro di sé poteri forti, medio forti o nemmeno leggeri che la sostengano. O meglio, almeno un leader potenziale di una certa caratura potrebbe esserci, ma lui dice che dove sta sta bene e non aspira ad altro. Come dargli torto? Ah, per inciso, attualmente dirige un telegiornale.
Sono limiti essenziali per la buona riuscita: lo dimostra la circostanza che altri movimenti di opinione e non parlo di Grillo, anche di origine recentissima, peraltro orientati al centro o al centro destra, che siano di matrice liberale o più semplicemente indistinta, godono di ottima credibilità e addirittura compaiono in alcuni sondaggi con un certo score. La loro forza è nelle idee? Forse, ma più ancora nella capacità di formarsi attorno ad un leader oppure di aggregare interessi, anche legittimi, che in questa Italia contano e rappresentano ancora qualcosa.
Poi di limiti ce ne sarebbero altri, magari più di fondo. Però per come è messa la politica italiana, cominciare a risolvere questi potrebbe anche bastare ed avanzare, per il momento. Sennò non resta che arrendersi alla convinzione che il movimento riformatore in Italia sia rappresentato dal pd, con il rischio di subirne tutte le contraddizioni e con l’unica prospettiva di ridursi a dare una mano ad un giovane di belle speranze, di proposte talvolta accattivanti, che però portano dietro il rischio di stupire più che di convincere.

Caro Silla ,certamente le tue considerazioni sono condivisibili ,e le tue perplessità sicuramente accettabili. Ma vorrei osservare che le belle speranze non possono restare di proprietà individuale e personale…e che le proposte accattivanti non possono essere lasciate al vento dell’ effimero ,ma sarebbe meglio fossero sostenute verso una loro realizzazione . Aggiungo un’ altra consederazione : se le parole hanno un senso , c ercare di contribuire per ridare forza e valore a termini che molti trattano come trippa per gatti ( penso a politica ,elezioni , libertà ,responsabilità ,matrimonio ,mercimonio,dignità personale ,e via discorrendo ) non sarebbe né colpevole né inutile . Almeno secondo me.